Pazzi o scemi?

E’ un pazzo? No, è uno scemo. C’è differenza, e come, tra pazzia e scemenza. Solo gli scemi continuano a non capirla. Per loro sarà opportuno riproporre una vecchia barzelletta. Un’auto in transito vicino a un manicomio perde una ruota con tutte le viti. La ruota viene recuperata, le viti no. Il conducente si dispera. Un pazzo che ha visto tutto dalla finestra gli grida:”Niente paura: recuperi una vite da ciascuna delle altre ruote, e con tre viti potrà montare la rimanente, riprendendo il viaggio”. “Grazie, geniale… Ma… lei è proprio matto?” “Sì, sono matto, ma non sono mica scemo”. C’è molta saggezza in questa storiella. La battuta del matto è una sacrosanta verità. Lo scemo è incoerente e sconclusionato, mentre nella cosiddetta follia c’è sempre una logica. Vi ricordate che cosa dice Polonio di Amleto?”C’è del metodo in questa follia”. Polonio è un vecchio pedante e insopportabile, che per la sua inframmettenza si prende una pugnalata destinata ad altri. Ma anche lui non è scemo, benché Amleto, ingenerosamente, lo qualifichi come tale. Il comportamento del “pazzo” può  risultare incomprensibile a chi è “normale” perché espresso in un linguaggio che non gli è familiare, Se uno mi parla nella lingua dei Maori della Nuova Zelanda posso aver l’impressione che mi stia turlupinando, col pronunciare suoni sconnessi che solo per scherzo scimmiottano  fonemi linguistici. Invece, magari, sta dicendo cose sensate, e anche profonde. Avrete capito che Don Giovanni Tenorio è un seguace dell’antipsichiatria di Thomas Szasz. Proprio così. Anche gli eslege come me, in passato, venivano rinchiusi per la loro dissolutezza. I manicomi sono nati così, per impedire ai rampolli dell’alta nobiltà di scialare al gioco e con le donnine il patrimonio familiare. Sano epicureismo, altro che pazzia! Molto più immorale salvare il patrimonio per il primogenito , mandare i cadetti a fare il soldato e le povere figlie a monaca. Ma è economicamente più sano! E chi se ne fotte? Fra economia e libertà salvo la libertà. Anche quella di scialare con le donnine. In questo modo, solo in Spagna, ne ho conquistate milletré!  Certi sedicenti libertari che vorrebbero ripristinare i manicomi sono in contraddizione con se stessi. Nessuno ha il diritto di rinchiudere un altro perché è “pazzo”. Se commette un delitto, venga punito per quel delitto. Punto e basta.

