Matematica truffaldina

Cari amici, il filosofo Karl Popper parla di tre mondi. Il mondo 1 è quello fisico, il mondo 2 quello delle percezioni soggettive, il mondo 3 quello delle idee elaborate dalla mente umana. Quindi, per fare un esempio, la pietra in cui inciampo quando cammino per la strada con la testa per aria appartiene al mondo 1, la paura che mi son preso per aver rischiato di cadere e spaccarmi una gamba o un braccio inciampando nella pietra appartiene al mondo 2 e l’idea -bislacca quanto si vuole, ma pur sempre idea- che ho inciampato nella pietra perché il mio vicino antipatico mi ha lanciato il malocchio appartiene al mondo 3. Geniale, sicuramente, ma io preferisco la ripartizione del matematico Roger Penrose, anch’essa triplice, e sostanzialmente simile a quella di Popper per i primi due mondi; mentre il terzo mondo, per lui, è quello della matematica, di cui sostiene una concezione platonica. In sostanza, la matematica non è un’invenzione umana, e non è neppure il frutto di un’evoluzione che ha modellato il nostro cervello in un certo modo anziché in un altro. Anche se l’uomo non esistesse la matematica sarebbe quella che è. Il mondo fisico obbedisce a criteri matematici perché Dio è un matematico. Credo di non sbagliare dicendo che già Galileo pensava qualcosa di simile, quando diceva che il mondo è un libro fatto di figure geometriche. Era un platonico anche lui. E lo sono anch’io. Vi sembra impossibile fondere epicureismo e platonismo? Eppure nessuno mi schioda da quest’idea. Dopo tutto, anche Epicuro non negava l’esistenza degli dèi, ne rifiutava soltanto l’intervento provvidenziale nelle vicende umane…
Dove voglio arrivare con questa premessa da filosofo ciabattone qual sono? Voglio soltanto dire che sì, la matematica non è un’invenzione umana, è il pensiero di Dio, quindi, secondo l’adagio popolare, che molti eccelsi pensatori d’oggi respingono, non è un’opinione; ma proprio grazie a queste sue inoppugnabili caratteristiche, se usata in modo truffaldino può prestarsi ai più atroci inganni. Se un’opinione, magari la più sgangherata, viene sostenuta buttando lì qualche cifra a casaccio, il volgo profano china la testa, e pensa: se lo dicono i numeri, allora è vero. Ma con il linguaggio dei numeri, come con tutti i linguaggi,si può anche dire il falso.Un algoritmo può essere rigorosamente coerente al proprio interno, ma esprimere una realtà obiettivamente falsa. Tant’è vero che, per tornare a Popper, un’ipotesi scientifica altamente formalizzata -passata per le “matematiche dimostrazioni”, diceva Galileo – rimane una pura ipotesi finché non è sottoposta alle prove di falsificazione, cioè al vaglio della realtà effettuale. Allora diventa una teoria, sempre suscettibile peraltro di una futura falsificazione. Io posso dire di avere sul conto corrente un milione di euro, e di volerne dare in beneficenza la metà. Un milione di euro diviso due fanno 500.000 euro. Se io tolgo 500.000 euro da un milione me ne rimangono 500.000. Giusto, vero? Il calcolo non fa una grinza. Però se andate a guardare il mio conto corrente di euro ce ne trovate pochini, perché io, altro che beneficenza, i soldini delle mie rendite li spendo tutti in arzenti pregiati, bottiglie di Marzemino e festini con le belle donne. La realtà è questa, a dispetto della matematica.
Non ridete, amici cari, perché fior di sedicenti esperti ci inducono in simili inganni: con la differenza che se io sparo una fanfaluca come quella di cui sopra, tutti si mettono a ridere, mentre se il Club di Roma, all’inizio degli anni Settanta dello scorso secolo, dice che nel giro di vent’anni l’umanità sarà alla fame, senza petrolio e senza materie prime, tutti gli allocchi ci cascano. Come non credere a tutti quei grafici, frutto di rigorose elaborazioni elettroniche di dati inconfutabili? Eh no, signori miei, sono propri i dati a essere confutabili, confutabilissimi. Certo che il calcolo è giusto, chi potrebbe negarlo? Ma è giusto anche il calcolo del mio conto corrente, con un insignificante particolare: che un milione di euro io non li ho mai posseduti né mai li possederò; né, se li possedessi, mi passerebbe mai per la testa di offrirli in beneficenza.
Acqua passata, direte voi, del Club di Roma e dei “Limiti dello sviluppo” nessuno parla più. Ne siete propri sicuri? Cambiano i nomi, ma la sostanza rimane. Oggi si parla di “sviluppo sostenibile” e di “decrescita felice”: abbiamo il “riscaldamento globale”, “global warming”, come dicono i barbari, perché fa più chic. Anche a questo proposito, caterve di numeri. Alla fine del secolo, avremo un aumento medio della temperatura di tot gradi; se confrontiamo le temperature medie annue di oggi con quelle del passato vediamo che c’è stato un preoccupante aumento. E anche qui, giù una caterva di numeri. Ma su quali basi? Che dati abbiamo relativamente ai secoli passati, quando gli strumenti di misurazione erano più rudimentali, le analisi per nulla sistematiche, e le notizie giunte fino a noi sono disordinate e