In difesa di Carmen

Carmen opera banned
Australian opera company bans Carmen because it ‘promotes smoking’

Cari amici, nelle mie ore d’ozio dedicate alla lettura (perché, contrariamente alla vulgata calunniosa, io non sono un uomo tutto sesso e basta, sono prima di tutto un filosofo! Un filosofo epicureo!) mi sono imbattuto in una notizia che mi ha lasciato di sasso. Pare che in Australia la “Carmen” di Bizet sia stata bandita dai teatri d’opera perché…indovinate un po’? Perché la protagonista è licenziosa, carnale, seduttrice? Ma neanche per sogno, queste sonno ubbie dei preti d’una volta; se c’è qualche vecchio confessore che la pensa ancora così sui peccati della carne basta andare da un altro, l’ha detto anche il papa. No, oggi siamo nell’era del politicamente corretto, del salutismo, del proibizionismo. Carmen è una reproba perché fa la sigaraia, e le sue esibizioni che fanno scandalo non sono le tette al vento e le gambe vertiginose, che balenano di sotto la gonna nelle danze lascive: cose che ormai si vedono anche nei film proiettati nei cineforum delle sale parrocchiali. Fa la sigaraia e fuma (questo sì che fa scandalo!), e con le sue compagne di lavoro fa propaganda all’ebbrezza del fumare. Ohibò, tutto questo manda all’aria le campagne antifumo del governo, il proibizionismo dominante, lo zelo con cui i custodi della nostra integrità fisica e morale si occupano e si preoccupano della nostra salute, dalla culla alla tomba! Quella donnaccia corrompe i giovani: censura, censura! Mi vedo così costretto a difendere la mia amica Carmen, così diversa da me, eppur così cara al mio cuore. Diversa perché è una donna, e il suo modo di sedurre è diverso dal mio. Il mio è più intellettuale (sono un filosofo, l’ho detto) e, tutto sommato, più blando. Io abbandono le donne subito dopo la seduzione, ma non le dimentico. Ogni tanto do una scorsa al catalogo che Leporello tiene debitamente aggiornato, e ricordo con nostalgia certi momenti d’ebbrezza che ho vissuto con questa o con quella…Il suo, invece, è più istintivo, più devastante: seduce gli uomini, li tiene legati a sé fin che le garba, li riduce a stracci e li conduce alla follia omicida. Io non ho mai fatto nulla di simile con le mie amate! Ma io sono maschio e le femmine sono femmine, quando sono crudeli sono crudeli davvero. Sento già le femministe strillare, che strillino! Io amo le donne più di loro: per questo sono contro le quote rosa, che le riducono al livello dei panda o dei menomati mentali; e se credo che sia un segno d’emancipazione per la donna diventare capitana d’industria o scienziata di fama mondiale o direttrice d’orchestra, non credo affatto che si possa dire lo stesso per chi fa la poliziotta o la soldata o anche la presidenta della repubblica. Lavoracci da lasciare ai maschi.
Altro che emancipazione: abbrutimento! Ma di questo parleremo in un’ altra occasione. Torniamo a Carmen, povera Carmen! Ho l’impressione che gli uomini (e le donne) di potere d’oggi non la sopportino anche per altri motivi.Ohibò, è una contrabbandiera! Viola le leggi doganali, è acerrima nemica delle Fiamme Gialle! Non ha mai torto un capello a nessun lacchè dello Stato ladro, ma quante volte le Fiamme Gialle hanno sparato ai suoi compagni, solo perché tentavano di portare bricolle piene di sigarette di là dal confine, freddandone qualcuno e ricevendo dai loro degni superiori un diploma di merito per tanto eroismo. E quel bel tomo di don José? Fa benissimo Carmen a ridurlo a uno straccio, quel soldato, uno che fa l’assassino di mestiere, con licenza de’ superiori. Don Josè è stato assassino fuorilegge prima di vestire la divisa (purtroppo nelle rappresentazioni dell’opera il recitativo dove se ne fa cenno viene di solito pudicamente tagliato, ma leggete la novella di Merimée e vedrete che bel delinquente ne vien fuori!) E’ diventato assassino legittimo dopo aver vestito la divisa. Poi è ridiventato assassino fuorilegge quando ha accoppato Carmen, perché ormai, da disertore, non vestiva più la divisa, e Carmen l’ha uccisa non da Fiamma Gialla perché era una contrabbandiera, ma perché l’aveva cornificato con il bell’Escamillo. Capito? La vita è sacra quando così dice lo Stato, altrimenti vale meno d’un ciottolo. Uccidine uno per motivi tuoi, e vai dentro; uccidine mille in nome della patria, anzi della Patria, perché così ti ordina un deficiente in divisa e ti danno la medaglia d’oro. Pare che nella Prima Guerra Mondiale, obbedendo ad ordini superiori, alcuni ufficiali abbiano ordinato la fucilazione di soldati sicuramente non colpevoli, in quanto giunti ai reparti dopo che era stato commessa l’infrazione per cui si procedeva. Ai responsabili di tali delitti sono intitolate strade e piazze.
Povera Carmen! A lei andrebbero intitolate strade e piazze, a lei, la fumatrice accanita, antiproibizionista, contrabbandiera, nemica giurata dello scontrino fiscale, amante del lavoro nero e del mercato nero; a lei che ha avuto il merito di ridurre a uno straccio – ma senza mai torcergli un capello – un lacchè dello Stato ladro e assassino, e per ricompensa s’è presa una coltellata mortale.

