Viva l’anarchica Antigone!

Anche i nemici più efferati, quando sono morti, meritano pietà. Fu un atto deprecabile gettare in mare il cadavere di Osama bin Laden, quando il terrorista che era stato la mente dell’attentato alle Torri Gemelle di New York fu catturato e ucciso. La pietà per i morti, anche quelli che in vita si sono macchiati dei crimini più orrendi, trascende addirittura l’amore per il nemico insegnatoci da Cristo, perché costituisce da sempre il discrimine fra umanità e ferinità. E’ l’autorità tirannica dello Stato a ordinare di non seppellire i morti che sono stati nemici della patria. Inevitabile: è l’esistenza del nemico a giustificare lo Stato; quindi il nemico va esecrato e dileggiato anche da morto.

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La vera merda è lo Stato

Che cosa succederebbe in un contesto anarchico (nel senso nobile)? Chi gestisce una rete stradale ne sarebbe anche proprietario. Crolla un ponte? La responsabilità è sua e ne paga tutte le conseguenze. Non può dire che il ponte è di un altro, e che gli è stato consegnato così. Il proprietario risponde dei vizi della cosa posseduta che eventualmente provochino danni a terzi. Se io sono proprietario di un immobile e una lastra di marmo del rivestimento esterno cade su un passante accoppandolo, non posso giustificarmi dicendo che è stata una fatalità. Probabilmente quella lastra non era applicata a regola d’arte. Potrò poi denunciare l’impresa edile che ha eseguito i lavori, la quale a sua volta potrà infliggere sanzioni all’operaio che ha lavorato in modo maldestro; ma la mia condanna per omicidio colposo non me la toglie nessuno.

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“Se l’hanno arrestato, vuol dire che è colpevole”

“Se uno non ha niente da rimproverarsi, non deve aver paura di leggi poco garantiste, approvate per sconfiggere la criminalità e il terrorismo”. Anche al tempo di Hitler chi non aveva nulla da rimproverarsi poteva star tranquillo. Purché non dovesse rimproverarsi di essere ebreo, o zingaro, o magari culattone.

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L’abusiva legittimità, con Fabio Massimo Nicosia oltre Rothbard e la stagnazione accademica del pensiero libertario.

La lettura dell’ ultimo, poderoso lavoro di Fabio Massimo Nicosia, “L’abusiva legittimità. Dallo Stato ai Common trust”, è non solo consigliabile, ma addirittura obbligatoria per ogni persona che non solo si compiaccia di definirsi anarchica, ma voglia assumersi tale scelta ideale nella piena consapevolezza di tutto quanto comporta in termini di coerenza, sia sul piano razionale, sia su quello etico.

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Astensione, anarchia, ricerca della felicità, non violenza e… Giorgio Fidenato.

Per fare qualche esempio, encomiabile è la lotta di Giorgio Fidenato per la libertà di utilizzare nei campi sementi OGM. E’ una lotta per il suo interesse, che però ridonda a vantaggio di tutti. Egualmente lodevole la sua battaglia contro il sostituto d’imposta (una volta era una battaglia dei Radicali. Dove sono finiti? Ci sono ancora? Se ci sono, battano un colpo, per favore). Anche Libertino nel suo piccolo una battaglia l’ha fatta, contro il canone RAI in bolletta, con una proposta concreta. Ho l’impressione che nessuno dei miei venticinque lettori abbia seguito il suggerimento. So però che altri c’è arrivato, per altre strade (me ne compiaccio. Non sarò certo io a rivendicare il copyright. Mercato, non Capitalismo!). Ecco, così va bene. Sarebbe invece sbagliato blandire tutti gli evasori fiscali, come talora si fa. Si giunse addirittura, qualche tempo fa, a fondare un partito degli evasori, che pretendeva di partecipare alla competizione elettorale. Questa è goliardia, che produce discredito. Sempre Fidenato, quando la Guardia di Finanza, in piena alta stagione, arrivò a Cortina a controllare i giri d’affari di negozi alberghi e ristoranti, pur deplorando quella proterva esibizione di muscoli, fatta apposta per compiacere i forcaioli d’ogni risma, dichiarò di non essere, pregiudizialmente, dalla parte dei Cortinesi. Molti suoi amici disapprovarono, ma aveva ragione lui. Come c’è capitalismo e capitalismo, così c’è evasione e evasione. Non è anarchia da una parte evadere il fisco e dall’altra brigare per avere privilegi a spese dell’erario pubblico, come purtroppo molti fanno. E’ truffa. L’anarchismo è lotta- che si può, anzi si deve combattere anche con la renitenza fiscale, assumendosene i rischi- per la libertà di tutti. O meglio, per la felicità di tutti: individualmente intesi, non come comunità amorfa. Ciascuno a suo modo.

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