Don Giovanni

Furbi ma non intelligenti

Mi è capitato più volte, in questi giorni, di ripensare al compianto Piero Ostellino. Leggevo sempre con interesse i suoi articoli, fin da quando, ancor giovane, dirigeva la rivista “Biblioteca della libertà”, edita dal “Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi” di Torino. Indimenticabili le sue corrispondenze da Mosca e dalla Cina per il “Corriere della sera”. Quando divenne, fra molti contrasti, direttore del quotidiano milanese, di cui era stato per anni fra i più prestigiosi collaboratori, seppe dare ancora una volta il meglio di sé. Provai piacere quando il critico musicale Paolo Isotta, qualche anno fa, pretese che si rettificasse il testo di una sua lettera pubblicata sul medesimo quotidiano , in cui Ostellino era semplicemente indicato come ex-direttore. “No – disse Isotta –  avevo scritto “grande direttore”, e così il mio testo deve essere corretto”. Giusto, proprio così, grande direttore. Il che non significa che io mi sia sempre trovato d’accordo con lui. Anzi, i dissensi sono stati abbastanza frequenti. Ma, che volete? Mi è sempre stato simpatico, come mi sono simpatici i pochi liberali classici -quelli autentici, non i sedicenti tali – rimasti sulla faccia della terra. Prima di tutto perché sono una razza in via d’estinzione, come i panda, e a me i perdenti sono sempre stati cari. Poi perché rimango convinto che l’anarchismo com’io lo intendo è nient’altro che il liberalismo portato alle sue estreme conseguenze. Se Ostellino fosse qui, avremmo forse di che accapigliarci su questa mia osservazione. Potrei allora ricordargli che fu proprio un grande teorico del pensiero liberale, Nicola Matteucci, a definire il liberale come un anarchico cui non manca il principio di realtà. Che cosa direbbe Ostellino, se la morte non ce lo avesse rapito qualche anno fa e fosse ancora qui tra noi? Che cosa penserebbe della situazione in cui ci troviamo? Come giudicherebbe il governo Conte e il suo operato in occasione della pandemia.? Mi perdoni, ammesso che dopo la morte si sopravviva da qualche parte, se oso interpretare il suo pensiero e fargli dire qualcosa che forse non corrisponde ai suoi giudizi. Ma sono così audace da permettermi di affermare che, se fosse qui, del governo Conte e del suo operato direbbe peste e corna, senza peli sulla lingua, come ha sempre fatto. Ricordate quel che disse di Renzi, quando la folla lo osannava? Disse che ea un ragazzone furbo, che, se oltre a essere furbo fosse stato anche intelligente, sarebbe diventato pericoloso. Molti avranno storto il naso a una tale affermazione. Io invece la ritengo del tutto corretta. Renzi con la sua rabberciata riforma costituzionale che sottopose a referendum, abbinata a un sistema elettorale  congegnato apposta per garantirgli una forte maggioranza, intendeva blindarsi al governo per qualche annetto con la sua masnada, e di lì fare il bello e cattivo tempo. Aveva fatto male i suoi conti. Il referendum fu una sonora bocciatura. Maria Elena Boschi, la biondina stupidina che aveva sperato in un trionfo della riforma cui aveva posto mano in prima persona, scoppiò in lacrime. Quel che ne seguì lo sappiamo.Oggi a mio parere del governo Conte Ostellino direbbe più o meno la stessa cosa. Una masnada di pasticcioni, che se oltre a essere furbi fossero anche intelligenti, sarebbero pericolosi. Il più furbo di tutti rimane Conte. Gli altri non sono nemmeno furbi; ignoranti e pasticcioni sì. Nel suo primo governo, quello cosiddetto gialloverde, si limitò a fare il servitore di due padroni, dando un contentino ora a Salvini ora a Di Maio, spesso riducendosi a rimandare i problemi anziché risolverli, con accordi “salvo intese” (un vezzo, questo del “salvo intese” che, a dire il vero, gli è rimasto). Nel suo secondo governo ha assunto una posizione più autorevole, aspirando a diventare un vero statista (e covando il sogno di passare alla Storia come un nuovo Churchill, magari accendendo qualche candela in più a Padre Pio, di cui è devoto). L’occasione d’oro gli è arrivata con la pandemia Covid 19, che il Destino, o forse Padre Pio stesso, gli ha offerto su un piatto d’argento. Ecco il momento di assumere pieni poteri, con la scusa dell’emergenza, e con la connivenza di un sistema, politico e mediatico, che, a parte qualche sparuta isola di resistenza, subito imbavagliata e censurata, lo ha di fatto assecondato. Chi l’avrebbe mai detto che un avvocaticchio senz’arte né parte, sbucato dall’oscurità non si sa bene per quale miracolo, sarebbe riuscito nel giro di pochi giorni a consegnare l’intero popolo italiano agli arresti domiciliari, a instaurare un controllo poliziesco da far paura, a stracciare a furia di DPCM una costituzione che di proposito non contempla lo stato d’emergenza perché non capiti più quel che capitò con Mussolini nell’Italietta sabauda e con Hitler nella Germania della Repubblica di Weimar? Eppure c’è riuscito; e una volta superata la crisi sanitaria, è riuscito addirittura a ottenere dal Parlamento il prolungamento dello stato d’emergenza, con il beneplacito di chi domina e plasma l’opinione pubblica e – quel ch’è peggio-, il silenzio per non dire il consenso, di colui che dovrebbe essere il supremo garante della Costituzione, e non un semplice taglianastri o firmacarte.Per fortuna, come diceva Ostellino, è furbo ma non intelligente. Che nel mondo esista un disegno di impero universale fondato sul controllo telematico di ogni cittadino, sotto ogni aspetto, non ultimo quello sanitario (unito a quello monetario, finanziario, fiscale, ecc. ecc.) penso sia vero. Certe fondazioni “umanitarie” come quella di Bill e Melinda Gates mi piacciono poco. Lo stesso si dica di Soros, di Fauci, di tanti altri personaggi legati a doppio filo alla peggior politica e al peggior capitalismo, di cui il sistema farmaceutico, sostenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ne è foraggiata, rappresenta la punta di diamante. Se l’intento di Conte fosse quello di agganciarsi a questo disegno, allora sì che sarebbe pericoloso. Ma, ancora una volta, ne è soltanto il servo sciocco. Sempre servitore, non più soltanto di due padroni, ma di molti padroni. Fosse intelligente, avrebbe architettato molto meglio il complotto per aggravare gli effetti della COVID 19, impedendo le autopsie che ne avrebbero rivelata l’eziologia (così da poter applicare con qualche successo terapie idonee),  e provocando un gran numero di decessi. Invece anche questo non è stato nemmeno un complotto, ma semplice stupidità. Ne sono sempre più convinto. Non omicidio premeditato o strage, ma omicidio colposo. Nessun disegno così diabolico. Semplicemente, un approfittare furbesco delle circostanze fortuite: visto che muoiono, lasciamoli morire, mandiamo l’esercito a portare al rogo i poveri cadaveri, mostriamo ogni sera al popolo bue l’orrida sfilata da film dell’orrore e approfittiamone per tenere tutti a cuccia, conservando il più a lungo possibile il cadreghino su cui siamo seduti.Intanto Renzi continua anche lui a dimostrarsi il ragazzone dipinto magistralmente da Ostellino. Basta che Conte dica che il fantomatico vaccino anti-Covid dovrà essere disponibile per tutti, ma non obbligatorio, ed eccolo tuonare che no, deve essere obbligatorio, perché dopo aver costretto il popolo alla quarantena per dura necessità  non si può vanificare il successo così ottenuto lasciando alla gente la libertà di decidere della propria salute. Ecco che ricompare l’innata aspirazione a diventare ducetto. Un ducetto “de noantri”, non  così intelligente da capire che cosa c’è dietro, a livello mondiale, a questa corsa forsennata verso la produzione di un vaccino che con tutta probabilità sarà inutile, costerà miliardi alle tasche dei contribuenti e sarà una miniera d’oro per le case farmaceutiche e i loro azionisti (Gates, Fauci, ecc., ma anche qualche pesciolino nostrano). Una cosa però Renzi l’ha capita, nella sua furbizia. Al popolo italico piace la schiavitù. Ieri mi sono venuti i brividi quando, in un centro cittadino pressoché deserto, ho visto una mamma debitamente imbavagliata che spingeva una carrozzina dove riposava un bimbo a sua volta imbavagliato. A genitori così bisognerebbe togliere la patria potestà, come a quello che somministrava al figlio, ogni sera, una dose di tachipirina per preservarlo dalla febbre (guardate che non sto inventando, lo giuro sul mio onore). La cosa mi ha turbato a tal punto che la notte successiva ho fatto un brutto sogno. Il Comitato Tecnico-Scientifico del Governo Conte aveva appurato che il Coronavirus non si diffonde fino  a mezzo metro dal terreno, così con un nuovo DPCM si era stabilito che, uscendo di casa, bisognava camminare a quattro zampe, onde mantenere le rime buccali a distanza di non più di 50 cm dal suolo. E tutti i bravi cittadini camminavano a quattro zampe, con in più la mascherina, a mo’ di museruola. E quei pochi incoscienti che si azzardavano a mantenere la posizione eretta e il viso scoperto, venivano individuati con i droni, arrestati e schiaffati in gattabuia, con il plauso dell’insigne giurista Gustavo Zagrebelsky. Mi sono svegliato con la fronte imperlata di sudore.

