Una colonna infame

“A peste fame et bello libera nos Domine!” E’ un’antica sequenza liturgica. Le pestilenze, la fame e le guerre sono sempre state le più grandi disgrazie dell’umanità. In passato si aveva però l’accortezza di tenerle ben distinte, anche se molto spesso erano (e sono) tra loro collegate. La guerra porta sempre inevitabilmente la fame, e talvolta anche la peste. Ai tempi della Guerra del Peloponneso fu la peste (forse, in realtà un’epidemia di tifo, se è vero che potrebbe essere stata provocata dall’avvelenamento dei pozzi :guerra batteriologica ante litteram!) che colpì la popolazione dell’Attica, mandando all’altro modo anche Pericle. Al tempo della Guerra dei Trent’anni fu quella mirabilmente descritta nelle pagine dei “Promessi sposi”, diffusa nel Milanese dalle armate dei Lanzichenecchi. Noi moderni, che ci crediamo tanto intelligenti, chiamiamo “pandemia” una sindrome influenzale un po’ più tosta di quelle solite, che ha provocato vittime soprattutto fra le persone più anziane, già affette da altre patologie, perché finora è stata (e continua essere) affrontata con terapie sbagliate. A distanza di un anno dalla sua insorgenza, oggi sarebbe curabilissima, se solo si avesse l’onestà di modificare i protocolli ufficiali, mettendo al bando la tachipirina (che favorisce i processi infiammatori, aggravando la patologia) e somministrando clorochina e cortisone – e, se necessario, eparina e antibiotici – fin dal primo manifestarsi della sintomatologia, con assistenza domiciliare affidata a  quelli che una volta si chiamavano medici di famiglia, oggi, nell’orrido linguaggio burocratico, medici di base. I nostri antenati, che erano più saggi di noi, si sarebbero ben guardati dall’annoverare tra le pestilenze (quelle che riducevano la popolazione di un terzo, o della metà, o anche più) la COVID 19, provocata dal virus SARSCoV2. E se avessero avuto a disposizione le nostre conoscenze medico-scientifiche non avrebbero speso miliardi per sovvenzionare la produzione di vaccini la cui efficacia è tutta da dimostrare e i cui effetti collaterali a medio e lungo termine sono del tutto sconosciuti. A quei tempi non esistevano i grandi colossi farmaceutici legati a filo doppio al mondo della politica, della finanza, delle Università. Non esisteva l’OMS finanziata da quel delinquente di Ghebreyesus, amico della Cina, di Gates e di Fauci, e non esisteva neppure quella sorta di Cosa Nostra che è l’Ordine dei Medici. Oggi, fin dall’inizio, abbiamo proclamato che quella contro il SARSCoV2 era una guerra. Potrebbe essere vero, se il virus è stato fatto fuggire ad arte dai laboratori di Wuhan come esperimento di un attacco virale in un conflitto mondiale prossimo futuro. Ma allora nessuno lo pensava, e anche adesso i sacerdoti dell’informazione scientifica ufficiale irridono coloro che, prove alla mano, hanno dimostrato l’origine artificiale del virus (del quale esiste addirittura un brevetto del 2015). Bufale, anzi fake news! E’ un virus naturale, nato da un pipistrello, e arrivato a contagiare l’uomo attraverso un ospite intermedio, con un salto di specie. Pochi giorni dopo i primi sviluppi del contagio in Italia, l’illustre genetista Edoardo Boncinelli si premurava di assicurare, in un articolo sul “Corriere della sera”, che il virus non poteva essere frutto di una manipolazione, grazie a prove inoppugnabili. Ma se le cose stavano proprio così, perché usare metafore belliche? Perché esporre bandiere tricolori, cantare l’Inno di Mameli, mandare i militari per strada a controllare la popolazione che osava violare gli arresti domiciliari disposti da raffiche di DPCM, perché decretare il coprifuoco come se si versasse davvero in una situazione di guerra nel senso proprio del termine? Eppure, anche in tempo di guerra vera, la Costituzione più bella del mondo, tanto lodata a parole quanto vilipesa nei fatti, non riconosce al governo il potere di dichiarare la sospensione di tutte le libertà garantite in tempo di pace, ma solo quello di prendere tutti i provvedimenti necessari. Non uno di più. In particolare, l’art.13, che dichiara inviolabile la libertà personale, non potrebbe mai essere sospeso (niente coprifuoco, quindi, in nessun caso), perché la sua deroga è sottoposta a duplice riserva: per metterla in atto sono necessari una legge generale (non un decreto-legge) e un provvedimento motivato dell’autorità giudiziaria, che può essere soltanto “ad personam”, non rivolto in generale a tutta la popolazione. Anche le limitazioni alla circolazione sul territorio nazionale , previste dall’art. 16 – e sempre subordinate