Trump e l’equivoco libertario

Trump è un fervente protezionista, sempre nel nome della primazia americana, che va difesa dalla concorrenza sleale dello straniero. Il consumatore americano pagherà di più alcune merci che sarebbero meno care se si potessero importare senza pagare dazio? E allora? L’ importante è compiacere alcuni potentati industriali che hanno lautamente finanziato la campagna elettorale di Trump.

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Reagan e Thatcher, due santini da bruciare (ma Trump è peggiore).

Se Trump vuol perseverare in una politica di chiusura come questa, farebbe bene a impacchettare la Statua della Libertà e rispedirla in Francia: dopo tutto, anche quella è roba estera. Inoltre, sul suo piedistallo, sono riportati i versi di una poesia in cui in cui si invitano i poveri e i diseredati di tutto il mondo ad accorrere fra le sue braccia. Basta! I tempi sono cambiati!

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