I vecchi e i giovani

I contestatori del Sessantotto, divenuti adulti, quando non sono finiti tra le file del terrorismo, si sono accomodati sulle poltrone di quel sistema che tanto esecravano, godendo di quegli stessi privilegi che a suo tempo dicevano di voler combattere. Le ragazzine di oggi, e i loro coetanei che le hanno elette a guide e banditrici di un verbo salvifico, nel sistema ci sono già dentro, fino al collo. Chissà mai che, maturando, non decidano di contestarlo, rovesciando il percorso dei sessantottini. Ci sarebbe davvero da divertirsi.

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Viva l’anarchica Antigone!

Anche i nemici più efferati, quando sono morti, meritano pietà. Fu un atto deprecabile gettare in mare il cadavere di Osama bin Laden, quando il terrorista che era stato la mente dell’attentato alle Torri Gemelle di New York fu catturato e ucciso. La pietà per i morti, anche quelli che in vita si sono macchiati dei crimini più orrendi, trascende addirittura l’amore per il nemico insegnatoci da Cristo, perché costituisce da sempre il discrimine fra umanità e ferinità. E’ l’autorità tirannica dello Stato a ordinare di non seppellire i morti che sono stati nemici della patria. Inevitabile: è l’esistenza del nemico a giustificare lo Stato; quindi il nemico va esecrato e dileggiato anche da morto.

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La vera merda è lo Stato

Che cosa succederebbe in un contesto anarchico (nel senso nobile)? Chi gestisce una rete stradale ne sarebbe anche proprietario. Crolla un ponte? La responsabilità è sua e ne paga tutte le conseguenze. Non può dire che il ponte è di un altro, e che gli è stato consegnato così. Il proprietario risponde dei vizi della cosa posseduta che eventualmente provochino danni a terzi. Se io sono proprietario di un immobile e una lastra di marmo del rivestimento esterno cade su un passante accoppandolo, non posso giustificarmi dicendo che è stata una fatalità. Probabilmente quella lastra non era applicata a regola d’arte. Potrò poi denunciare l’impresa edile che ha eseguito i lavori, la quale a sua volta potrà infliggere sanzioni all’operaio che ha lavorato in modo maldestro; ma la mia condanna per omicidio colposo non me la toglie nessuno.

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“Se l’hanno arrestato, vuol dire che è colpevole”

“Se uno non ha niente da rimproverarsi, non deve aver paura di leggi poco garantiste, approvate per sconfiggere la criminalità e il terrorismo”. Anche al tempo di Hitler chi non aveva nulla da rimproverarsi poteva star tranquillo. Purché non dovesse rimproverarsi di essere ebreo, o zingaro, o magari culattone.

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L’abusiva legittimità, con Fabio Massimo Nicosia oltre Rothbard e la stagnazione accademica del pensiero libertario.

La lettura dell’ ultimo, poderoso lavoro di Fabio Massimo Nicosia, “L’abusiva legittimità. Dallo Stato ai Common trust”, è non solo consigliabile, ma addirittura obbligatoria per ogni persona che non solo si compiaccia di definirsi anarchica, ma voglia assumersi tale scelta ideale nella piena consapevolezza di tutto quanto comporta in termini di coerenza, sia sul piano razionale, sia su quello etico.

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