Chi è l’ignurantaz?

Spesso chi accusa gli altri di diffondere notizie false, nel momento stesso in cui formula questa accusa rivela di essere lui il falsario. Non è detto che sia in malafede, anzi sono disposto ad ammettere che nella maggior parte dei casi è convinto di essere nel giusto e di compiere un’azione meritoria nel nome di un’informazione onesta e imparziale. Escluso il dolo, resta la colpa. Quando si parla di argomenti altamente specialistici, dei quali non si abbiano conoscenze di prima mano grazie alla propria formazione culturale, è opportuno andar cauti prima di giudicare: eseguire gli indispensabili approfondimenti, ascoltare tutte le opinioni, non accontentarsi del sentito dire e diffidare di tutte le affermazioni che si pongono come indiscutibili in base a un principio di autorità comunemente accettato, si tratti di una fede religiosa, di un pensiero filosofico, di un paradigma scientifico o riconosciuto come tale. Oggi chi esprime qualche dubbio sui vaccini anti Covid che, dopo tanti auspici, finalmente sono arrivati, accolti come la manna del Cielo o come l’acqua di Lourdes, viene immediatamente bollato con l’infamante etichetta di “No vax”. Questo è disonesto, allo stesso modo che chiamare “negazionista” chi si oppone al terrorismo mediatico che fin dall’inizio ha avuto come oggetto la pandemia ancora in corso, o “complottista” chi si permette di segnare a dito alcuni  punti oscuri delle vicende che, a livello mondiale, hanno connotato, in un primo tempo, l’insorgere e il diffondersi della sindrome e, in un secondo tempo,  le misure di contenimento dei contagi e le strategie terapeutiche. I “No vax”  sono quelli che si oppongono a ogni tipo di vaccinazione, con ragioni che forse sono in gran parte insostenibili, ma in ogni caso meritano di essere ascoltate, se non altro per poterle confutare punto per punto, mostrandone la debolezza (anche il prof. Giulio Tarro, che ha collaborato con Sabin per il vaccino anti-polio, è di questo parere). Ma tutti quelli che finora si sono permessi di spiegare la loro contrarietà a una campagna vaccinale indiscriminata,o di chiarire le ragioni delle loro cautele di fronte a prodotti sperimentati in breve tempo e in modo parziale, i cui fogli illustrativi lasciano insoddisfatte molte legittime domande intorno  a eventuali effetti collaterali a breve e lungo termine, non possono essere classificati come “No vax”. Di solito, sono proprio loro a premettere che non si riconoscono in questa definizione. Sarebbe come dire che uno è astemio perché non gli piace il Lambrusco o la grappa, mentre apprezza tutti gli altri vini e gli altri superalcolici. Astemio è chi rifiuta ogni bevanda alcolica. Lo capisce anche un bambino. Così, se uno diffida del vaccino Pfizer (magari sostenendo, a ragione, che tecnicamente non è un vaccino ma una terapia genica), ma accetta tutti gli altri, non può essere chiamato “No vax”. Questa etichetta si attaglia solo a coloro che rifiutano tutti i vaccini, per qualsivoglia epidemia, nessuno escluso. C’è un’altra questione da approfondire, che esula dalle ragioni strettamente tecnico-scientifiche e si pone su un piano squisitamente morale. Come un musulmano, per motivi religiosi, può rifiutarsi di mangiare carne di maiale, senza che si abbia per questo il diritto di irriderlo, perché ciascuno risponde alla propria coscienza, così un cristiano può  astenersi da un vaccino che contenga adiuvanti ottenuti con procedimenti ritenuti moralmente illeciti in base ai dogmi della sua fede. Così. se un vaccino contiene sostanze derivanti da tessuti di aborti volontari, è chiaro che un vero cattolico non lo potrà accettare. La Conferenza Episcopale Italiana, obbediente a un papa probabilmente ateo e sicurante lassista come tutti i Gesuiti, si è arrampicata sugli specchi per dimostrare che è lecito vaccinarsi anche con un prodotto del genere. L’episcopato USA, in maggioranza tradizionalista e poco tenero con la pastorale del papa regnante, ha detto invece chiaramente di no. Con ottime ragioni. L’art. 1398 del Codice di Diritto Canonico parla chiaro. Il procurato aborto comporta la scomunica latae sententiae. Quindi chi assume una sostanza in cui sa che sono contenute coltivazioni di frammenti tessutali derivanti da embrioni volontariamente abortiti si rende complice, sia pur a posteriori, della pratica illecita  e ne subisce le conseguenze Massimo Gramellini mi è simpatico. Scrive, sulla prima pagina del “Corriere della sera”, note di costume molto ben fatte, in uno stile garbatamente ironico, spesso colpendo nel segno. Ogni tanto però cade in qualche tranello. Gli è capitato qualche giorno fa prendendo di mira un sacerdote, don Paolo Pasolini, che a Cesena, durante una predica domenicale, ha esortato i fedeli a non assumere il vaccino Astra- Zeneca perché contiene tessuti di embrioni abortiti. Per confutare tale affermazione Gramellini ricorre ad argomentazioni che non saprei se qualificare di più come superficiali o come incoerenti. Incoerenti perché confonde il dato di fatto con il giudizio morale. Ricordare che la Chiesa italiana ha dichiarato “moralmente accettabile utilizzare vaccini che abbiano usato linee cellulari di feti abortiti” non ha nulla che fare con il fatto che i vaccini Astra-Zeneca contengano o no tali linee cellulari. E’ un problema morale su cui non tutti i membri della gerarchia sono d’accordo. S’è già detto come la pensano i vescovi negli Stati Uniti. Se don Pasolini è d’accordo con loro, avrà le sue buone ragioni. Se io fossi un credente, e non quel pendaglio da forca che sono, mi schiererei al suo fianco. Come sono coerente col mio libertinaggio quando seduco le donne, così sarei coerente con la mia devozione alla Chiesa di Cristo rifiutando sostanze prodotte con tessuti di aborto. Ma il punto qui è un altro: ci sono, nel vaccino in questione, questi tessuti, o no? Se non ci sono, la questione è risolta. Se ci sono, ognuno si regoli secondo la propria coscienza. Ebbene, Gramellini – e qui veniamo alla superficialità – proclama che le affermazioni del sacerdote sarebbero “fake news” ricavate da vaneggiamenti di “No vax” pubblicati in rete. Ecco come conclude. “Da mezzosangue romagnolo mi ha sorpreso la mancata reazione delle persone presenti in chiesa. Nonna Emma si sarebbe alzata in piedi e avrebbe urlato al prete: – Valà ignurantaz! – “. Caro Gramellini, l’ignurantaz è Lei. Vada a leggere il foglio illustrativo del vaccino Astra-Zeneca. Lo trova sul sito dell’AIFA. Ecco che cosa si dice della composizione, a pag. 30: “Adenovirus di scimpanzé (…) prodotto in cellule renali embrionali geneticamente modificate (HEC) 293 e mediante tecnologia del DNA ricombinante”. Le cellule renali embrionali si possono ottenere solo da aborti. E devono essere aborti volontari, perché il tessuto dev’essere sano. Non ho altro da aggiungere.

