Il popolo bue sta a cuccia.

Cari amici, ho l’impressione che nella sua lunga chiacchierata con me il signor Coronavius si sia divertito a imbrogliare un po’ le carte. Non me ne meraviglierei, dopo tutto i virus sono insidiosi, le tentano tutte pur di mettere fuori gioco le loro vittime. Però con me certe cose non le dovrebbe fare. Siamo fatti della stessa pasta! Anch’io sono insidioso, dico una cosa per un’altra, prometto e non mantengo, dichiaro amore eterno e poi abbandono quelle che ci son cascate. Pensate che cosa ho fatto con Zerlina, quante balle le ho raccontato facendole credere che la nobiltà ha dipinta negli occhi l’onestà. Quasi quasi riuscivo a farmi dare da lei quella cosa che a quel gonzo di Masetto non aveva mai dato (e probabilmente non avrebbe dato mai). Ma lasciamo stare le mie avventure. Dove il signor Coronavirus potrebbe avermi turlupinato? Laddove parla di brevetti che lo riguardano, spediti dagli Stati Uniti in Cina, e di una sua fuga dal laboratorio di Wuhan. Mah! Leggo in questi giorni articoli in cui si dice che, secondo analisi eseguite da esperti, il signor Coronavirus nella sua ultima metamorfosi di Covid 19 non sarebbe il frutto di una manipolazione in laboratorio, ma di Madre Natura: perché solo Madre Natura sa fare le cose in modo così perfetto. Mi esprimo male (perdonatemi, non è il mio campo), ma la sostanza è questa. Edoardo Boncinelli, che ho sempre stimato, dà per sicuro il risultato dello studio. Io non so che dire. Sono cose di cui non m’intendo e, come sapete, io non impugno mai quel che non so. Se è vero quello che Boncinelli conferma, crolla la teoria del complotto, secondo cui il virus sarebbe stato diffuso ad arte: una specie di guerra biologica con cui gli americani vorrebbero indebolire la Cina, sventando il pericolo di essere superati fra breve nelle tecnologie informatiche. Qualcuno dice: chissà perché i Paesi più colpiti sembrano essere la Corea e l’Italia, quelli che più si sono aperti alla “Via della Seta”. Ma allora, mi permetto di obiettare, guarda un po’ che stupidi questi americani! Per infettare gli altri si stanno infettando anche loro. Almeno preparare prima un vaccino efficace, in modo da mettersi al riparo… Qualcun altro parla di un complotto ordito da Big Pharma, per impinguare le sue già fiorenti entrate. Qualcun altro ancora accusa la grande finanza internazionale, che vorrebbe mettere in ginocchio certi comparti produttivi del settore secondario e terziario molto appetibili, per comperarne le imprese a prezzi stracciati. E avanti così, vaneggiando. Io non credo ai complotti. Credo invece alla stupidità umana e alla sopraffina astuzia di pochi. Questi pochi non hanno bisogno di complottare. Devono solo aspettare il momento opportuno, per muoversi con destrezza e centrare i loro obiettivi. Spesso il momento opportuno arriva con una disgrazia. Sappiamo che, dopo il terremoto dell’Aquila (se ricordo bene) qualche impresario edile si fregò le mani sapendo che, grazie ai suoi intrallazzi, avrebbe goduto di appalti lucrosi per la ricostruzione. Non è che abbia provocato apposta il terremoto (come farebbero volentieri certi keynesiani sfegatati, per rimettere in moto l’economia aumentando la domanda aggregata). Però quando è arrivato l’ha accolto come un fratello. L’epidemia di Coronavirus è certamente un lauto affare per le case farmaceutiche, fin da subito; ma non l’hanno provocata artificialmente. Quando poi, fra qualche mese, avranno trovato la formula per un vaccino, sarà una manna. Il brevetto frutterà montagne d’oro. E i grandi fondi d’investimento?Anche loro non hanno bisogno di complottare. Anche per loro,prima o poi,arriva il momento buono. L’epidemia di Coronavirus è arrivata come il cacio sui maccheroni. La