Scenari di un prossimo futuro

Vi ricordate certe scene che abbiamo visto all’inizio di questa cosiddetta “pandemia”, ormai divenuta biennale, costruita ad arte sulla realtà inoppugnabile di un fenomeno epidemiologico senza alcun dubbio preoccupante e destinata a durare ancora chissà fino a quale limite (vedremo nelle prossimi settimane, quando arriverà coi primi freddi l’influenza stagionale a complicare la situazione sanitaria, e soprattutto alla fine dell’anno, quando ufficialmente il periodo d’emergenza sarà scaduto a termini di legge)? Vi ricordate quando ogni sera ci mostravano in TV il lugubre corteo degli automezzi militari che trasportavano alla cremazione le salme delle vittime da Covid  (poi si è saputo che c’era una sola bara per ogno veicolo), mentre nel frattempo tanti scioccherelli si affacciavano a finestre e balconi, brandendo il tricolore e cantando l’Inno di Mameli, manco si fosse in guerra, gridando e scrivendo su lenzuola sciorinate al vento: “Tutto andrà bene”? Fino all’altro ieri  qualche prestigiosa testa pensante, o ritenuta tale, continuava a tessere la medesima tela.”Tutto andrà bene”. Le elezioni amministrative, molte delle quali tenutesi in alcune delle più importanti città italiane, a cominciare da Roma e Milano, hanno rivelato un un’ inaspettata defezione dalle urne degli aventi diritto? In un editoriale del “Corriere della sera” (un quotidiano ormai divenuto obiettivamente illeggibile per la sua partigianeria) un illustre opinionista si affanna a  dimostrare che chi si è astenuto non l’avrebbe fatto come segno di protesta contro un governo scellerato che continua a compiere atti criminali senza trovarsi di fronte a un’opposizione parlamentare degna di questo nome – una protesta che finora non ha avuto modo di manifestarsi attraverso canali istituzionali credibili – ma per tacito consenso a una politica governativa che con grande impegno starebbe portando il Paese alla normalità. Tutto andrà bene!Peccato che il giorno successivo a Roma e a Milano le manifestazioni di piazza, degenerate in episodi di violenza quali fino a quel momento non si erano viste dal tempo dei loro esordi, risalenti ormai a più di tre mesi fa con cadenza settimanale nel giorno di sabato, abbiano aperto uno scenario del tutto diverso. Troppo facile bollarle con un marchio d’infamia proclamando  che i manifestanti sono tutti fascisti. Di certo alcune associazioni eversive e alcune teste calde, come sempre capita in tutte le manifestazioni di piazza, hanno approfittato dell’occasione per acquistare visibilità e assumere un’immagine di protagonismo, ma diecimila persone in piazza che urlano contro il governo non possono essere tutte nostalgiche di Mussolini e di Hitler. Sarebbe davvero paradossale, in nome di regimi condannati dalla Storia e coltivati nell’immaginario di qualche fanatico e del suo sparuto seguito, chiedere libertà e gridare contro una dittatura strisciante, sostenuta da una maggioranza bulgara e capeggiata da un signore che nessuno ha eletto e che governa a suon di decreti-legge da una “cabina di regia” del tutto estranea al disegno costituzionale. L’attacco alla sede della CGIL a Roma da parte di militanti di Forza Nuova è senza dubbio un atto deplorevole, oltre che controproducente, ma, anche se è davvero imputabile a una frangia fascistoide e non a una manovalanza di infiltrati, è potuto avvenire solo per la rabbia di una gran parte del mondo operaio che si è vista tradita dai suoi rappresentanti, ligi a una politica governativa che, con l’introduzione del famigerato “green pass”,intrroduce gravi elementi di discriminazione proprio in ambito lavorativo, distruggendo quella solidarietà di classe che è sempre stato il nocciolo duro delle lotte del lavoro. E’ significativo che, fuori dalle delle associazioni di categoria più blasonate e con una compattezza esemplare, siano proprio i lavoratori portuali di Trieste a manifestare uniti contro le misure governative, minacciando il blocco del porto (in accordo con i colleghi di Genova e di Livorno, che potrebbero organizzare manifestazioni analoghe) se uno solo dei compagni sarà sospeso dal lavoro senza retribuzione, come prevede la normativa in caso di rifiuto di esibire il passaporto vaccinale. Anche gli autotrasportatori sono sul piede di guerra. Forse il Palazzo comincia a tremare. Nel governo cominciano ad aprirsi le prime crepe. Forse Draghi comincia a capire che un conto è sedere sullo scranno della BCE, un conto su quello di Presidente del Consiglio. Può avere ai suoi piedi un Parlamento codardo, dove si leva contro di lui qualche vox clamantis in deserto, come nei consessi della Banca Europea l’unico a sollevare dubbi sull’infame “Quantitative Easing” era il tedesco Jens Weidmann, tra l’indifferenza dei più. Ma quando il popolo è in rivolta o si manda in piazza Bava Beccaris, come qualcuno ha auspicato, o si ha l’umiltà di rivedere le proprie posizioni. A mandare in piazza Bava Beccaris sappiamo come si finisce (chi mi conosce sa che ho sempre deplorato il gesto di Gaetano Bresci, sia ben chiaro).Accanto agli “integrati” che hanno sempre creduto e continuano a credere, come l’illustre editorialista sopra citato, che tutto andrà bene e tutto tornerà come prima, perché tutto va per il meglio nel migliore dei mondi possibili (sono i seguaci, più o meno consapevoli, di Francis Fukuyama, tra cui ci metto tanti cantori del capitalismo reale, confuso con il