Pozzi di scienza

Un vecchio sacerdote insegnante di Religione, dottore in Teologia e profondo conoscitore della Filosofia Tomistica, ai suoi allievi impertinenti di una terza liceale, i quali gli obiettavano che Dio non è onnipotente se non è in grado di disegnare un cerchio quadrato, era solito rispondere che il principio di non contraddizione vale anche per il Padreterno: una cosa non può essere e insieme non essere; avere certe caratteristiche e insieme non averle. Un predicato non può contraddire il soggetto. Se un triangolo, per definizione, è una figura geometrica con tre angoli, non può essere quadrangolare, cioè averne quattro. Così Dio non può fare il male, perché altrimenti non sarebbe infinitamente buono. In somma, come diceva Parmenide, l’Essere è e il Non-Essere non è. Se è non può non essere, se non è non può essere.

Scusate la lunga premessa. Non sono né teologo né filosofo. Dicono che io sia ateo (mi hanno addirittura chiamato l’ “Ateista fulminato”) ma anche questo non è vero. Ho sperimentato statue che parlano e si muovono e sono addirittura finito all’Inferno. Potrebbe essere soltanto un sogno. Non un sogno mio, ma di quelli che mi hanno inventato. Sia come sia, sono cose che non potrò mai sapere; e come diceva Wittgenstein di quello di cui non si può parlare bisogna tacere (peccato che siano le cose più importanti). Basta. Vengo al dunque. C’è chi si crede più potente del Padreterno, perché è capace di far essere anche ciò che non è; in somma, di disegnare un cerchio quadrato o un triangolo con quattro angoli; di essere Jago e insieme Desdemona. O come lo Jahvè dell’Antico Testamento, che era misericordioso in sommo grado, anche se ordinava molto spesso di accoppare tutti i suoi nemici, compresi vecchi, donne, bambini e perfino gli animali (neanche Hitler sarebbe arrivato a tanto). 

E’ stato sancito un divieto di uscire di casa a motivo del contagio da Covid-19? Dicono di no. Ma allora perché mi possono fermare e addirittura multare se esco di casa senza un motivo? Perché, si risponde, si può uscire solo per motivi di necessità. Ma allora il divieto esiste, fuorché in alcuni casi: é vietato uscire a fare una passeggiata, ma non a comperare il pane o un medicinale. No, ribattono, è solo un consiglio. Ma a me risulta che chi non ascolta un consiglio non può essere punito. Quindi se io esco di casa  per una passeggiata, facendomene un baffo di quanto il Giuseppi e la Lamorgese amorevolmente mi consigliano, per il bene comune, posso essere esecrato e additato al pubblico ludibrio, ma non sanzionato. Se c’è sanzione, c’è divieto. Se c’è divieto, c’è sanzione. Ma la parola “divieto” nel testo non c’è. O meglio, c’è, ma come divieto assoluto di uscire per chi è contagiato. Ma si può vietare soltanto un po’? Non credo. Si possono vietare alcuni comportamenti e altri no. Quel che non si può fare è vietato, punto e basta. Quel che si può fare è permesso. Punto e basta. Non si può uscire se non in caso di necessità? E’ un divieto. Non si può uscire se si è contagiati? E’ un divieto. Si dirà:  non tutte le trasgressioni sono sanzionate allo stesso modo, ci deve essere una proporzionalità. Vero, se rubo il portafoglio a un malcapitato non mi danno l’ergastolo, se faccio una strage sì. Ma è ugualmente vietato rubare il portafoglio a un malcapitato e fare una strage. Non è che rubare il portafoglio sia un po’ meno vietato. In somma, il consiglio non è un divieto, ma se non lo segui ti sanziono. Però, per definizione, il  consiglio non può essere sanzionato, il divieto deve essere sanzionato. NON POTERE significa DOVERE NON ,che è ben diverso dal NON DOVERE. Se io non devo continuare ad andare a scuola dopo i sedici anni, posso benissimo andarci ancora. Se devo non continuare ad andarci, sono obbligato a restarmene a casa. Lo so che, almeno nella lingua italiana la differenza tra NON DOVERE e DOVERE NON è piuttosto ambigua. Sta di fatto che che NON DEVI FERMARE LA MACCHINA IN QUESTO SPAZIO significa NON PUOI FERMARE LA MACCHINA IN QUESTO SPAZIO. Non significa: NON HAI IL DOVERE DI …, bensì NON HAI IL POTERE DI… ovvero hai il DOVERE DI NON… Il divieto è un DOVERE NON (=NON POTERE FARE IL CONTRARIO), il consiglio un NON DOVERE (=POTER FARE IL CONTRARIO).

Mi sta girando la testa e forse la sto facendo girare anche a voi. Forse sono io a non capire. Ho sempre avuto l’impressione che spesso la logica dei  giuristi e dei legulei non abbia nulla che fare con la logica aristotelica. Pensate al concetto di DIRITTO-DOVERE. E’ una contraddizione in termini. Il diritto attiene alla sfera della LIBERTA’, il dovere a quella  della NECESSITA’ . Se non vado a scuola mi  sanzionano. Ma allora è un dovere, non un diritto. Il voto è un diritto. Però se non vado a votare contravvengo a un dovere civico. Parola di Costituzione più bella del mondo. Forse che un dovere, se è civico anziché morale o giuridico, scivola nel regno della libertà? Potenza delle parole! Soprattutto delle parole che non significano nulla. “Dovere civico” non significa nulla. Eppure il nulla non può essere potente, sempre “per la contradizion che no’l consente”. Sto sbagliando tutto, sto sbagliando tutto. Anche Dante, con la sua “contradizion che no’l consente” non capiva un tubo. Poveretto, anche lui si era formato sulla Filosofia Tomistica; e San Tommaso d’Aquino non andava più in là di Aristotele.  Aveva ragione Papa Bonifacio VIII ad assolvere Guido da Montefeltro da un peccato che doveva ancora commettere. Era di almeno 700 anni avanti sui tempi. La Fisica Quantistica ha ormai buttato a gambe all’aria il principio di non contraddizione. E la logica più moderna le è andata dietro. Mai sentito parlare del DIALETEISMO?  (dal greco DIS , due volte, e ALETHEIA, verità)? E’ la teoria della doppia verità, riproposta in forma un po’ meno rozza che in passato. L’alternativa non è più fra SI’ E NO, VERO e FALSO. ma tra UN PO’ SI’ e UN PO’ NO, UN PO’ NO e UN PO’ SI’, UN PO’ VERO e UN PO’ FALSO, un PO’ FALSO e un PO’ VERO. E allora … Un divieto può essere un po’ un consiglio, e un consiglio un po’ un divieto. Un divieto può essere un po’ sanzionato e un po’ no. Un consiglio può essere respinto (disatteso, direbbero i legulei) un po’ sì e un po’ no.

I nostri governanti sono pozzi di scienza. Ironizzavo la volta scorsa su DI MAIO = NEWTON. Sbagliavo, e ne faccio ammenda. DI MAIO > NEWTON.

Giovanni Tenorio

Libertino