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

9 pensieri riguardo “Chi è l’ignurantaz?

  • Avatar
    4 Aprile 2021 in 2:54 pm
    Permalink

    Finale alla Perry Mason. 😀

    Non mi pare proprio che gli aborti vengano prodotti ad hoc per i vaccini. Se gli aborti finissero nel cesso sarebbe forse meglio?

    E la stessa differenza che passa tra un prelievo da un morto per incidente e un prelievo da un rapito ed ucciso allo scopo.

    Francamente del pretonzolo che si mette a ragionare (e male) del suo o dei vescovi Usa non ce ne deve fregare molto, e poi – in caso di dubbio – “Roma locuta, causa soluta”, come si dice.

    Happy Easter!

    Rispondi
    • Avatar
      4 Aprile 2021 in 5:20 pm
      Permalink

      Però se le cellule renali embrionali sono prodotte da aborti, va da sé che servono un numero di aborti sufficienti per produrre TUTTA la richiesta vaccinale, che al momento è altissima, quindi la pianificazione delle quantità deve essere fatta a tavolino preventivamente, non si possono aspettare gli aborti spontanei dovuti a problemi di gravidanza delle mamme. Ed effettivamente per alcuni potrebbe essere un problema etico…………..per me è sufficiente già i derivati degli scimpanzé……….se l’uomo li lasciasse in pace questi poveri animali……………

      Rispondi
      • Avatar
        4 Aprile 2021 in 6:26 pm
        Permalink

        Parenti serpenti.

      • Avatar
        5 Aprile 2021 in 10:39 am
        Permalink

        Ex malo bonum.

        E infatti non sono “aborti spontanei” sono “aborti volontari”, ma se ormai il “danno” è fatto (e non certo da AZ) che male c’è ad usarli a fin di bene?

        Nessuno vieta comunque ad un catto-integralista duro e puro di astenersi da AZ, ma non lo si passi come verbo divino e pratica obbligatoria, altrimenti mettiamo pure il divieto di trasfusioni.

        Solita domanda: ma non dovrei essere io, qui, il meno libertario e più cattolico?

