Aggressione o illegittima difesa?

Si trova ormai su tutti i manuali di Storia contemporanea il famigerato episodio della “baia dei Porci”, quando, nell’anno 1961, pochi mesi dopo l’insediamento di John Fitzgerald Kennedy  alla Casa Bianca, gli Stati uniti tentarono il rovesciamento del regime di Fidel Castro attaccando Cuba con un colpo di mano organizzato dalla CIA  in combutta con esuli anticastristi rifugiatisi negli USA. Fu un fallimento totale, che ebbe di lì a breve gravi conseguenze. Cuba, per motivi di sicurezza, chiese a Mosca il collocamento, sul proprio territorio, di missili puntati contro il territorio statunitense. Si sfiorò una guerra mondiale. Tutto fu risolto a livello diplomatico, anche grazie all’intervento della Santa Sede. La Russia accettò di ritirare i missili. Solo molto tempo dopo si seppe che in contraccambio, grazie a una clausola dell’accordo rimasta segreta, gli USA avevano accettato a loro volta di ritirare i missili NATO puntati in Turchia contro il territorio sovietico.

Lasciamo da parte ogni ideologismo. Gli USA volevano riportare la democrazia a Cuba? No, semplicemente non volevano avere di fronte al  loro territorio un regime sostenuta dall’Unione Sovietica. D’altra parte, quando mai gli USA sono stati solleciti della democrazia altrui? Spesso sono intervenuti proprio per abbattere governi democraticamente eletti e sostituirli con dittature a loro favorevoli. Fu così nel 1954, quando in Iran fu abbattuto il governo di Mossadeq, ostile agli interessi dell’industria petrolifera USA. Fu così nel 1973, quando la CIA diede man forte all’abbattimento di Allende in Cile e al successivo  insediamento del governo Pinochet. E la più recente vicenda dell’Iraq? Bisogna avere la faccia tosta di Beppe Severgnini per affermare che l’attacco al regime di Saddam Hussein era motivato dal proposito di esportare la democrazia in quel Paese. Finché Hussein poteva essere usato per contenere gli ayatollah iraniani, era trattato da amico. Quando cominciò a dar fastidio, fu tolto di mezzo, facendo credere al mondo che il dittatore iracheno si fosse dotato di armi di distruzione di massa.

Si potrebbe continuare, ma fermiamoci qui. Torniamo alla Baia dei Porci, e ragioniamo in termini concreti. Di là dalle motivazioni ideali, o pseudo-tali, che venivano sbandierate per mettere in cattiva luce il regime castrista, l’attacco a Cuba fu o no un atto di aggressione? Certamente. Chi è aggredito e riesce a sventare l’attacco ha qualche buona ragione di prendere tutte le precauzioni per evitare che l’aggressione si ripeta? Sicuramente. Se qualcuno una volta ha cercato di tirarmi un colpo di pistola, cerco di evitarlo il più possibile; se non posso starne lontano, magari mi munisco di una pistola anch’io, perché non si sa mai. Sbaglio? Penso proprio di no. Quindi, se Cuba cercò l’aiuto dell’URSS per difendersi da eventuali altre aggressioni americane qualche buona ragione l’aveva. Che poi le cose siano finite come sappiamo, è davvero un gran bene. Ma questo è un altro discorso. Aver evitato la Terza Guerra Mondiale non è un risultato da poco. Il regime cubano e quello sovietico forse allora piacevano a molti, ora soltanto a qualche nostalgico; in ogni caso, è un bene esserne rimasti fuori. Ha vinto la democrazia americana contro l’imperialismo sovietico? Neanche per idea, hanno vinto ancora una volta i rapporti di forza. Lasciamo perdere le ipocrisie. Gli antichi erano molto meno ipocriti di noi. Si rilegga, in Tucidide, il confronto tra i rappresentanti dei Meli e gli ambasciatori di Atene. Alle rimostranze dei Meli, che invocano il rispetto degli Dèi, gli Ateniesi rispondono più o meno così:” Se foste voi al nostro posto vi comportereste proprio come noi”.Veniamo all’oggi. Putin è un aggressore? Sembrerebbe di sì. E’ stato lui a cominciare la guerra attaccando l’Ucraina. Però torniamo un momento all’esempio di prima. Quel tale non ha mai cercato di spararmi, ma ha minacciato più volte di farlo. Gli ho chiesto di calmarsi, ma non mi ha ascoltato. A questo punto, per evitare che, prima o poi, mettesse in atto il suo proposito, gli ho sparato io. Ho fatto bene? Si potrebbe parlare di legittima difesa preventiva. Non è che Putin si sia svegliato una mattina con la luna di traverso e abbia deciso, così sui due piedi, di attaccare l’Ucraina. Aveva già subito parecchie umiliazioni. Contrariamente alle promesse, la NATO, dopo la caduta del regime sovietico, anziché rimanere ferma nei territori che erano sempre rientrati nel suo ambito, si è spinta fino a lambire i confini della Russia. Con la caduta del governo filorusso  -democraticamente eletto- di Yanucovich, lautamente finanziata e sostenuta dalla CIA, la politica dell’Ucraina ha assunto un atteggiamento decisamente antirusso, discriminando le minoranze russofone, che in alcuni territori come il Donbass e la Crimea sono maggioranza, o quasi. Il proposito di entrare nella NATO è diventato esplicito, al punto da essere inscritto nella costituzione. C’è da meravigliarsi che Putin abbia tentato di reagire? L’occupazione della Crimea è stato il primo passo. Ancora poche settimane prima dell’ attacco all’Ucraina, Putin ha chiesto formale dichiarazione che la NATO non avrebbe mai accolto quel Paese nella propria organizzazione militare. Gli è stato risposto che la NATO rimane aperta a tutte le opzioni. Il che significherebbe che Putin può, prima o poi, veder puntate contro la Russia batterie di missili che potrebbero agevolmente colpire Mosca. Soltanto una minaccia? Certo, ma a questo punto l’attacco all’Ucraina potrebbe essere giustificato come un atto di legittima difesa preventiva. Per evitare che sia tu il primo a spararmi, ti sparo io. Sto dicendo cose politicamente scorrettissime. Non sarei io se non lo facessi. Ma voglio aggiungere la ciliegina sulla torta. In questi giorni si sono sprecate le comparazioni fra la Resistenza italiana e la resistenza degli ucraini all’invasore russo. Sbaglio, o i partigiani italiani, di qualunque colore fossero, stavano dalla parte degli americani? Ma gli americani non erano gli invasori che venivano a bombardare le città italiane? Sarebbe come se gli ucraini stessero dalla parte dei russi. Ma in Italia i veri invasori erano i tedeschi! Sì, quelli che fino a poco prima erano alleati. L’epopea della Resistenza fu una guerra civile. Anche in Ucraina c’è una guerra civile, ma a parti invertite. I nazisti, quelli del Battaglione Azov che inneggiano a Stepan Bandera e inalberano vessilli con le croci uncinate stanno dalla parte dei “resistenti”. Se con quello che ho detto mi sono guadagnato l’inferno, questa è una ragione è più forte di quella d’aver ucciso quel bamba di un Commendatore. Tra l’altro, per legittima difesa. 

Giovanni Tenorio

Libertino

Un pensiero su “Aggressione o illegittima difesa?

  • 4 Maggio 2022 in 10:52 am
    Permalink

    Potrebbe trattarsi di eccesso colposo in situazione di legittima difesa del Donbass.

I commenti sono chiusi.