Molto peggio dei preti

Di Galileo Galilei conosco solo quel poco che mi hanno insegnato i miei precettori, combattendo con magri risultati  la riluttanza alle discipline scolastiche di cui soffrivo nei miei verdi anni. Più avanti, quando non ero più uno sbarbatello capace solo di prendere a bastonate sulla testa i miei uggiosi pedagoghi, nel rileggere per mio conto il “Dialogo dei massimi sistemi” – che a suo tempo mi era sembrato una pizza indigeribile – ho imparato ad apprezzarne la limpidezza dello stile, convincendomi sempre di più che spesso i grandi scienziati, quelli veri, non i ripetitori delle teorie altrui, scrivono meglio dei letterati, perché nei loro scritti alla chiarezza delle idee corrispondono la pertinenza del lessico, la correttezza della grammatica e la perfetta costruzione della struttura sintattica. Davo per certo, fino a qualche tempo fa, che Galileo fosse stato uno dei pionieri del pensiero scientifico moderno, uno di quelli che hanno fatto piazza pulita del vecchio dogmatismo, dell”ipse dixit”, sia che si fondasse sull’intoccabile filosofia aristotelica, sia che pretendesse di obbedire al dettato, altrettanto e anzi ancor più intoccabile, dei testi sacri.  Finché un giorno mi imbattei – credo sulla rivista “Le Scienze” , se la memoria non m’inganna – in un articolo dell’epistemologo Paul K. Feyerabend, il discepolo eretico di Karl Popper,  in cui si sosteneva una tesi che, di primo acchito, sembrava del tutto stravagante: gli oppositori di Galileo avevano una concezione della Scienza più moderna di quella del loro pugnace avversario.  Quando gli suggerivano, per evitare i rigori del tribunale ecclesiastico, di presentare la teoria eliocentrica come semplice ipotesi, anziché come verità indiscutibile, si mettevano sullo stesso piano dell’odierna epistemologia, secondo cui tutte le teorie scientifiche, per potersi chiamare tali, devono essere falsificabili; quindi non hanno valore assoluto, ma rimangono valide solo finché non se ne trova una migliore (Feyerabend arriva addirittura a l’anarchismo metodologico, respingendo la validità di ogni metodologia, ma questo è un discorso che ci porterebbe troppo lontano, esulando da quello che qui intendo sostenere). Se è vero dunque che Galileo era un grande scienziato, ma scienziati potevano dirsi anche i loro oppositori -benché  alla fin fine sia stato l’eliocentrismo a trionfare, in quanto spiegava il moto dei pianeti meglio del vecchio sistema aristotelico tolemaico – allora dobbiamo stare attenti a dichiarare antiscientifico il pensiero di chi propone teorie in contrasto con quelle della scienza “ufficiale”. Altrimenti si corre il rischio di assumere una posizione che, paradossalmente, quella sì è antiscientifica, in quanto si conforma a una concezione epistemologica  più arretrata di quella del cardinal Bellarmino. Nel caso dell’eliocentrismo, fu Galileo a vincere. In altri casi, può capitare che uno scienziato “eretico” debba soccombere davanti all’evidenza che le sue teorie non reggono alla prova del principio di falsificazione. Ma, se è disposto ad accettare la sconfitta, allorché risulti evidente che le sue tesi sono insostenibili al vaglio dei risultati sperimentali, rimane uno scienziato. Bandirlo dal consesso degli scienziati “autentici” significa trasformare la Scienza in Fede: da un lato sta la Chiesa degli scienziati ortodossi, il cui pensiero non può essere contraddetto e pretende venerazione da parte dei fedeli ignoranti (come un tempo i preti pretendevano obbedienza in nome di un testo sacro che solo loro potevano leggere e interpretare in modo corretto), dall’altro lato gli scismatici meritevoli del rogo (anche se soltanto metaforico, per nostra fortuna).Ciò detto, ripensate un momento a quel ch’è capitato , e continua a capitare, in occasione della pandemia da Covid 19, quella che ha funestato e continua