Ma torniamo al discorso di prima. Avrete capito di chi stavo parlando. Di quel delinquente (questa è l’unica qualifica che gli si addice) che urlando “Britain first” ha accoltellato una mite deputata del Labour, il cui unico torto era quello di sostenere pacatamente le ragioni della permanenza britannica nell’ Unione Europea. Ho detto unica qualifica. No, sbaglio. Due qualifiche. Delinquente e scemo. Delinquente perché uccidere chi la pensa diversamente è sempre il peggiore dei delitti. Voi sapete, perché l’ho già detto, che io considero un delitto anche uccidere il tiranno, se non altro perché non è sempre facile capire qual è il confine fra governo legittimo e tirannia.  Cesare fu ucciso perché tiranno, ma era osannato dal popolo di Roma. Anche i Gracchi erano stati uccisi con la medesima motivazione. Tiberio Gracco si era fatto eleggere tribuno della plebe per due volte consecutive, il che era considerato dalla nobiltà senatoria un attentato all’ordinamento repubblicano, oggi diremmo alla costituzione. Eppure l’elezione di Tiberio era avvenuta con tutti i crismi delle garanzie democratiche. Vedete che bel pasticcio? Uccidere è SEMPRE un delitto, con l’unica eccezione della legittima difesa. Sulla quale, prima o poi, dovremo tornare.
Il delinquente che ha ucciso la deputata laburista è scemo perché il suo gesto, con tutta probabilità, anziché favorire la posizione di chi lotta per l’uscita del Regno Unito dall’Europa, fa il gioco degli avversari. Se i sondaggi dicono il vero (ma è sempre bene prenderli con cautela) finora i favorevoli all’uscita sono in lieve vantaggio, ma rimane un 12% di incerti che, se andranno alle urne dopo aver maturato all’ultimo momento una scelta ben precisa, potrebbero anche far pendere la bilancia dall’altra parte. Tra parentesi: vedete la stoltezza dell’ideologia democratica? Basterà un 50% + 1 dei votanti in un senso o nell’altro perché si possa dire:  “Il POPOLO INGLESE ha espresso la volontà di uscire…” oppure “di rimanere”. Macché volontà del popolo! E’ il solito giochetto d’azzardo. Può un voto ribaltare una volontà? Pensarlo è da pazzi. Ohimé, che dico, non sia mai, è da scemi.
Ebbene, con tutta probabilità il delinquente scemo farà spostare gran parte degli incerti dal lato dei favorevoli alla permanenza, perché sarà molto facile costruire l’irrazionale congettura: anti- UE=delinquenti. Grandissima falsità, ma la vox populi, molto spesso, anziché essere voce di Dio è voce di pancia, anzi di intestino. E’ una flatulenza come quella di Barbariccia nel canto  XXI  dell’Inferno dantesco, che “avea del cul fatto trombetta”.
Vogliamo scommettere che il 23 giugno vinceranno i fautori della UE? Di solito gli allibratori di borsa sono più affidabili dei sondaggi. Fino a pochi giorni fa i titoli delle borse europee segnavano forti perdite per il timore di un verdetto britannico antieuropeo. Dopo il delitto, le borse si sono riprese, e l’oro, che nei giorni precedenti aveva raggiunto quotazioni non più viste da almeno cinque anni, ha ripreso a calare. Il mondo della finanza ha buoni motivi per credere che l ‘atroce fatto luttuoso cambierà le carte in tavola nel gioco del referendum.
Un seguace delle teorie complottiste (uno di quelli che pensano che l’attentato alle Torri Gemelle sia stato architettato dalla CIA, che la Xilella Fastidiosa sia stata gettata sugli uliveti pugliesi dalle multinazionali produttrici di OGM e altre amenità del genere) potrebbe pensare che anche in questo caso siamo di fronte a un complotto: sono stati i potentati economici favorevoli alla permanenza nell’UE (City di Londra, Confindustria britannica, grandi banche, multinazionali, fautori del trattato commerciale USA-UE, amici della globalizzazione neoliberista ecc. ecc.) a indurre un pazzo a compiere quel gesto, per screditare gli oppositori e orientare l’elettorato a proprio vantaggio. Uno di questi infami individui s’è fatto vivo. E’ un senatore della Repubblica (che, come tale,secondo la costituzione più bella del mondo, dovrebbe rappresentare tutto il popolo italico… Si salvi chi può!). Dopo aver commentato l’omicidio con la frase di marca neofascista “colpirne uno per educarne cento”, ha cercato di arginare le sacrosante proteste dicendo di essere stato frainteso. Intendeva dire: “Gli oppositori dell’uscita dalla UE hanno ordito il delitto per educare il popolo a schierarsi dalla loro parte, scaricando sulla parte avversa la responsabilità morale dell’omicidio”. Peso el tacon del buso, dicono i padovani: peggio la toppa del buco. Uccidere un proprio convinto seguace per il bene della causa? Siamo pazzi, anzi, siamo scemi? Ricordate che cosa risponde Cristo agli scribi e ai farisei che lo accusano di cacciare i demoni con l’aiuto dei demoni? “Ogni regno diviso in se stesso minaccia rovina”.
Sapete che vi dico? Quel senatore è uno scemo. Sto vilipendendo un presunto rappresentante del popolo, e me ne vanto. Uno così andrebbe non dico espulso, ma cacciato a pedate nel posteriore.
Non domandatemi se sono per  “Brexit” o “Remain”. Ve lo dirò dopo il 23 giugno, qualunque sia stato l’esito del referendum.
Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

2 pensieri riguardo “Pazzi o scemi?

  • Leporello
    19 giugno 2016 in 3:25 pm
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    Sull’uso della violenza sono d’accordo: inutile, anzi dannosa, come reazione “politica”. Ma sul piano individuale è diverso: la legittima difesa individuale è un argomento che mi confonde, sia quando si tratta di difendersi da un aggressore armato di coltello, sia quando l’aggressore si arma di “Stato”. Ma, appunto, sono confuso e non ho una opinione definitiva.

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  • 20 giugno 2016 in 8:51 am
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    Come difendersi dal destino? Ci sono i referendum sul nucleare e succede quel che succede a Chernobyl. Passa la paura collettiva del nucleare e un maremoto giapponese riaccende la paura stessa. C’è un referendum inglese sulla possibilità di scioglimento unilaterale del matrimonio con l’Unione Sovietica spacciata per Europea e un delitto favorisce i fautori non dell’unione fa la forza, ma dell’Unione con la Forza. E’ blasfemo immaginare che Dio stia dalla parte dei tiranni? Difese il suo popolo scelto nella Germania degli anni trenta, per non parlare di altre vicende storiche? Sulla legittima difesa ritengo che si possa spinozianamente anche tollerare, sul piano etico, il tirannicidio. Sul piano pratico ho delle perplessità in quanto una sola azione può scatenare vendette, rappresaglie e guerre civili dove le vittime innocenti superano largamente quelle soccombenti sotto il tiranno. Ma nel caso di Hitler che scampa ad attentati organizzati dalle sue stesse forze armate, quindi con minore rischio per il popolo tedesco, c’è da studiare qualche attributo diverso da “cinico e baro” per il signor destino. Scritto con la minuscola perché oltre a non essere un vero signore ma un infame, non merita attestati di magnificenza. Non credo alla predestinazione. Ma essendo né teista né ateo, non escludo la presenza di una superiorità negativa e antiumana. Prove scientifiche? Nessuna della sua esistenza ma neanche della sua inesistenza. Gli atei, a modo loro fideistici della non esistenza al contrario degli agnostici, sostengono che la materia sia sempre esistita. Ma allora gli “sovvien l’eterno”, credono nell’eternità! Se non nella fine, almeno nell’inizio! E può un “sempre esistito” avere una fine? Può “crearsi” il nulla da un sempre esistito? E un nulla dal nulla? Abbattiamo pure il tiranno per legittima difesa (se riusciamo ad arrestarlo e dargli i domiciliari è meglio). Ma aspettiamoci che… la forza del destino sia dalla sua parte.

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