Lo Stato d’ Israele può anche morire, ma dopo che siano morti e sepolti tutti gli altri

L – Allora, posso esporla questa benedetta bandiera israeliana?
DG – Esponila. Lo Stato d’ Israele può anche morire, sarebbe un bene. Ma dopo che siano morti e sepolti tutti gli altri, e in primo luogo le atroci dittature che si ispirano ad Allah e adottano come legge la Sharia.
DG – Leporello, mi vuoi dire che cosa stai facendo? E’ un quarto d’ora che stai armeggiando costì sulla terrazza, con un cencio e un bastone. Vorrei capire quel che ti frulla per la testa…
L – Padrone mio, giurate di non andare in collera…
DG – Lo giuro sul mio onore, purché non parli del Commendatore.
L – Per una volta tanto lo lascerò in pace: quella è acqua passata. Ebbene, se proprio volete saperlo… sto esponendo una bandiera!
DG – Una bandiera al mio balcone? Ma questo mi fa andare ancor più in collera che se tu mi parlassi del Commendatore! Dove c’è una bandiera lì c’è uno Stato, dove c’è lo Stato c’è territorio, dove c’è territorio ci sono confini, di là dai confini c’è il nemico, contro il nemico si fa la guerra. Non voglio bandiere né inni nazionali in casa mia. L’unica bandiera e l’unico inno devono essere la bandiera e l’inno dell’Umanità. Mi sta benissimo l’Inno alla Gioia di Beethoven, che all’origine doveva essere inno alla Libertà. Peccato che l’abbiano fatto diventare inno dell’Unione Europea. Però il fatto che dispiaccia al papa me lo rende ancor più caro. Ma che razza di bandiera stai facendo sventolare?
L – Permettetemi di spiegarvelo prendendo il discorso un po’ alla larga, e , vi prego, non andate in collera. Voi forse  avete dimenticato di chi siamo figli…
DG – Tu scherzi, come potrei? Siamo figli di due maschietti, il che ci rende oltremodo moderni, in tempi come questi in cui si discute di adozioni da parte delle coppie  omosessuali e altre amenità del genere. Si è in ritardo di due secoli e più! Da Ponte e Mozart erano due maschietti amanti delle femmine e del buon vino, sostegno e gloria d’Umanità, eppure hanno messo al mondo, da soli, due birbanti come noi, amanti del pari delle belle donne, ed estimatori del Marzemino, vitigno austriaco coltivato in terre venete…
L – Ebbene, ricorderete anche che Da Ponte era ebreo. Cambiò nome quando si convertì, non certo per convinzione ma per tornaconto(e, sia detto per inciso, fece benone). All’origine si chiamava Emanuele Conegliano. Da Ponte era il cognome del vescovo che accolse la sua professione di fede cattolica. Ebbene, anch’io mi sento ebreo, come il mio genitore 1, e anche voi dovreste.
DG – Gli ebrei mi sono oltremodo simpatici, e, a dire il vero, un po’ ebreo mi sento anch’io. Ebreo ed epicureo, anche se le due cose forse stridono un po’. Ma quando leggo il “Cantico dei Cantici” col suo stordente profumo erotico, non posso che esser grato a quel grande poeta ebreo – qualcuno dice addirittura Salomone! – che lo scrisse.
L – I teologi dicono ch’è un allegoria dell’amore di Cristo per la Chiesa.
DG – Lasciali dire, quei mentecatti. Ti sembra che Cristo possa amare quel verminaio che la Chiesa, da Costantino in avanti, è sempre stata? E tale è ancora adesso, a dispetto del papa gesuita travestito da poverello d’Assisi. Ma, bando alla chiacchiere…
L – Sì, bando alle chiacchiere, sto esponendo la bandiera dello Stato d’Israele. Perché mi dà fastidio il boicottaggio di cui è fatto oggetto. Ultima azione infame è la disposizione europea di marchiare i prodotti israeliani provenienti dai territori occupati. Come dire ai consumatori: non comprateli, per protesta. Imbecillità assoluta, anche perché in quelle fabbriche lavorano in prevalenza operai palestinesi, che in caso di chiusura resterebbero disoccupati. Non parliamo poi delle università europee che rifiutano rapporti e collaborazioni con quelle israeliane. Un’infamia, una vera infamia, quando invece non si ha nulla da ridire su istituzioni culturali protette dalle dittature più abiette.
DG – Sai perché lo fanno? Vogliono ingraziarsi il mondo islamico.
L Ma hanno fatto male i loro conti: vedete quel che è capitato in questi giorni. Più si cede al ricatto, più l’estremimo islamico si sentirà forte, avanzerà nuove pretese e alla fine canterà vittoria.
DG – Giusto, non hai mai ragionato così bene. Però anche Israele è uno Stato.
L – Colpa degli Inglesi, con la loro dichiarazione Balfour! I guai sono cominciati di lì!