caduta delle borse e il gioco al ribasso ridurrà ai minimi termini il valore delle azioni. Potranno essere comperate per quattro soldi. Quando poi ci sarà la ripresa, il guadagno sarà enorme. E tante imprese strategiche saranno finite nelle loro mani. L’Italia rischia grosso. In vendita, a prezzo di saldo.Anche i politici aspettano il loro momento. Anche per loro le catastrofi possono essere la buona occasione per dichiarare lo stato d’emergenza ed estendere a dismisura il loro potere. Nei sistemi liberal-democratici è un po’ più difficile, ma anche lì le costituzioni che dovrebbero arginare gli abusi di chi governa possono essere ridotte in breve a carta straccia. Guardate quel che sta capitando in Italia. Quel burattino di Conte è stato fino all’altro ieri una nullità. Nel passato governo, era lo zimbello dei due partiti che lo sostenevano, il notaio sciocco di decisioni prese da altri. Nel governo attuale ha cercato di imporsi un po’ di più, e nelle faccende interne c’è riuscito, ma nei consessi internazionali è sempre stato trattato come l’ultimo della classe, quello che una volta veniva relegato nel banco degli asini. Ora è arrivata la sua grande occasione. Vuole passare alla Storia come il salvatore della Patria nel momento del pericolo. Ha la fortuna di trovarsi a capo di un Paese di pecoroni. Tutti i mezzi di informazione più potenti e prestigiosi si sono schierati al suo fianco. Ha cominciato a fare a pezzi la Costituzione emanando provvedimenti che limitano drasticamente la libertà di movimento per mezzo di semplici DPCM, cioè atti meramente amministrativi, qualcosa di simile a una supercircolare ministeriale. Il che è gravissimo, visto che l’art. 16 della Costituzione prescrive una riserva di legge assoluta per la limitazione della libertà a tutela dell’ordine pubblico e della salute. I casi sono due: o il Giuseppi, pur essendo titolare di una cattedra universitaria di Diritto, è un ignorante in materia, o è in malafede. Non è detto che una cosa escluda l’altra. Che sia ignorante è indubitabile . Basta guardare il modulo dell’autodichiarazione per chi si sposta dall’abitazione nei casi consentiti dal decreto. Si fa riferimento alle conseguenze penali per dichiarazione falsa invocando l’art. 495 c.p. Ebbene, anche lo studente di Giurisprudenza più ciucciariello sa che l’art. 495 riguarda soltanto l’identità, lo stato e le qualità personali. Non può certo essere applicato per chi dice di essere andato a prendere il pane e invece si è incontrato con la morosa, senza tenersi alla distanza di un metro da lei. Quel che è peggio, anche i costituzionalisti sempre pronti a pontificare di diritti, come Zagrebelsky, gli danno ragione. Anche persone di solito assennate, come Galli della Loggia, che arriva a bollare Nicola Porro come leguleio solo perché – una delle  poche voci che gridano nel deserto – si permette di sollevare qualche dubbio sulla liceità di certi provvedimenti. La cosa più grave rimane il fatto che tali provvedimenti vengono emessi a Parlamento di fatto chiuso, e annunciati non nelle sedi ufficiali, ma attraverso Facebook. E il popolo bue, che fa? Sta a cuccia. Anzi, dà man forte al canagliume governante esponendo la bandiera e cantando l’Inno di Mameli. Il bello deve ancora arrivare. Hanno azzerato la libertà di movimento, mettendo tutta l’Italia agli arresti domiciliari, e stanno vedendo di mettere la museruola a quei pochi che dissentono. Uno di loro è il dottor Stefano Montanari. Molti lo considerano un cialtrone, qualcuno uno studioso rispettabile. Io, lo ripeto, di queste cose non capisco niente, ma, da quel poco che ho letto e sentito da lui, mi pare che il dottor Montanari non sia affatto un cialtrone. Le sue opinioni possono essere sbagliate, ma chi