Problemi demografici

Chi ha i capelli grigi forse ricorderà che in Italia, negli anni Sessanta dello scorso secolo, si dibatteva animatamente il problema dell’eccessiva natalità. Famiglie con troppi figli, specialmente nel Sud! Bisognava calmarsi, se non si voleva che il Paese, con una densità demografica già molto elevata, esplodesse. C’era addirittura un’associazione (non so che fine ha fatto) il cui obiettivo precipuo era era proprio la propaganda contro l’eccessiva natalità. In quei tempi si stava diffondendo in tutto il mondo sviluppato l’uso della pillola contraccettiva, duramente osteggiato da Santa Romana Chiesa, che ammetteva soltanto il cosiddetto metodo “naturale”, il cui risultato era (ed è) spesso una figliolanza così numerosa da far invidia a Johann Sebastian Bach. Per molti lustri, anche nella Repubblica antifascista che si gloriava della Costituzione più bella del mondo, erano rimaste in vigore le leggi fasciste contro la propaganda anticoncezionale ( in particolare, l’art. 553 c.p.) Finalmente, nell’anno di grazia 1971, una sentenza della Corte Costituzionale sancì l’abrogazione di quelle disposizioni.

Benissimo, ma, verrebbe voglia di dire…troppa grazia, Sant’Antonio! Bastarono pochi anni perché il problema, anziché risolversi, si riproponesse in forma capovolta. Dapprima sommessamente, poi a voce sempre più alta, si cominciò a lamentare che gli italiani facevano pochi figli. Ma come? Non si era detto fino all’altro ieri che il Bel Paese rischiava di scoppiare? In somma, siamo troppi o troppo pochi? Pazientemente, i demografi cercavano di spiegare che bisogna distinguere: finché un Paese è povero o in via di sviluppo, l’eccessiva natalità è un ostacolo all’espansione economica; in un Paese prospero, invece, è tutto il contrario: per l’eccessivo calo delle nascite la popolazione invecchia, l’innovazione ristagna, l’economia perde colpi. Quando poi il sistema pensionistico è costruito in modo tale che sono i giovani, con i loro versamenti contributivi, a pagare le pensioni di chi si è ritirato dal lavoro, è chiaro che il meccanismo rischia di incepparsi, specialmente se in tempo di presunte vacche grasse si è largheggiato nel concedere pensionamenti anticipati per motivi clientelari. E allora? Dimentichiamo la pillola, e avanti tutta! Altrimenti si diventa un popolo di vecchietti. Recentemente ne ho sentita una bella. Sapete perché, nonostante il disagio sociale così acuto, non si protesta quasi più? Perché non ci sono più giovani a scendere in piazza, come una volta, quando sbandieravano, con l’entusiasmo dei verdi anni, nobili ideali (la Rivoluzione Culturale di Mao, Castro e il Che Guevara, il 6 politico, la condanna della meritocrazia, la scuola dei somari, ecc. ecc.). D’altra parte, anche la Cina, che per lustri ha perseguito una politica del “figlio unico” non solo feroce, ma addirittura criminale, sta facendo macchina indietro, rendendosi conto che in assenza di nuove leve diventa difficile coprire i posti di lavoro lasciati liberi dagli anziani, e lo sviluppo economico ne soffre.

Qualcuno in Italia ha detto e continua a dire: per fortuna arrivano i migranti! Gente giovane, che riequilibra la preponderanza dei vecchietti nostrani; gente disposta a far figli; figli che, lavorando e pagando i contributi, consentiranno di rimettere in sesto il sistema pensionistico. Verissimo, in teoria, un po’ meno in pratica, perché con una disoccupazione piuttosto elevata non è detto che tutti i migranti possano trovare lavoro (anche se è vero che parte della disoccupazione dei nativi è volontaria, in quanto ci sono lavori che nessuno vuole più fare: chi va in miniera, in fonderia, nelle stive delle navi, a fare il manovale o anche il muratore specializzato nei cantieri edili, a raccogliere olive o pomodori, a fare lo sguattero nei ristoranti, ad assistere i disabili e gli anziani non più autosufficienti ecc, ecc?). Se ne arrivano troppi, rimangono disoccupati anche loro. Se poi fanno troppi figli, la densità demografica aumenta a dismisura. Si ritorna al problema degli anni Sessanta. Ancora una volta, troppa grazia, Sant’Antonio, questa volta alla rovescia.

Sarà per questo motivo che gli illuminati politici del Movimento Cinquestelle hanno cercato di infilare nel DEF una norma che garantisce agi immigrati il preservativo gratuito? A dire il vero, non ho ben capito se è solo per gli immigrati o per tutti. Se è solo per gli immigrati, si apre un problema costituzionale: è un provvedimento discriminatorio. Uno però potrebbe dire: anche le quote rosa a prima vista sembrerebbero discriminatorie, in realtà sono a favore di chi è già discriminato, quindi sono in linea con il principio costituzionale dell’eguaglianza. Allo stesso modo, è giusto dare gratis i preservativi ai migranti, che sono poveri. Ma i poveri non sono solo fra i migranti! Però – si può ancora ribattere – gli italiani hanno già imparato per conto loro a non fare figli, quindi il problema non si pone… Poco importa il metodo che usano, se il preservativo, o il “coitus interruptus” o l’Ogino Knaus riveduto e corretto.

Se ho letto bene, l’emendamento è stato ritirato. Ci avrà messo lo zampino Salvini? Eppure Salvini dovrebbe essere contento di un dispositivo che limita la proliferazione delle stirpi infette, garantendo così, in qualche modo, la purezza della razza italica. Inoltre, per chi come lui auspica la riapertura dei bordelli per motivi igienici, il preservativo gratuito dovrebbe essere doppiamente benvenuto anche per le sue funzioni profilattiche: meno malattie veneree, meno spesa pubblica per le terapie. Io mi permetto di dargli un suggerimento. Come Di Maio pretende che sia sottoposta a un rigoroso sistema di controllo poliziesco la spesa di chi riceverà il cosiddetto “reddito di cittadinanza”, al fine di evitare che sia sperperato in consumi voluttuari, nelle bische e nelle taverne, così si dovrebbe concedere il preservativo gratuito ai migranti a condizione che lo usino in famiglia con le loro legittime consorti o nei bordelli (quando saranno riaperti) o con le battone di strada (a patto che qualche sindaco leghista non ne impedisca l’attività multandone i clienti per intralcio al traffico o altre infrazioni del genere), ma non con le donne oneste italiche. Controllo occhiuto e severo, sanzionato con multe pesantissime, oltre che con la perdita in perpetuo del preservativo gratuito.

Sarebbe una normativa molto coerente. Se lo Stato deve controllare la spesa del denaro elargito, perché non dovrebbe controllare l’uso del goldone regalato?
In uno Stato etico anche la chiavata può essere solo chiavata di Stato, “con licenza de’ superiori”.

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

Un pensiero riguardo “Problemi demografici

  • 28 novembre 2018 in 10:11 am
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    Io sapevo che fosse del pd quell’emendamento, ma poco importa, alla fine loro ed il movimento 5litri credono entrambi nello stato etico come lo definisce lei, alla pari di Salvini del resto….. Non si dovrebbero meravigliare i piddini di queste follie, perché sono facce della stessa medaglia.

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