Il mito delle Costituzioni scritte

Una persona di cui nutro moltissima stima ha affermato che la Costituzione più bella del mondo non è poi una gran cosa se ha consentito la degenerazione istituzionale in cui siamo caduti. Sembrerebbe aver ragione: è stato ricostituito non il partito fascista, ma addirittura il regime fascista, e proprio per opera di quei figuri che di antifascismo si riempiono la bocca un giorno sì e  un altro sì. Come se il fascismo fosse quello di Casapound e di altre consorterie del genere: folclore, nulla di più. I gagliardetti, le camicie nere, il saluto romano e altre cianciafruscole della medesima stoffa stanno al fascismo, quello vero, come quei poveretti vestiti da antichi Romani che raccolgono quattro soldi da un turismo ciabattone in quella cloaca ch’è diventata la Roma d’oggi stanno ai combattenti della battaglia di Canne ( 2 agosto 216 a.C.). Il vero fascisno redivivo è quello di Draghi, che tira dritto alla meta come il suo predecessore Mussolini, con il beneplacito della ministra degli Interni fa annaffiare con gli idranti lavoratori che manifestano pacificamente  contro l’obbligo vaccinale e manganellare gli studenti che protestano con grande compostezza per la morte di un loro compagno durante lo sciagurato tirocinio scuola-lavoro (vera palestra di sfruttamento), propala menzogne  contro i cosiddetti “no vax” istigando all’odio sociale con il contributo di decerebrati degni del manicomio criminale come Brunetta, introduce norme discriminatorie d’ogni genere promulgate con giubilo da quel vecchietto rattrappito che un Parlamento di servi ha rieletto alla Presidenza della Repubblica per altri sette anni (si salvi chi può).Io però ho qualche obiezione da sollevare. Non credo che una Costituzione, anche la più perfetta del mondo, possa in sé garantire la conservazione di un sistema rispettoso dei diritti di libertà. Certo, una Costituzione rigida come quella della Repubblica Italiana, pur con tutti i suoi difetti che non è qui il caso di elencare, è pur sempre meglio di una “carta ottriata” qual era lo Statuto Albertino, generosamente concesso dal Monarca e modificabile senza speciali procedure. Tuttavia, se è vero che lo Statuto Albertino, rimanendo formalmente in vigore, non impedì la formazione del regime fascista e il conseguente scivolamento dell’Italia in un sistema autoritario e criminale, è altrettanto vero che la Costituzione della Repubblica, scaturita da un’Assemblea Costituente in rappresentanza di tutto il popolo italiano e formulata in termini rigidi che ne consentono la modifica solo attraverso procedure speciali e addirittura macchinose, non ha impedito la formazione di un governo neo-fascista. Quindi: la costituzione, ottriata o no, flessibile o no, conta ben poco. Parlo della costituzione scritta. Se parliamo della costituzione che fa parte della carne e del sangue di un popolo, allora il discorso è diverso. Può essere anche soltanto virtuale, senza prender forma in articoli scritti in un sacro documento.Virtuale, ma ferrea e imprescindibile. E’ il prodotto della Storia che il popolo ha alle sue spalle. Il Regno Unito non ha una costituzione scritta, eppure se c’è un Paese dove i diritti di libertà non possono essere scalfiti è proprio quello. Quando Margaret Thatcher si azzardò a proporre che anche i sudditi di Sua Maestà fossero tenuti a possedere una carta d’identità – un documento di chiara impronta fascista – si trovò di fronte all’opposizione del suo stesso Partito Conservatore, e dovette fare marcia indietro. I poveri di spirito sono soliti deridere un’anticaglia come la Camera dei Lord, eppure, per quanto ormai destituiti di potere effettivo, sono proprio i Lord a far sentire la loro voce quando si toccano i principi di libertà. Può capitare che Laburisti e Liberali (purtroppo) assecondino la proposta del governo di istituire un “green pass” (molto più blando di quello imposto in Italia dal fascista Draghi), ma ben cento membri del Partito Conservatore alla Camera dei Comuni votano contro. I Conservatori vogliono conservare innanzitutto la libertà (i Liberali, a dispetto del loro nome, un po’ meno). Ora Boris Johnson sta dando l’addio a tutte le misure restrittive anti-Covid, proclamando, davanti al Parlamento, che il popolo inglese ama più la libertà che la sicurezza. In Italia, dove la Costituzione scritta sancisce senza mezzi termini i limiti invalicabili delle normative che restringono i diritti di libertà, con riserve di legge assolute,  qualche sedicente costituzionalista arriva ad affermare, senza che nessuno lo prenda a pernacchi, che il diritto alla salute è preminente rispetto agli altri. Come dire che lockdown (parola orrenda), coprifuoco, limiti alla circolazione e altri provvedimenti del genere che hanno massacrato l’Italia sono pienamente legittimi. Se ne ricorderà Giuliano Amato quando, da presidente della Corte Costituzionale, dovrà decidere della legittimità dei ricatti vaccinali  e dell’obbligo di vaccinazione per i malcapitati che hanno superato i cinquant’anni.Perché Regno Unito e Italia sono così diversi? Perché il primo ha alle spalle la Magna Charta Libertatum del 1215, la Gloriosa Rivoluzione, l”Habeas Corpus act del 1679, il Bill of Rights  del 1689. Guardate che la Magna Charta, all’origine, era tutt’altro che un riconoscimento dei diritti di tutto il popolo. Difendeva i privilegi dei nobili, mettendoli al riparo dall’arbitrio regio. Ma col tempo quei privilegi si estesero gradualmente a tutti, diventando diritti dei cittadini. Anche l’Habeas Corpus non è quella proclamazione di inviolabilità della libertà personale che molti credono. “Habeas corpus” non vuol dire “Abbi tu il tuo corpo”, cioè “ti sia riconosciuta l’inviolabilità della tua persona”. Era semplicemente il rescritto con cui il magistrato imponeva al funzionario di polizia che aveva arrestato un cittadino N.N. di “prendere il corpo”, cioè la persona di N.N. e di portarla davanti a lui per chiarire se i motivi dell’arresto fossero giustificati. Siamo lontanissimi da una costituzione rigida, perfetta, ispirata a principi di diritto naturale e di eguaglianza davanti alla Legge. Però queste normative arcaiche, che oggi ci appaiono rudimentali  (e che formalmente sono ancora in vigore), grazie al sistema della Common Law si sarebbero evolute fino a diventare la “costituzione virtuale” oggi operante. E l’Italia, che Storia ha avuto? Secoli di subordinazione, e poi quelle cosucce che sono state il Risorgimento e il Post-Risorgimento, quest’ultimo con i suoi rigurgiti autoritari che, pronubo il governo Salandra con il Patto di Londra e la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale a dispetto del Parlamento, hanno avuto il loro coronamento con il regime fascista. Aveva ragione Gobetti: il Fascismo è l’autobiografia della Nazione. Ci stupiamo se oggi la Magistratura è tutta quanta inginocchiata al governo Draghi? Fu così anche con Mussolini.  Poi un illustre membro del Tribunale della Razza divenne il primo presidente della Corte Costituzionale. Con questa bella Storia alle spalle che cosa di dobbiamo aspettare? Nel Regno Unito, in un lontano passato, qualche giudice dalla schiena dritta preferì salire sul patibolo che piegarsi all’arbitrio del re.

Giovanni Tenorio

Libertino

2 pensieri riguardo “Il mito delle Costituzioni scritte

  • 12 Febbraio 2022 in 1:36 pm
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    Credo che Gaetano Azzariti sia stato il secondo presidente dell’Alta Corte. Prima di lui abbiamo avuto per quattordici mesi Enrico De Nicola.

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