a funestare il lugubre anno di grazia 2020. Si è formato un gruppo di sedicenti “veri”scienziati, magari in dissenso tra loro su molti particolari, ma nel complesso concordi nel sostenere una certa linea di pensiero a sostegno delle misure di contenimento del virus che un po’ in tutto il mondo sono state adottate, con qualche sparuta e virtuosa eccezione. In breve: secondo la loro teoria la Covid 19 è un’infezione contagiosissima, pericolosa e spesso mortale, che merita di essere affrontata con misure drastiche, a costo di limitare come non mai si è fatto, forse neppure in tempo di guerra, le libertà di cui i cittadini godono usualmente in un regime che non sia autoritario o totalitario. Solo la produzione e l’inoculazione su larga scala di di un vaccino studiato e sperimentato all’uopo ce ne potrà liberare. Dall’altra parte si è formato un altro gruppo, davvero sparuto, che, sempre sulla base di ragionamenti scientifici, non cabalistici, occultistici, esoterici, ha invece considerato il virus in altro modo, sminuendone la pericolosità, criticando le misure eccessive introdotte dai governi, perché spesso inutili oltre che liberticide, ed esprimendo dubbi sulla possibilità di mettere a punto un vaccino che sia insieme sicuro e davvero risolutivo.Apriti cielo! Gli scienziati “veri”, che, guarda caso, sono tutti a libro paga delle grandi case farmaceutiche (in gara per mettere sul mercato al più presto un vaccino, a discapito di altri farmaci terapeutici il cui unico difetto è quello di costare poco), hanno subito scomunicato gli scienziati “eretici”. Visto che oggi non è più di moda il rogo, ne hanno messo al bando gli scritti cancellandoli dalla rete, insieme con i video delle loro interviste mandate in onda su quei pochi canali di informazione indipendenti che finora il sistema cripto-dittatoriale in cui siamo immersi non è riuscito a soffocare. Non solo: sono giunti addirittura al punto di denunciarli alla Magistratura per presunti reati configurabili come diffusione di notizie false. esagerate e tendenziose e altro pattume da Codice Rocco, il codice penale fascista che la Repubblica Democratica fondata sul lavoro dopo settant’anni dalla sua nascita non è ancora riuscita a gettare tra i rifiuti. Una Chiesa peggio della Chiesa dei preti al tempo di Galileo Galilei.Volete un esempio di come questa Chiesa degli scienziati “veri” è dogmatica non meno, e forse più, di qualsiasi Chiesa? Ne danno testimonianza due studiosi che il mio servo Leporello , se non vado errato, in un suo intervento ha dichiarato pseudo-scienziati. Lui ha studiato molto più di me, e in campo scientifico mi bagna il naso. Io non so se questi due studiosi siano scienziati veri o scienziati finti, anche perché la distinzione mi sembra piuttosto problematica quando nessuno è un cabalista, un occultista, un esoterista o qualcosa di simile (Feyerabend terrebbe in gran conto anche questi, io fin qui non lo seguo, anche se da anarchico il suo anarchismo metodologico mi alletta non poco). Credo però che qualsiasi scienziato, comunque  voglia definirsi, abbia il dovere morale di ascoltarli, quando chiedono udienza, pur riservandosi il sacrosanto diritto di confutarne le idee contrapponendo argomentazioni ad argomentazioni. Il cardinal Bellarmino faceva così: era un fiero oppositore di Galileo, ma non rifiutava di ascoltarlo, e anzi si premurava di offrirgli qualche consiglio per non fare una brutta fine (da povero cieco, ad Arcetri, confortato dalla figlia suor Maria Celeste). Invece un altro grande scienziato, che in varie occasioni si è dimostrato benemerito per le sue ricerche, pubblicate su prestigiose pubblicazioni, e per libri e articoli divulgativi di alto livello, qualche tempo fa accolse nel suo istituto ma si rifiutò di concedere un colloqui a uno dei due sopra nominati perché “si sa che è contrario ai vaccini”(*)

