Michael Novak e la libertà incompiuta

Novak sembra disposto ad accettare le peggiori canagliate a patto che chi le commette si presenti come paladino della vita, promettendo di battersi per rendere l’aborto un crimine penalmente perseguibile. Sparare sui migranti va bene, difendere i poliziotti quando massacrano un negro anche, ma lasciare che una donna possa liberamente decidere se conservare o no il frutto del suo concepimento, no e poi no! E’ tollerare un omicidio! Molti che in America si vantano di aver accoppato a man bassa i “nemici” (di chi?) nella famigerata guerra del Vietnam sono contro l’aborto in nome della vita.
Caro Michael Novak, pace all’anima tua! Ma non sei proprio dei nostri… Giusto che un cattolico, seguendo la propria coscienza, consideri l’aborto un delitto, si astenga dal compierlo e si dia da fare per sconfiggere, sul piano filosofico e nel comune sentire, l’ideologia che lo giustifica. Sbagliato farne un crimine, ponendo una questione di coscienza in potere dell’istanza più criminale, lo Stato. Sarà Dio, se c’è, a giudicare. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

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