“La feccia, quando arriva al potere, si chiama popolo”

Napoleone Bonaparte non è certamente fra i personaggi storici che mi sono più simpatici. Odiando la guerra, non posso certo amare i generali, pur riconoscendone, quando è il caso, l’intelligenza e il coraggio, ma anche i delinquenti sono spesso intelligenti e coraggiosi. Se la sua fu vera gloria lo dicano gli storici. Devo riconoscere però che in qualche caso ha espresso considerazioni condivisibili.

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Abbietta zingara

Leggo nel bel saggio “La democrazia non esiste” di Piergiorgio Odifreddi – del quale forse più avanti avremo occasione di parlare – che la famigerata “legge del taglione” (occhio per occhio, dente per dente), sancita ufficialmente per la prima volta in un testo scritto nel XVIII secolo a.C. in Mesopotamia ad opera di Hammurabi, sesto re della prima dinastia di Babilonia, lungi dall’essere una testimonianza di barbarie, costituisce invece un alto esempio di civiltà giuridica, in quanto introduce nel sistema penale quel principio di proporzionalità fra crimine e pena che da allora è rimasto tra i fondamenti imprescindibili di ogni ordinamento.

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Magistratura e democrazia

Sogno un sistema dove i giudici sono arbitri privati e i pubblici ministeri non esistono. Niente democrazia, ancora una volta mercato e solo mercato. Le agenzie giudiziarie che lavorano meglio e si dimostrano più imparziali saranno premiate, le altre dovranno chiudere. Le parti in lite potranno scegliere di comune accordo, tramite i loro avvocati, l’agenzia che ritengono più affidabile.

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