incerte? Ne volete una prova? Si continua a dire che quando fu sepolto in una fossa comune il mio povero papà Mozart nevicava. Avete presente il film “Amadeus”? Anche lì il finale sotto la neve è costruito su questa notizia falsa. Chissà quante persone, anche tutt’altro che sprovvedute, sarebbero disposte a giurare che la realtà storica è proprio stata così. E invece no, è un’impostura della gente plebea. Quel giorno il cielo era sereno, solo nelle prime ore del mattino l’aria era velata da una sottile nebbiolina… Allo stesso modo, moltissimi sarebbero disposti a giurare che, continuando di questo passo, tra cinquant’anni andremo arrosto. Se poi ci si mette anche il papa, con la sua enciclica “Laudato si'”, il gioco è fatto. L’ha detto anche Francesco! Avete presente i bambini? “E’ vero! L’ha detto il mio papà!”
Le più grandi imposture sostenute da presunti calcoli matematici riguardano però l’economia. Col passaggio dalle monete nazionali all’Euro si sono avuti vertiginosi aumenti di prezzi. Questo è vero soprattutto per l’italia. Chi ha potuto ha “aggiornato” i listini, chi invece viveva di redditi fissi si è trovato nel giro di pochi mesi povero in canna, complice un sistema perverso che da tempo aveva quasi azzerato l’adeguamento dei redditi fissi al costo della vita, e di stime ufficiali che sottovalutavano gli aumenti. Lo dice l’Istat, l’aumento è stato molto contenuto! Sì, ma su quali prodotti, e in quale misura, l’Istat calcola gli aumenti? E’ chiaro, ad esempio, che se nel famoso “paniere” i prezzi di prodotti tecnologici come i telefoni cellulari acquistano un peso spropositato, la media del costo della vita risulta piuttosto bassa, perché è risaputo che la tecnologia avanzata di largo consumo ha subito, e continua a subire, vistosi cali di prezzo.
Un’altra impostura è quella riguardante i presunti benefici dell’ora legale. Alla fine di ogni anno si pubblicano i dati dei presunti risparmi energetici. Ancora una volta, numeri e numeri. Su quale base? Nessuna. Per poter quantificare il presunto risparmio si dovrebbe poter tornare indietro nel tempo e rivivere la stagione appena trascorsa così com’è stata, ma senza l’ora legale. Allora sì sarebbe possibile un confronto. Ma finora nessuno ha inventato la macchina del tempo. Ma la luce del sole, con l’ora legale, dura fino a tardi, quindi si accendono meno lampadine! Balle! Proprio perché la luce dura fino a tardi, si tende a far le ore piccole, quindi le lampadine si accendono come prima…
Mi vien da ridere a leggere le previsioni, sempre sorrette da calcoli matematici, sulle conseguenze della Brexit. Qui il mondo è spaccato in due, c’è chi pronostica catastrofi e chi si attende il sol dell’avvenire: e ognuno, naturalmente, sfodera i suoi numeri.
C’è chi sfodera i numeri e chi dà i numeri. Ad esempio, il presidente della Confindustria Boccia, che vede il precipizio se per caso il referendum del prossimo autunno respingesse la riforma del Senato. Io non vedo il nesso. Peggio di così non si può andare. E non sarà certo uno sgangheratissimo Senato fatto di sindaci e consiglieri regionali, nonché d’una manciata di senatori a vita mezzo imbesuiti a cambiare le cose. Ho l’impressione che Boccia non voglia la bocciatura della riforma perché significherebbe la bocciatura del governo Renzi, che dovrebbe far fagotto. E la Confindustria, come sempre, è pappa e ciccia con chi governa, per ottenerne i favori. Caduto Renzi, bisognerà perder tempo e sprecare energie per ritessere la tela e intrecciar rapporti coi nuovi padroni del vapore.
Intanto, le società elettriche esultano. Avete visto? Aumenti spropositati delle bollette, anche se i prezzi di gas e petrolio sono da tempo in calo. State pur sicuri che troveranno anche loro il modo per dimostrare matematicamente che gli aumenti sono sacrosanti. Vi ricordate quel che vi dicevo qualche tempo fa? Le società elettriche hanno accettato di fare i pubblicani , riscuotendo il canone RAI, in cambio di qualche favore. Ecco fatto! Le Autorità di controllo, anzi le “Authorities” non hanno nulla da dire, tutto regolare. A che cosa servono queste Autorità? A pagare laute prebende a fior di parassiti. Allegria, amici miei! Consolatevi, pagate il canone RAI, che le società elettriche ve lo restituiscono. Per qualche mese. Poi continueranno a succhiarvi il sangue con tariffe ingiustificate. E lo chiamano “libero mercato”!!!

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

Un pensiero riguardo “Matematica truffaldina

  • 11 luglio 2016 in 6:48 am
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    Non solo, con l’ora legale, si tende a fare le ore piccole. La mattina è più buio, quindi siamo costretti ad accendere la luce. L’ora legale favorisce, forse, le attività legate al divertimento. Una forma di mercantilismo anche questa. Può darsi meno nociva o addirittura del tutto innocua, non so, rispetto ad altre forme di mercantilismo. Ma comunque sempre di mercantilismo si tratta.

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