sistema di mercato, che è tutt’altra cosa, gente con le fette di salame sugli occhi, tipo Nicola Porro, che difende gli infami brevetti di Big Pharma in nome d una rendita gabellata per profitto), ci sono gli “apocalittici” che vedono nell’attuale manovra  politica, di cui l’introduzione del “green pass” è la punta di diamante, i prodromi di un mondo prossimo futuro davvero inquietante, un sistema “alla cinese” fondato sul controllo sociale dei cittadini da parte di un potere occhiuto che, grazie a un’oligarchia economico-finanziaria detentrice di tutte le leve dell’apparato produttivo, garantirà a tutti un reddito di sopravvivenza a scapito della libertà, abrogando di fatto la proprietà privata, la libera imprenditorialità, e ogni altra libertà di scelta e di manifestazione del pensiero, in nome della sicurezza. Un sistema paternalistico dove le più alte conquiste della cibernetica e delle biotecnologie (in sé mirabili e benvenute) serviranno a render schiava la popolazione offrendole gratuitamente tutti i servizi essenziali, dai pasti quotidiani alle terapie mediche. Qualcosa che rende obsolete le già terribili distopie di Orwell.Fra questi “apocalittici”, che non sono un manopolo di pazzi, perché quel che paventano è scritto nero su bianco nei saggi di Klaus Schwab, il fondatore del World Economic Forum e negli scritti di infervorati fautori del “transumanesimo” come simbiosi di uomo e macchina, si distinguono due gruppi: i religiosi e gli agnostici. I primi vedono l’attuale situazione ,con tutti i suoi potenziali e imminenti pericoli, come un momento della sempiterna lotta tra il Bene e il Male.  E’ tutto opera di Satana, di cui gli gnomi che operano nel mondo profondendo tutti i loro sforzi in progetti disumani e liberticidi sono docili strumenti. E’ quello che pensa, ad esempio, monsignor Salvatore Viganò, che ne ha parlato a lungo in alcune sue lettere all’allora presidente Trump, divenute di pubblico dominio. Per costoro, la prima cosa che bisogna fare è pregare Dio e la Madonna perché il Male sia ancora una volta sconfitto. La pensa così anche Alessandro Meluzzi. Io, che sono sempre stato un ateista e per questo sono stato più volte fulminato (eppure sono ancora qui, vivo e vegeto come tutte le sostanze di cui sono fatti i sogni), mi guardo bene dal deridere queste persone, perchè si può dissentire quanto si vuole dalla loro fede religiosa, peraltro encomiabile per la sua coerenza, ma va riconosciuto che sono menti lucidissime. Quando aborrono il papa regnante (forse  addirittura un antipapa) hanno mille ragioni, non soltanto per le questioni dogmatiche in cui non voglio entrare perché le considero tutte fanfaluche, ma perché è anche lui un ingranaggio – e quale ingranaggio, visto il prestigio che, nonostante tutto, la Santa Sede continua a conservare nel mondo! – della grande macchinazione in atto. C’è un bel racconto del filosofo russo Soloviev che sembra scritto apposta per i tempi nostri: L’Anticristo arriverà nei panni del più grande  benefattore dell’Umanità, gabellando i suoi piani perversi per atti d’amore d’amore, compiuti nel nome dei più nobili ideali. Se si pensa alla carità pelosa di Bill Gates e della sua consorteria, o al continuo abbraccio ai migranti di papa Bergoglio o ai detti e ai fatti di quell’ipocrita del suo elemosiniere Krajewski, vengono i brividi… A parte la fede in Dio e nella Madonna, gli  “apocalittici” agnostici per il resto non possono che essere d’accordo  con i Viganò e con i Meluzzi. Lasciamo perdere il discorso generale, a livello planetario, e torniamo all’Italietta, dove vengono additati come fascisti quelli che dimostrano contro le misure liberticide del governo, laddove fascisti sono proprio loro, gli antifascisti che mentre continuano a lodare la costituzione più bella del mondo ne fanno ogni giorno carta straccia, a cominciare dal signor Presidente della Repubblica che dovrebbe esserne il primo garante. Chi promulga decreti-legge che di fatto aggirano il dettato costituzionale introducendo provvedimenti che in base alla Costituzione sarebbero inammissibili si macchia del crimine di attentato alla Costituzione, per il quale dovrebbe essere chiamato a rispondere davanti alle Camere. La Costituzione dovrebbe stare al di sopra di tutto. Chi la tradisce, mentre dovrebbe esserne il pugnace difensore, meriterebbe una durissima sanzione. Visto come stanno andando le cose,con un Parlamento genuflesso, una Magistratura distratta quando non acquiescente e un sistema mediatico asservito, viene da sorridere amaramente.Nell’anno 1649, quando il re Carlo I Stuart fu tradotto davanti a una corte di giustizia per rispondere del suo operato tirannico, il giudice, lord John Bradshaw, all’obiezione del monarca che rex est major singulis, rispose che sì, è major singulis, ma universis minor, ovverossia è superiore per dignità e potere a ogni privato cittadino, ma sottoposto al popolo nel suo complesso, noi diremmo alla normativa costituzionale, che del popolo è espressione. Il processo finì con la condanna a morte del re. Altra civiltà giuridica. Nel Bel Paese capiterà forse che, al termine del mandato di un presidente che ha dato man forte all’instaurazione di pratiche liberticide, prenda il suo posto proprio colui che di tali pratiche liberticide è stato il massimo artefice. Con buona pace di monsignor Viganò e di Meluzzi, temo proprio che neanche Gesù Cristo e la Madonna riusciranno a evitarlo.