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

3 pensieri riguardo “In difesa di Carmen

  • 17 febbraio 2016 in 9:12 am
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    Urgerebbe un chiarimento. Che siginifica “bandita dai teatri”? Chi ha emesso il bando? Il governo australiano? Il parlamento federale? I parlamenti statali? Le contee? I municipi? I consigli amministrativi dei teatri stessi? I finanziatori? Le maestranze sindacali? O sono decisioni spontanee degli stessi artisti, dei registi e dei produttori? Se è stata un’autorità pubblica vuol dire che anche il mondo anglosassone, sul piano del diritto, è alla completa deriva come quello mediterraneo e quello germanico. Se è una decisione presa dal basso la deriva c’è lo stesso ma somiglia alla servitù volontaria. La stessa che in Europa pretende che non si allestisca il mozartiano Ratto dal Serraglio o che non si legga Voltaire per evitare di disturbare la religione dei petrolieri.

  • Giovanni Tenorio
    17 febbraio 2016 in 9:23 pm
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    Il bando al capolavoro di Bizet è stato pronunciato dai responsabili della West Australia Opera Company. L’Opera, in programma per la stagione 2015, è stata sostituita da un altro titolo. Ecco la giustificazione di Carolin Chard, general manager della Compagnia:” Noi abbiamo a cuore la salute e il benessere dei nostri dipendenti e dei nostri artisti, oltre che di tutti gli amanti dell’Opera che frequentano la WA; pertanto, dobbiamo farci carico di diffondere messaggi conformi alle esigenze d’una vita sana, e di evitare le rappresentazioni sceniche di comportamenti viziosi, che possano apparire come approvazione di abitudini nocive alla salute” . La decisione è stata presa in coerenza con l’accordo stipulato tra WA e l’agenzia governativa Healthway, promotrice di campagne salutiste, in base al quale la suddetta agenzia si impegnava a finanziare per due anni, con un contributo di 400.000 dollari, le stagioni d’Opera della Compagnia. Una scelta autonoma, quindi, senza pressioni da parte delle autorità pubbliche. Anzi, il primo ministro Tony Abbott n’è rimasto sorpreso e sconcertato: “A questa stregua-ha detto- dovremmo bandire anche Macbeth, perché potrebbe essere inteso come apologia del regicidio”.

  • 18 febbraio 2016 in 9:19 am
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    Quattrocentomila dollari! Giuda si accontentò di trenta denari ceh al cambio sarebbero forse tremila dollari.

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