Pistola contro pistola.

Non ho intenzione alcuna di difendere gli stupratori. Non mettetevi a sghignazzare, conosco già l’obiezione: “Proprio tu!” Sì, proprio io, che non ho mai stuprato nessuno, ma soltanto corteggiato e sedotto: che è tutt’altra cosa. Assimilare la seduzione allo stupro sarebbe come dire che indurre con la pubblicità a comperare un prodotto è come puntare una pistola alla tempia di un cliente riluttante per obbligarlo a comperare una determinata merce. Sapete bene che Donn’Anna ci stava, e Zerlina anche. Sono stati quei tipacci di Gesuiti a trasformarmi in un mostro, e purtroppo anche i miei due papà , che pur mi amavano e per molti aspetti si identificavano in me, ci sono cascati.

Ciò detto, mi lascia molto perplesso tutto questo improvviso esplodere di denunce contro uomini del bel mondo da parte di donne divenute famose, che sarebbero state violentate o fatte oggetto di tentativi di libidine in cambio di favori. Perché lo dicono solo adesso? Se non fosse scoppiato il caso di Harvey Weinstein, produttore-stupratore, se ne sarebbero rimaste silenziose? E perché mai non si ribellarono allora? Non è che ci stessero, vista la ricompensa che ne avrebbero ricavato? Troppo comodo infierire ora sulle vittime, dopo averle assecondate quando erano carnefici, o presunti tali. Ricordate il caso di Dominique Strauss-Kahn? Anche su di lui una valanga di accuse solo dopo ch’era finito in disgrazia, cadendo nella trappola di chi, con la complicità di una servetta, voleva troncargli la carriera politica.

Ora è tutto un affastellarsi di dichiarazioni e di iniziative per tutelare le donne dalle violenze dei maschietti (che non sarò certo io a negare o sminuire). Ancora una volta si tirano in ballo lo Stato e le sue leggi. Sta di fatto che, per quanto le sanzioni possano essere severe e i provvedimenti tempestivi, è problematico per una donna chiamare la forza pubblica mentre è sul punto di essere stuprata. Ed è da ipocriti bigotti consigliare alle donne di escludere la frequentazione di certi luoghi o di evitare l’esibizione del proprio corpo o la seduzione di certi abbigliamenti. E perché mai una donna non dovrebbe essere libera di andare dove vuole e quando vuole, col vestito che vuole, esibendo le sue grazie come vuole, magari per concederle, in piena libertà, a chi vuole?
Sapete che vi dico? Se è vero, come ha detto Ida Magli, che il pene maschile è come una pistola che può ferire e lasciare il segno, le donne non esitino ad armarsi di pistole vere, e le puntino a chi sta per compiere l’atto di approfittarsi di loro con la violenza.

“Eh no, devono chiamare i carabinieri!” direbbe qualche imbecille. Ma anche il monopolio della violenza riservato allo Stato, come tutti i monopoli, è dispendioso e inefficiente. Difendersi da sé! Pistola contro pistola.

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

3 pensieri riguardo “Pistola contro pistola.

  • Leporello
    5 dicembre 2017 in 2:18 pm
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    A me sembra che questo Harvey Weinstein fosse, in realtà, più che stupratore, mercanteggiatore… e il mercato richiede un acquirente, ma anche un venditore.

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  • 6 dicembre 2017 in 9:16 pm
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    Vorrei sdrammatizzare dicendo che solo due tipi di persone possono trovare appetibile Asia Argento: il maniaco e l’amante del dark-trash.
    Che cu… Asia, prima uno e poi l’altro, li hai trovati entrambi. Uno ti ha pure sposata.

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  • 7 dicembre 2017 in 12:30 pm
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    Forse alcune hanno taciuto per timore di non essere credute, poi hanno trovato il coraggio perché hanno visto le interviste di altre. In molti casi c’è da riflettere. Soprattutto quando a lamentarsi con vent’anni di ritardo sono persone che stanno alla recitazione come il sottoscritto sta al marxismo.

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