Giovanni Tenorio

Libertino

Un pensiero su “Scenari di un prossimo futuro

  • 16 Ottobre 2021 in 4:50 pm
    Permalink

    Non sapevo dell’editoriale del quotidiano “che fu di Albertini”, come ripeteva sempre Enrico Mattei (il giornalista, non il petroliere). Tacito consenso? E perché dovrebbe essere tacito? Tanto vale andare a votare ed esprimerlo nei confronti dei partiti che sostengono l’esecutivo. Non ho mai visto qualcuno evitare il voto perché d’accordo sull’operato del governante. Così come non avevo visto mai la strana urgenza di vaccinare miliardi di persone per un virus con letalità inferiore al cinque per mille, percentuale composta quasi esclusivamente da ultraottantenni. Con lo stesso criterio dovremmo vaccinare per qualunque virus, compreso quello del raffreddore che colpisce il 97% della popolazione mondiale mostrando così cifre notevolmente più alte di quelle relative all’attuale epidemia isterica. Non lo dico io, l’ha detto l’ex vicepresidente del comitato di esperti dei vaccini dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si tratta di Christian Perronne, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive presso l’ospedale di Garches (Alta Senna). Anche sulle inoculazioni tramite estorsione c’è tacito consenso? Non è Tacito né Svetonio, non è il momento degli storici ma degli apprendisti stregoni. Senza, però, i versi di Goethe e le note di Dukas.

    Offri un bicchiere di Marzemino all'autore del commento 1

I commenti sono chiusi.