Giovanni Tenorio

Libertino

3 pensieri riguardo “Furbi ma non intelligenti

  • Confesso che a me la mascherina fa pure comodo. A parte il fatto che già la usavo in bici (oui, j’aime faire du vélo) per filtrare un po’ di gas di scarico, poi mi ha pure permesso di saltare qualche sempre noiosa rasatura (la “five o’clock shadow” non è più un problema). Bisogna fare di necessità virtù: ma è anche vero però che io non ho lineamenti apollinei da esibire.

  • LOL, vedo che “sull’altro sito” si dan da fare come dannati per sti pezzi di stoffa, arruolando pure un consigliOre leguleio. Hey men, relax and take it easy; ottimo invece lo sbeffeggio di McAfee col tanga-di-pizzo-nero a mo’ di maschera: geniale, degno di Duchamp.

    btw
    Caro Colla, citare Taormina non è certo un bel viatico per il successo, secondo me porta pure un po’ sfiga, considerato come riesce a perdere le sue cause e pure i suoi soldi.

  • Alessandro Colla

    Infatti l’ho citato in negativo, secondo me ha sbagliato capo di imputazione. Sbagliato in senso politico, intendo. Poi l’ho citato proprio perché secondo me non avrà successo giuridico l’esortazione indicata. Anzi, si rischia pure la querela per oltraggio a pubblico ufficiale ma anche se si prendono tutte le precauzioni del caso le Procure sono pronte a chiedere il non luogo a procedere verso i pubblici ufficiali che “eseguono ordini superiori”. Perché hanno già comunicato che intendono avanzare istanza di proscioglimento nei confronti di Mussoconte e dei suoi sgherri da mancato venticinque luglio.

I commenti sono chiusi.