Privatizzare e liberalizzare non sono la stessa cosa (e capitalismo non coincide con libertà)

Privatizzare e liberalizzare non sono la stessa cosa. E anche nella società anarchica dei miei sogni (quelli belli) esistono spazi pubblici (che non significa statali) e non è vero che ogni lembo di terra ha un padrone. La cultura, nel senso più alto del termine, conta di più della ricchezza materiale. L’economia si fonda su un libero mercato senza interventi distorsivi e senza chiusure monopolistiche. Capitalismo? Solo quello buono, perché, come diceva Ricossa, ce n’è anche uno mediocre e uno pessimo. Verissimo che quello mediocre e quello pessimo di solito succhiano alle mammelle dello Stato. Ma nel mondo tutto privatizzato del mio incubo, da chi hanno comperato le aree desertiche e le cime dei monti e le foreste e i mari quelli che li posseggono e ne cavano rendite, se non dagli Stati del cui territorio facevano parte? Il comperare da un ladro si chiama incauto acquisto. Chi compra da un ladro è un ladro. Fermo restando che Rothbard è stato una delle più sottili menti libertarie, invecchiando anche lui ha perso colpi.

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Michael Novak e la libertà incompiuta

Novak sembra disposto ad accettare le peggiori canagliate a patto che chi le commette si presenti come paladino della vita, promettendo di battersi per rendere l’aborto un crimine penalmente perseguibile. Sparare sui migranti va bene, difendere i poliziotti quando massacrano un negro anche, ma lasciare che una donna possa liberamente decidere se conservare o no il frutto del suo concepimento, no e poi no! E’ tollerare un omicidio! Molti che in America si vantano di aver accoppato a man bassa i “nemici” (di chi?) nella famigerata guerra del Vietnam sono contro l’aborto in nome della vita.
Caro Michael Novak, pace all’anima tua! Ma non sei proprio dei nostri… Giusto che un cattolico, seguendo la propria coscienza, consideri l’aborto un delitto, si astenga dal compierlo e si dia da fare per sconfiggere, sul piano filosofico e nel comune sentire, l’ideologia che lo giustifica. Sbagliato farne un crimine, ponendo una questione di coscienza in potere dell’istanza più criminale, lo Stato. Sarà Dio, se c’è, a giudicare. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

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