Non posso non dirmi cristiano.

Mi si accusa di essere un “ateista”. Non è vero, è una gran calunnia. Certo, non sono mai stato tenero con i preti, e spulciando la storia della Chiesa mi capita molto spesso di preferire ai Papi devoti i Papi puttanieri e simoniaci, che hanno finanziato con il denaro dei gonzi i più grandi artisti, donando all’Umanità un patrimonio inestimabile. E magari hanno tolto di mezzo personaggi lugubri come Girolamo Savonarola, che, se fosse sopravvissuto, avrebbe ridotto la splendida Firenze medicea, nel pieno del suo rigoglio rinascimentale, a qualcosa di simile a quella che sarebbe diventata  molti decenni dopo la Ginevra di Calvino (un personaggio che detesto: odiava l’arte e la musica. Almeno Lutero, che ha scritto sugli ebrei pagine da far rabbrividire – si comprende da dove attinge Hitler – la musica la amava;  il sommo Bach in qualche modo è suo figlio spirituale). Del Crisianesimo in generale non posso dire che bene. Senza il Cristianesimo io non sarei mai nato. Ve lo immaginate un Don Giovanni nell’antichità classica, dove il sesso era cosa gioiosa, e il padre degli dei e degli uomini, Zeus o Giove che dir si voglia, era il più grande sciupafemmine? Con grande stizza di sua moglie che, rampognandolo una volta per aver accolto amabilmente la nereide Tetide e averle promesso di vendicare l’oltraggio di Agamennone al di lei figlio Achille, corse rischio di prendersi una manica di botte. Io sono figlio del Cristianesimo, che ha sempre visto di malocchio il sesso, considerato una dura necessità ai fini della riproduzione, santificandolo soltanto nell’ambito del matrimonio monogamico. Grazie, Paolo di Tarso! Senza di te io non esisterei.

Come potrei non credere in Dio io che ho conosciuto l’inferno? Certo, il mio Dio è un po’ diverso da quello che predicano i preti. Se religione è ricerca dell’Infinito, anch’io a mio modo cerco l’Infinito.Lo cerco nelle donne.Mi sembra  di averlo trovato tutte le volte che riesco a sedurne una, ma rimango sempre deluso.E’ per questo che la lista di Leporello non finisce mai.Forse potrebbe finire nel momento in cui trovo Dio.Che Dio sia una bellissima donna, quella  che si può soltanto sognare? Ma allora Dio è soltanto un sogno? Io spero di no. Vedete, cari amici che mi considerate un ateista, che sotto sotto sono più religioso di voi?

Proprio perché sono religioso, anche se mi piacciono i Papi di cui dicevo, ho sempre rispettato i ministri del culto che, pienamente compresi della loro missione,  cercano di svolgerla in modo coerente, rimanendo ligi con le parole e con gli atti a una dottrina che, col passare del tempo, diventa sempre più ostica da accettare. Non mi sono mai piaciuti i preti modernisti, che vogliono cambiare credenze secolari. Se non le accettano più, se ne vadano. Mi fanno ridere quelli che – alla faccia di San Paolo – , pur continuando a professarsi credenti, respingono la dottrina del Peccato Originale. Sono il primo a pensare che sia una bella invenzione, tra l’altro del tutto assente nell’ebraismo. Ma senza quella dottrina il Cristianesimo crolla. Allora, Gesù Cristo che cosa è venuto a fare, se non a riscattare l’Umanità dalla caduta che l’aveva resa invisa al Creatore? Che significato hanno la Crocifissione e la Resurrezione? Nessuno. D’altra parte, sono convinto che i Gesuiti non ci credono da un bel pezzo.

Tutto questo lungo discorso per spiegare come mai mi ha riempito di irritazione quel video, diffuso in occasione del Natale, in cui si vede un prete che, durante l’omelia della Messa, invita i fedeli a celebrare la festa mangiando bene e bevendo vino, perché -a suo dire- gli astemi non entrano in Paradiso. Scherza coi fanti ma lascia stare i santi. Queste cose le posso dire io conversando con Leporello nei momenti di ozio. Tra l’altro, Leporello sorriderebbe per non contrariarmi, ma sotto sotto mi disapproverebbe, lui che, da una parte, vorrebbe essere come me, ma dall’altra rimane un servitore superstizioso e bigotto: ricordate le sue reazioni quando io mi faccio beffe della statua del Commendatore? Mi considera un grande blasfemo:”La vita che menate è da briccone”, mi dice dopo che ho fatto secco quel vecchio rimbambito. Ma che sia un blasfemo a scherzare sui Santi, sul Paradiso, sugli astemi che vanno all’inferno, ci può stare. Che sia un prete, per di più durante la celebrazione di un rito, proprio no. Forse ad andare all’inferno non sono gli astemi (che anch’io, amante del Marzemino, fuggo come la peste), ma i preti come lui.

Quel che più mi fa specie è che il video non solo non ha suscitato reazioni, a quanto mi risulta, ma addirittura ha raccolto apprezzamenti anche fra chi si dice credente. Ma, a ben vedere, non c’è da stupirsene:il buon esempio viene dall’alto. Con un papa sciattone come quello che indegnamente occupa il soglio di Pietro, che cosa ci si può aspettare? Fu proprio lui che, anni fa, non ricordo più in quale circostanza, durante una cerimonia ufficiale, davanti ad alti prelati, parlando dell’episodio dell’adultera nel Vangelo di Giovanni, arrivò a dire che Gesù, quando si china a terra e traccia alcuni segni sulla sabbia, “fa un po’ lo scemo”. Se lo dicessi io, correrei il rischio di essere denunciato per vilipendio alla religione. Ma io sono un libertino canaglia, lui è il successore di Pietro.O almeno, così crede di essere. O meglio, da quel gesuita impostore che è, così dice di credere di essere.