a una riserva di legge – non possono riguardare genericamente tutto il Paese o anche soltanto una regione, ma aree limitate e ben definite, la cui frequentazione sia  obiettivamente in grado di causare un’espansione dei contagi (Corte Cost. n.68 del 1964): in nessun caso può comportare un obbligo di permanenza domiciliare(*). Eppure, la metafora bellica è così allettante che, in un suo editoriale sul “Corriere della sera” di una settimana fa, l’ineffabile Aldo Cazzullo, non nuovo a trovatine di dubbio gusto, propone di incidere, su un monumento non dissimile da quelli che si dedicano ai caduti in guerra, tutti i nomi dei pazienti deceduti, in Italia, per COVID. Non mi metto a ridere perché ho troppo rispetto per i morti. Davanti alla morte non bisogna mai ridere; bisogna solo chinare il capo, e, se si è credenti (non è il mio caso),pregare. Mi limito a osservare che la proposta è bizzarra, e se venisse ascoltata e messa in atto sarebbe un’azione da sepolcri imbiancati. E’ bizzarra perché non è facile determinare chi dovrà trovar posto in quel lugubre elenco. Soltanto i morti per Coronavirus o anche quelli con Coronavirus? Nel primo caso i “caduti” sarebbero davvero pochini, e verrebbe da chiedersi se è proprio il caso di dedicare solo a loro un monumento, quando ogni anno quelli che muoiono di tumore, o di altre gravi patologie o anche di malattie nosocomiali – che si contraggono quando si entrai in ospedale, magari solo per un controllo, e si esce in una bara, perché quelli che dovrebbero essere luoghi di cura, per carenza di igiene, diventano spesso  focolai di infezioni – sono di gran lunga più numerosi. Nel secondo caso, che facciamo? Inseriamo nella lista anche coloro che, morti per un incidente stradale, sono stati annoverati fra le vittime della COVID 19 perché il tampone, eseguito sul cadavere, ha dato esito positivo? Nelle guerre vere, i caduti sono quelli che muoiono in battaglia, sul momento o in seguito a gravi ferite. Qualcuno potrebbe morire di polmonite o di altre patologie, ma sono un’infima minoranza. Nel caso della COVID 19 invece i morti con Coronavirus sono la stragrande maggioranza.Perché dico che dar seguito al suggerimento di Cazzullo sarebbe da sepolcri imbiancati? Perché sarebbe un provvedimento governativo di chi quei morti, in buona parte, li ha sulla coscienza, per ignoranza o per malafede. Non credo che una nullità come Speranza possa essere capace di misure delinquenziali, ma gli “esperti” che popolano il suo dicastero sì. Non è stato ancora chiarito per quale motivo, all’inizio della “pandemia”, siano state caldamente sconsigliate le autopsie, che invece avrebbero potuto svelare la vera causa dei decessi, dovuti a tromboembolie aggravate dalle improvvide intubazioni. Perché, venendo meno agli accordi e a dispetto dei compensi pecuniari ottenuti come contropartita, l’Ospedale di Bergamo che  è stato al centro di quei filmati degni di “Nosferatu il vampiro” mostrati decine di volte in TV non ha mai inviato i reperti autoptici dei pazienti deceduti per COVID19 al laboratorio indipendente che li aveva richiesti? Chi c’è dietro questa truffaldina violazione di obblighi contrattuali? Perché, a distanza di un anno, si continua a prescrivere ufficialmente l’uso della tachipirina, mantenendo di fatto fuori legge la clorochina? Perché si continua a impedire  visite mediche tempestive a domicilio e in ambulatorio, col risultato di intasare i servizi di pronto soccorso negli ospedali e di aggravare la situazione dei reparti di terapia intensiva? Perchè i medici che coraggiosamente curano in scienza e coscienza, e con buoni risultati, evitando le prescrizioni dei protocolli ufficiali, rischiano di essere messi al bando dalla mafia dell’Ordine dei Medici? La storia di questa cosiddetta “pandemia” è tutta da scrivere. Forse fra dieci, quindici, vent’ anni si sveleranno tanti misteri che per il momento rimangono occulti, anche se non bisogna essere particolarmente  perspicaci per capire fin d’ora che tante notizie sono false, tanti conti non tornano e che, come ben dice e ripete il prof. Giulio Tarro ( i cui libri non per niente sono soggetti a ripetute censure e boicottaggi da parte della grande distribuzione internazionale, leggi Amazon) il SARSCoV2 è un virus politico.Altro che monumento ai caduti! Un tribunale internazionale, come quello di Norimberga per i crimini dei Nazisti, e una colonna infame per chi verrà riconosciuto colpevole di tante morti che potevano essere evitate. Oltre alla condanna, per chi si è macchiato di tali colpe, a lavorare in miniera per tutto il resto della vita.