non le condivide e intende confutarle deve opporre argomentazioni ad argomentazioni. Il dottor Montanari sostiene sempre quel che afferma citando dati inoppugnabili e fonti autorevoli. Chi lo critica deve fare lo stesso, altrimenti è lui un cialtrone. Io devo ammettere che ho sempre considerato risibile la posizione dei cosiddetti no-vax, ma da quando ho letto le motivazioni per cui il dottor Montanari si dichiara contrario ai vaccini, qualche dubbio m’è venuto, e non escludo, approfondendo l’argomento, di dover cambiare parere. Sapientis est mutare consilium, Ma il vero problema è un altro. Visto che il dottor Montanari ha sempre avversato le misure prese dal governo contro l’epidemia, e ha negato la validità dei dati ufficiali, imputando le gravi difficoltà in cui versa il sistema sanitario in un’occorrenza come questa ai tagli alla sanità perpetrati dagli ultimi governi, a partire da quello famigerato di Mario Monti, tutta la sedicente “comunità scientifica” gli si sta riversando contro. Si è già beccato una denuncia per “diffusione di notizie false esagerate e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico”. Gli altri quattro gatti che la pensano come lui rischiano la stessa sorte. Un recente comunicato dell’AGCOM mette in guardia dal propalare notizie difformi da quelle ufficiali e “scientifiche”, sempre agitando la minaccia del Codice Penale.  Stanno cancellando  la libertà di parola, facendo ricorso alle norme più fasciste del codice Rocco (così come per rendere più dure le sanzioni contro chi viola il CPCM  – che è, lo ripeto, un semplice atto amministrativo, inidoneo a comminare sanzioni penali – qualche bel tomo di Procuratore della Repubblica ha pensato bene di rispolverare l’art. 360 TULS , approvato con Regio Decreto del 27 luglio 1934, n. 1265, che commina una pena pecuniaria e anche carceraria, non riducibile pertanto a oblazione, rimanendo così segnata nel casellario giudiziale). La Repubblica antifascista sta diventando fascistissima. Non so se qualcuno ha presente il famoso film muto di Murnau, “Nosferatu il vampiro”. Anche lì c’è di mezzo un’epidemia (ma di peste, non di Coronavirus), messa in giro ad arte. Una delle scene più lugubri è quella in cui si vedono le bare dei morti appestati, trasportate in lunga fila fuori della città. Mi è ritornata in mente vedendo alla TV il filmato degli autocarri militari che trasportavano fuori da Bergamo le bare dei morti per Coronavirus (o dati per tali: ma qui bisognerebbe aprire un altro discorso, che ci porterebbe lontano). Tutte le emittenti l’hanno fatto vedere, ripetutamente. E tutte le emittenti, in queste serate, invece di proporre programmi che risollevino l’animo dei segregati in casa, parlano soltanto di Coronavirus e propongono film che hanno per argomento situazioni catastrofiche. Lo fanno apposta? Ci scommetto che, se potessero, proporrebbero anche “Nosferatu il vampiro”. Non lo fanno perché è un film muto, il che porrebbe qualche problema per un pubblico ormai estraneo a quel tipo di cinematografia. C’è un articolo del Codice Penale, il 658, che punisce il procurato allarme. Se questo non è procurato allarme… Gli Zagrebelsky e i Galli della Loggia non hanno nulla da dire? E quando Gunter Pauli, il consigliere economico del Giuseppi (chi si somiglia si piglia, le teste di legno s’accoppiano alle teste di legno) arriva a dire che c’è un legame fra Coronavirus e 5G, perché le aree più colpite dall’epidemia sono quelle dove il 5G è stato adottato in maniera più ampia, che cosa dobbiamo concludere? Non sono anche queste notizie false esagerate e tendenziose? Non è anche questo procurato allarme? Il povero Salvini è stato incriminato per molto meno. Dopo tutto, si era limitato a fermare una barchetta.Temo