Che dire? La Chiesa è allo sfascio, e sono il primo a rammaricarmene. Se a poco a poco, per adeguarsi al mondo, la Chiesa perde a tal punto il rispetto di sé stessa da giungere a rinnegare la sua dottrina, di cui fa parte anche quella moralità sessuofobica paolina alla quale io debbo la mia esistenza, è finita anche per me. E’ questo un motivo per cui ho provato un sincero dispiacere alla morte del cosiddetto Papa Emerito Benedetto XVI,al secolo Joseph Aloisius Ratzinger. Non è l’unico, sia chiaro: ho sempre apprezzato il suo amore per la musica e non poteva che farmi piacere la sua predilezione per il mio caro papà Mozart. Ma Ratzinger amava il Mozart sublime di “Exultate jubilate”, di “Ave verum corpus” e…di tutto il resto che scrisse come musicista, dove ogni nota è oro colato. Non certo il Mozart che nelle sue lettere parlava volentieri di merda e di peti: quello potrebbe piacere ai preti che parlano di Cristo come di un avvinazzato o a papi che  qualificano il Figlio di Dio come uno che dice scemate..

Di Ratzinger ho sempre apprezzato la vastissima cultura umanistica. Dicono che sia stato anche un grande teologo: non me ne intendo, la teologia mi interessa poco o niente Mi ha sempre commosso il suo strenuo tentativo di conciliare fede e ragione, apprezzando la scienza ma definendone i limiti. Una battaglia perduta in partenza.Non perché non sia giusto riconoscere i limiti della scienza; su questo non posso che dargli pienamente ragione. Ma perché, piaccia o non piaccia, nel mondo d’oggi non è più possibile una tale conciliazione. Era possibile nel Medioevo, che a suo modo fu un’epoca razionale. Dopo Galileo non è più possibile.La Terra è stata scalzata dal centro dell’Universo, e con la Terra l’Uomo. Dante poteva ancora figurarsi i Cieli come sfere che ruotano armoniosamente intorno alla Terra, ove ha sede il re del creato, santificato dal sacrificio di Cristo. Se pensiamo a quel ch’è diventato oggi per noi l’Universo, vengono le vertigini: col vecchio Mondo sembra svanire anche il vecchio Dio.

Rimane la Fede, solo la Fede, in conflitto, non in armonia, con la Ragione, per lo meno la Ragione di oggi. Una Fede che la Chiesa dovrebbe proporre  senza compromessi, ribadendo, sul piano della morale, anche quei “principi non negoziabili” che Ratzinger non esitava a proclamare con forza.Altro che distinguere “essere umano” e “persona umana”, come ha fatto recentemente in un suo discorso Bergoglio: il quale continua – giustamente –  a condannare l’aborto, ma poi con una distinzione del genere apre la strada alla sua giustificazione; perché un “essere umano” non ancora “persona” è soltanto un grumo di cellule. Rimanendo strettamente legata alla sua Fede la Chiesa si ridurrà a uno sparuto manipolo di proseliti, destinati magari a tornare nelle catacombe, ma conserverà la sua gloria e resterà degna del massimo rispetto. Seguendo invece la via dei Gesuiti impostori si consegnerà al mondo e dal mondo sarà soffocata.

Non vorrei che la morte di Ratzinger fosse il segno della resa definitiva alla Mafia di Sangallo e a simili consorterie. Sarebbe la morte del Cristianesimo. Forse la morte di Dio. Anche la mia morte.

Giovanni Tenorio

Libertino

3 pensieri riguardo “Non posso non dirmi cristiano.

  • 5 Gennaio 2023 in 12:17 am
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    Macchè ateista, DJ è il classico ateo devoto, mentre ateista è colui che si considera un missionario della miscredenza e fa di tutto per convincere qualcuno alla sua causa e strappare i cristiani=cretini alle loro superstizioni.

    Purtroppo, per motivi peraltro alquanto misteriosi, DJ va ad incensare ateisti che, da ateisti, non valgono nemmeno la carta su cui scrivono, nè il fiato che sprecano.

    Ad es. di Piedifreddi ho letto TUTTO quello che ha scritto (grazie alle biblioteche di Torino che comprano ogni vaccata che pubblica) e non ricordo NULLA, manco una frase, un concetto, tanto è inconsistente e ottuso ciò che scrive.

    Una curiosità: abita a 500 mt. in linea d’aria da me, una volta me lo sono trovato di fronte ad un laboratorio di analisi mentre aspettavamo entrambi il nostro turno. Leggeva un libro e indossava una orrenda maglietta americana del MIT (mi pare). Io non sono un gigante, ma lui è talmente minuto di corporatura (in tv non sembra) che se fosse stato un violoncello, io sarei stato la sua custodia.

    Naturalmente ho cambiato subito posto.

    • 9 Gennaio 2023 in 2:18 pm
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      Non sono né ateista né ateo né devoto. Potrei dire, come il grande Augusto Guerriero, “quaesivi et non inveni”. L’ateo è un dogmatico, quindi a suo modo il seguace di una religione. Io no. Continuo a cercare. Più che che un dio, una dea…Finora non l’ho trovata.

      Offri un bicchiere di Marzemino all'autore del commento 1
      • 11 Gennaio 2023 in 6:30 pm
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        Il problema principale delle “dee” è che tali non sono, pian piano raggrinziscono come prugne secche, o peggio, negli ultimi decenni, cercano la mutazione in un fuck-simile nuovamente giovanile e tra plastica, silicone e botox gli effetti spesso sono raccapriccianti. La continua ricerca di nuove seduzioni credo sia anche legato a questo aspetto.

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