(*) Vedi TRIBUNALE DI REGGIO EMILIA  – SEZIONE  GIP-GUP- PRESIDENTE  DOTT. DARIO DE LUCA -SENTENZA n. 54 del 27 gennaio 2021: “Certamente quando il divieto di spostamento è assoluto, come nella specie, in cui si prevede che il cittadino non può recarsi in nessun luogo al di fuori della propria abitazione è indiscutibile che si versi in chiara e illegittima limitazione della libertà personale”. 

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

3 pensieri riguardo “Una colonna infame

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    27 Marzo 2021 in 12:07 pm
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    Una cosa è certa secondo me: la democrazia, questa democrazia sovietica e mafiosa dei nostri tempi, che tutto può e cui tutto gli si concede, in nome di un supposto “bene comune” e tante altre cazzate, troverà la morte con questa pandemia e la sua relativa gestione e soprattuto la crisi economica gravissima che innescherà nei prossimi mesi. Si parla tanto di risalita dell’inflazione dei prezzi, pare che tutti se ne siano ricordati all’improvviso, a causa di un’ipotetica ripresa della velocità di circolazione della moneta, dovuta allo scongelamento dell’economia sotto pompate di liquidità, ma sono il primo a non crederci, mi pare troppo “telefonata” come crisi, è bastato del resto un semplicissimo adeguamento di pochi punti percentuali dei tassi d’interesse sui titoli di stato americani, a far barcollare pericolosamente i listini, compreso quello cinese. Il rischio è sempre lo stesso e sempre dietro l’angolo, tsunami deflazionistico su tutto il sistema finanziario, bancario ed economico di conseguenza, con insolvenze a catena, poiché non è sostenibile nessuna “inflazione buona” a tassi negativi.

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      28 Marzo 2021 in 2:51 am
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      Ipse dixit. Chi vivrà, vedrà.

      Amico ubiquo e multistrato, ho poi svelato i due monarchici, not on that shitty Barbadillo’s site, bensì sul PN: cerca “evar televox torino”, nel link che ho postato parla l’ing., dal minuto 8 compare anche l’avv.

      (e per chi legge otre a te e vuole capire, cerchi prima “Guidobono Max Televox”)

      Cheers.

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        28 Marzo 2021 in 9:40 am
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        Cosa è PN Max??

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