Mi chiedo: è un atteggiamento da scienziato, questo? Neanche per idea. La Chiesa, quando condannava gli eretici, ne ascoltava le ragioni, prima di dichiararle false. E’ ormai risaputo che spesso i Tribunali dell’Inquisizione erano molto più garantisti dei tribunali ordinari. Com’è possibile che la Scienza, nata e cresciuta spesso in opposizione alla Chiesa, si mostri più dogmatica, intollerante e antigarantista della Chiesa  stessa? Da quella canaglia che sono, e da questo sito di dubbia moralità, non avrei mai pensato di dover essere proprio io a dover tessere l’elogio di preti.

(*) Il fatto è raccontato in Montanari – Gatti, Vaccini sì o no?, Ed. Macro, Cesena, 2020(2), pagg.29-31. Da sottolineare il punto dove si dice che l’accusa di essere un no -vax “è del tutto falsa”. (pag. 31, riga 8). 

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

6 pensieri riguardo “Molto peggio dei preti

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    22 Settembre 2020 in 7:12 am
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    I denunciatori dovrebbero essere i denunciati. Sono loro ad aver diffuso ad arte notizie false, esagerate e tendenziose in merito alla pericolosità del virus. Purtroppo qualcuno ha preferito denunciarli per strage invece che per procurato allarme. E poi, oggi, l’apparentemente laica inquisizione è dalla parte degli allarmisti dal momento che ha già messo le mani avanti annunciando proscioglimenti prima delle indagini. Qualche allocco, però, ancora si definisce “fiducioso nell’operato” di un’autosantificata istituzione. Gli stessi allocchi che candidano i già precedentemente sconfitti Caldoro e Fitto per poi meravigliarsi se gli stessi riperdono. Babbei al quadrato. Che non sanno neanche approfittare dei momenti favorevoli.

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    23 Settembre 2020 in 8:26 pm
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    “E’ ormai risaputo che spesso i Tribunali dell’Inquisizione erano molto più garantisti dei tribunali ordinari.”

    Davvero lieto di leggere ciò. E infatti eminenti storici nient’affatto cattolici come:

    Luigi Firpo (laicista)
    Adriano Prosperi (laicista)
    John Tedeschi (ebreo usa)
    Cecile Roth (ebreo israelita)

    concordano tutti sulla mitezza dell’inquisizione romana, che nulla aveva a che spartire con l’isterismo della caccia alle streghe di stampo luterano. A chi mi rompe con la storia di G.Bruno rispondo sempre che otto anni per fare fuori quello spione rompicoglioni sono la vera vergogna e che hanno messo pure poca legna… LOL

    Roth rivaluta persino l’inquisizione spagnola, più sanguinaria, ma per certi versi persino benigna (parole sue), perchè si occupava solo degli ebrei marrani in quanto profittatori, non degli ebrei non convertiti.

    • Giovanni Tenorio
      24 Settembre 2020 in 9:47 am
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      Se la memoria non mi fa difetto, credo di ricordare che fu Giovanni Paolo II a deplorare il crudele supplizio cui fu sottoposto Giordano Bruno, pur ribadendo la validità della condanna per eresia pronunciata contro di lui.

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    24 Settembre 2020 in 8:05 am
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    Non condivido il “poca legna” perché anche gli scocciatori hanno diritto a dire la loro senza il rischio di condanne e perché lo trovo in contraddizione con la critica rivolta a chi figurativamente invita ad appendere ai lampioni i tiranni. Tenendo presente che un altro pensatore ebreo del calibro di Baruch Spinoza giustificava il tirannicidio, va ricordato che uno dei peggiori fautori della persecuzione degli ebrei non convertiti era proprio Giordano Bruno. Ma in nessuna Sinagoga avrebbe trovato e troverebbe il rogo.

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    26 Settembre 2020 in 9:27 am
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    Ogni tanto pure io esagero: devo comprare solo più birra analcolica. LOL

    • Leporello Servitore
      26 Settembre 2020 in 10:15 am
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      Attenzione con la birra analcolica: l’uso delle bevande blandamente alcoliche serviva, in epoche meno asettiche, anche per ridurre la contaminazione dei liquidi alimnetari, tra l’altro, anche da rotavirus.

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