che per il despota nanerottolo calatosi nelle vesti di salvatore della Patria e per tutti i suoi collaboratori e tirapiedi finirà male, molto male. Fra poco la paralisi di tutte le attività produttive ridurrà il popolo alla fame. Anche quelli che stupidamente hanno esposto la bandiere e cantato l’inno si ricrederanno. Mi è capitato per caso di vedere in internet un filmato in cui un povero padre di famiglia siciliano, rimasto senza lavoro e ormai a corto di quattrini, per la sospensione dell’attività nell’impresa in cui lavora, minaccia di scendere in piazza, con tanti altri sventurati come lui, a fare la rivoluzione. Come disse quel ragazzotto celebrato nell’inno nazionale? Quel Giovan Battista Perasso, detto Balilla, che a Genova diede inizio alla rivolta contro le truppe asburgiche, nel 1746, al tempo della Guerra di Successione Austriaca? “Che l’inse?”, devo proprio cominciare io? Poco più di dieci giorni fa hanno cominciato i carcerati a ribellarsi. Se ricominciano ancora, e in più per la strada si riversa il popolo affamato, munito di pietre, bastoni e forconi, il Giuseppi se la farà addosso. Invece di combattere contro il virus dovrà combattere contro un esercito di schiavi ridiventati uomini liberi. Forse i mitra dei soldati che in questi giorni presidiano strade e piazze non serviranno più da ornamento, come le spade di tolla dei Carabinieri in alta uniforme. Spero che il mio sia soltanto un brutto sogno.

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

One thought on “Il popolo bue sta a cuccia.

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    27 Marzo 2020 in 10:15 am
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    Più che in malafede, Conte è in… Bonafede. Se chi si somiglia si piglia, non è casuale la scelta del ministro di Forca e Giustizialismo; vedere ala voce prescrizione. Tutti e due rimangono, comunque, una nullità. Come lo rimane il presidente della regione Lazio che, limitando gli orari degli esercizi commerciali, finisce per creare maggiori assembramenti. O “ambressamenti” come direbbe Di Maio e come dicono i militanti della sinistra della cultura. Alcuni fanno bene a cantare con l’elmo di Scipio in testa (anche se in realtà l’Italia s’è spenta) perché in fondo loro son pronti alla morte. Io no e quindi non mi unisco al canto. Un requiem ai cialtroni, non importa se verdiano o mozartiano, lo canterei volentieri come misura d’urgenza. Anzi, in questo momento è meglio non sia il K 626 in quanto incompiuto. E qualcuno potrebbe dire che l’autore non ha avuto il tempo di concluderlo perché colpito e ucciso dal coronavirus. Questa repubblica è sempre stata fascista, al di là del nome che si è data con una disposizione costituzionale transitoria. Il regno lo era almeno dai tempi di Depretis, ma in parte anche da prima. Ora sta soltanto inasprendo le norme fasciste e approvando le leggi fascistissime. Poco cambierà se a Giuseppe MussoConte succederà Mariuolo MussoDraghi o Romano MussoProdi. Non credo alle rivolte popolari o ai nuovi vespri siciliani; chi li musicherebbe, oggi, Ferrero o Arcà? Oppure, volendo rimanere nel filone dell’avanguardia, un compositore col mio stesso cognome e che di nome si chiama Alberto? Il librettista sarebbe Vincenzo Salemme? Oppure Baricco, così non si comprenderebbe neanche il testo? Al popolo bue hanno già promesso che, magari a luglio, ma il campionato di calcio si completerà. Panem non si sa ma circenses sì. La rivoluzione la minacceranno soltanto, non l’attueranno. Basti vedere le reazioni di sudditanza di questo inutile non popolo e le azioni di richieste di maggiore inasprimento da parte dei babbei della cosiddetta opposizione parlamentare.

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