DG – A dire il vero il Sionismo è cominciato prima, con Teodoro Herzl, che, sull’onda dei risorgimenti nazionali ottocenteschi, in primis quello italiano, sognò anche un risorgimento della nazione ebraica. Primo errore: esiste una fede religiosa ebraica, non esiste una nazione ebraica, e tanto meno una razza ebraica. Lo dimostra in modo impeccabile uno studioso israeliano, Shlomo Sand, nel suo libro “L’invenzione del popolo ebraico”. Secondo errore: voler ritornare nella presunta terra dei padri, ormai abitata da altri. Qualcuno diceva : “Una terra senza popolo per un popolo senza terra”. Sarà stato anche in buona fede, ma era un’enorme sciocchezza. Formatosi lo Stato d’Israele, attraverso tutte le peripezie che sappiamo, si può davvero affermare che gli ebrei abbiano raggiunto una condizione di sicurezza? Tutt’al contrario! Se appena potessero, sarebbero in molti a spazzarli via. Se l’Iran potesse avere l’atomica…
L – Però ammettete che è un’infamia apparentare ebraismo e sionismo, sionismo e odio per i palestinesi (che, sia ben chiaro, hanno le loro buone ragioni, a patto che rinuncino all’idea di annientare Israele), e in base a queste identificazioni prendere a coltellate chiunque si presenti come ebreo osservante: è capitato, come ben sapete, a Milano, proprio in questi giorni. E allora, permettetemi, se si vuol proprio identificare l’ebreo, qualsiasi ebreo, con lo Stato di Israele, io sto con lo Stato di Israele, a dispetto dei suoi torti, che sono tanti, e del fatto che è uno Stato come tutti gli altri.
DG – Qui sbagli, caro Leporello: come tutti gli altri no. Meglio, molto meglio degli Stati che ha vicino. Le democrazie liberali sono brutte, nessuno lo proclama più di me a voce alta. Ma sono molto meglio di Stati illiberali come Siria, Iran, Libano, Egitto, Pakistan, Arabia Saudita, Emirati Arabi e via di seguito. Per non parlare di quel ch’è diventata la Libia una volta tolto di mezzo, grazie alla stupidità francese, quel criminale di Gheddafi, amico di Berlusconi.  Ancor meno dell’ISIS: che, non dimentichiamolo, è uno Stato a tutti gli effetti, nato con un atto di rapina e sopraffazione al pari di ogni altro Stato, nessuno escluso; ma con, in più, un tasso smisurato di criminalità congenita. E  allora, lo dico obtorto collo, anche i libertini come noi devono piegarsi, in questo caso, alla Realpolitik. La minaccia dell’ISIS, come stiamo verificando con i recenti fatti luttuosi di Francia, può esser tolta di mezzo solo con una guerra. Fu una sciocchezza toglier di mezzo Saddam Hussein, ch’era un baluardo contro i terroristi e contro l’Iran, ma sarebbe una sciocchezza di segno contrario non sradicare l’ ISIS: che non resti pietra su pietra! Ma è necessaria una  guerra vera, i bombardamenti non bastano, bisogna inviare truppe sul territorio, a combattere palmo per palmo.
L – Voi, anarchico e antimilitarista, a favore della guerra? Questa è grossa!
DG – Ti ricordo che Gandhi, anarchico e antimilitarista anche lui, pur combattendo da una vita con mezzi non violenti contro il dominio inglese, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale si schierò dalla parte dell’Inghilterra. La neutralità sarebbe stata un ammiccamento a Hitler. Nel nostro caso, sarebbe un ammiccamento all’ISIS e all’islamismo radicale.
L – Allora, posso esporla questa benedetta bandiera israeliana?
DG – Esponila. Lo Stato d’ Israele può anche morire, sarebbe un bene. Ma dopo che siano morti e sepolti tutti gli altri, e in primo luogo le atroci dittature che si ispirano ad Allah e adottano come legge la Sharia.
L – Potreste essere tacciato di islamofobia.
DG – Sai che ti dico? Un cristiano che abbraccia la violenza, compresa quella di Stato, rinnega Cristo, che fu anarchico e non violento. Un islamico che accetta la tolleranza rinnega Maometto, che ha fondato la sua dottrina sulla guerra santa. Ben vegano questi islamici moderati, che a ben vedere sono islamici per modo di dire. Con loro si può e si deve dialogare.
L- Anche i cristiani sono cristiani per modo di dire.
DG – Sicuramente. E il più lontano da Cristo è il signore vestito di bianco che schifa Beethoven, il grande infelice che scrisse nei suoi Quaderni di Conversazione :”Gesù e Socrate furono i miei maestri. Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”
Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

Un pensiero riguardo “Lo Stato d’ Israele può anche morire, ma dopo che siano morti e sepolti tutti gli altri

  • 22 febbraio 2016 in 3:19 pm
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    Ebreo ed epicureo non stridono. Spiro Agnew e Sharon sono due esempi, almeno tra persone famose.

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