Don Giovanni

Il prof. Brunetta ha bisogno di una lezione

Brunetta
Renato Brunetta

L’ho detto che questo caldo improvviso sta erodendo il cervello anche agli spiriti più sottili. L’ultimo strafalcione è di Renato Brunetta, divenuto ormai l’ideologo del centrodestra berlusconiano sulle pagine del “Giornale” , un illustre quotidiano oscillante fra liberalismo , berlusconismo, leghismo, ateodevotismo, bacchettoneria cattolica, con qualche timida apertura al libertarismo filosecessionista : un bel minestrone, non c’è che dire! Ma non divaghiamo: che dice l’esimio economista? Che l’imbroglio su cui si fonda l’Euro è simile a quello con  cui la Chiesa ha per secoli giustificato il proprio  potere temporale, gabellando per autentico un documento falso, la cosiddetta “Donazione di Costantino”, grazie alla quale il glorioso imperatore romano(assassino e tassatore impenitente), convertitosi al cristianesimo, avrebbe ceduto al papato, oltre a vari privilegi e alla sovranità sul Palazzo del Laterano, la giurisdizione civile su Roma, sull’Italia e su tutto l’Impero d’Occidente. Già oggetto di dubbi sulla sua autenticità nel Medio Evo, esecrata per ragioni morali e invalidata per motivi giuridici da Dante nel “De Monarchia” e nella “Commedia”, fu definitivamente screditata dall’umanista Lorenzo Valla. Il quale dimostrò che il testo  della “Donazione” è scritto nel latino del sec. IX, quindi risale a 500 anni e più dalla morte di Costantino (Nicomedia, 337). Un falso benefico, dice però il Nostro, da buon discepolo di Machiavelli, come tutti i devoti dello Stato, soprattutto se keynesiani: grazie al potere temporale la Chiesa si poté opporre alle mire degli Imperatori germanici(gli antenati della Merkel, avete presente il Barbarossa?), salvando la libertà dei popoli cristiani d’Occidente (avete presente papa Alessandro III, Alberto da Giussano la Battaglia di Legnano, il Carroccio, Pontida ecc. ecc.?). E allora, viva la Chiesa Cattolica, viva il Sud d’Europa berlusconiano, latino, cattolico, controriformista, solidaristico, generoso, ecc. ecc. e abbasso il Nord  merkeliano, teutonico, luterano, scismatico, egoistico, ingeneroso ecc. ecc. Chissà come gongola, il buon Brunetta, dopo il NO della Grecia alle proposte dei suoi creditori! Uno schiaffo alla Merkel, una vittoria della solidarietà papista: mutuum date nihil inde sperantes, prestate senza nulla pretendere, l’ha detto Gesù Cristo; e Lutero, o almeno i suoi successori, l’hanno forse dimenticato. Però i solidaristi catto-keynesiani alla Brunetta hanno dimenticato che quelle parole il figlio di Dio non le rivolgeva ai banchieri, che maneggiano soldi altrui, ma a chi vuol fare opere di bene per meritarsi la vita eterna disponendo di soldi propri. Un certo Luigi Einaudi, credente e praticante, scrisse che se un banchiere regalasse denaro ai poveri dovrebbe essere incarcerato. Aveva le idee piuttosto chiare, tanto in fatto di economia quanto in fatto di religione! Era La Pira a dire che le banche erano piene di soldi ma ai poveri non li davano: un santo, non c’è dubbio, ma con qualche rotella mancante…

Direte voi: fin qui si può criticare Brunetta, ma le sue idee in sé hanno una certa consequenzialità;non si può dire che gli fumi il cervello. Sì, ma attenti: proprio in cima al suo articolo si dice che  Lorenzo Valla scoprì (proprio così, SCOPRI’) la falsità della  “Donazione” nel 1517. Com’è possibile, se l’insigne umanista morì nel 1457?  Un refuso tipografico, per “1417”? No, perché  in quel momento il Valla poteva avere 10 o 12 anni, e il “De falso credita et ementita Constantini Donatione” è del 1440. E allora? Molto semplice: al 1517 risale la prima edizione completa a stampa dell’opera, ma il testo era già ben noto e diffuso da decenni. Rimuginando su Lutero, evidentemente il Nostro s’è ficcato in testa, per riflesso condizionato, l’anno in cui il riottoso monaco agostiniano pubblicò le sue 95 Tesi, scintilla dello scisma protestante: il 1517, appunto. Un scorsa superficiale di Wikipedia  gli ha dato notizia che la prima edizione  del famoso scritto di Valla è del 1517. Il caldo africano di questi giorni ha fatto il resto: ed ecco la bufala, il Valla, morto nel 1457, scoprì la falsità del documento pseudo-costantiniano nel 1517. Capite con quanta accuratezza si discetta di Storia? E con la stessa accuratezza si discetta di Economia…

Giovanni Tenorio

Libertino