    • Giovanni Tenorio
      6 Aprile 2021 in 9:23 am
      Permalink

      Caro Max, mai sentito parlare della “Planned Parenthood Federation of America”e dello scandalo in cui è stata coinvolta? Sa che cos’è il “partial birth abortion” e per quali motivi è praticato? Si informi e poi ne riparliamo. Anch’io non ho alcuna simpatia per i preti in genere (pur essendo amico di alcuni di loro), però quando esprimono giudizi sulla base di dati verificabili mi sento in dovere di difenderli, anche se non condivido le loro opinioni, da chi li accusa falsamente di ignoranza e, in una traballante confutazione, confonde con poca onestà essere e dover essere. E’ vero che si usano tessuti fetali di aborti volontari per produrre vaccini? Sì. E’ moralmente accettabile? Ognuno risponda secondo i propri principi etici. Faccia però il piacere di essere coerente, come la Chiesa del papa gesuita non è. Il resto è chiacchiera da bar.

      Rispondi
    • Leporello Servitore
      6 Aprile 2021 in 10:03 am
      Permalink

      In effetti la posizione della Congregazione per la Dottrina della Fede parte proprio da considerazioni che sono la conseguenza del problema posto da Max, “E la stessa differenza che passa tra un prelievo da un morto per incidente e un prelievo da un rapito ed ucciso allo scopo”: se non fosse che non credo all’utilità del vaccino in questo caso specifico (e se anche fosse mi fiderei solo di un vaccino acquistato direttamente, senza intermediazione dello Stato), sarebbe una riflessione non banale, non certo una chiacchera da bar.

      Al contrario, quasi tutta l’informazione relativa ai vaccini (che ritengo poco utili, ma fino a quando non saranno obbligatori, sono un problema secondario) è davvero a livello “bar”, sia da parte degli scientisti asserviti allo Stato (da Bassetti a Burioni, fino a Capua, personaggio disposto a cambiare opinione decisamente a buon prezzo) sia da parte dei complottisti di professione (Montanari, Bolgan, motivatori vari, rivelatori di Verità…) che, quanto a capacità di gestire il business dell’epidemia, non sono meno scaltri delle famigerate case farmaceutiche.

      Arrivo al punto di pensare che la distrazione di massa in tema di vaccini (pro o contro poco importa) faccia contenti tutti, perché allontana dal vero tema che emerge, in ottiva anarchica, osservando la vicenda dell’epidemia.

      La democrazia ha prodotto il dominio spietato di una maggioranza improduttiva, per cui la percezione del rapporto costi/benefici delle politiche sanitarie è del tutto alterata dal godere di un privilegio assistenziale (dalla percezione del reddito di cittadinanza a quella delle pensioni retributive) o professionale (trovarsi in un contesto in cui la retribuzione non dipende mai dai risultati raggiunti e sfugge alla legge del mercato) che azzera la voce “costi” del lockdown, completamente sulle spalle di quella minoranza produttiva che con il rischio (anche mortale, mai uguale a zero) e il logorio di una attività professionale competitiva (quindi etica) convive ogni giorno.

      Riporto per completezza e tornando al tema della discussione, quello che afferma il documento della Congregazione per la Dottrina delle Fede (l’abuso di maiuscole non è mio, se credessi nel Diavolo sarebbe il primo sospettato):

      “La ragione fondamentale per considerare moralmente lecito l’uso di questi vaccini è che il tipo di cooperazione al male (cooperazione materiale passiva) dell’aborto procurato da cui provengono le medesime linee cellulari, da parte di chi utilizza i vaccini che ne derivano, è remota. Il dovere morale di evitare tale cooperazione materiale passiva – registra la Congregazione- non è vincolante se vi è un grave pericolo, come la diffusione, altrimenti incontenibile, di un agente patogeno grave: in questo caso, la diffusione pandemica del virus SARS-CoV-2 che causa il Covid-19”.

      Non mi sembra ci sia un problema di coerenza, al contrario: la coerenza con la storia del pensiero della Chiesa (non solo dei Gesuiti) è evidente nell’ennesimo tentativo di fabbricazione di una morale ruffiana del potere (al punto di propagandare il dogma statalista della “diffusione dell’agente patogeno grave”) basata su sottigliezze e sofismi.

      Nello stesso documento, dopo poche righe (il documento è facilmente reperibile), compare infatti la citazione del Dio supremo: il bene comune (in questo caso la maiuscola proprio non la posso usare).

      Vogliamo parlare di aborti? Sia chiaro, l’aborto è un omicidio in ogni caso, a prescindere dal fatto che gli individui abortiti (non sta a me decidere quando il feto diventa individuo) abbia 4 settimane, 3 mesi, 8 mesi, 10 anni o 16 anni.

      Aborti di 1o o 16 anni, possibile? Certamente. Tutti quei ragazzi la cui vita verrà abortita a casua del fancazzismo imperante nella scuola, dalla galera imposta per 12 mesi, dalla medicalizzazione della socialità, dal debito pubblico che travoglerà qualsiasi prospettiva di vita al di fuori dell’utero dello Stato.

      Rispondi
  • Avatar
    5 Aprile 2021 in 2:58 pm
    Permalink

    Tra l’altro, un vaccino sviluppato con due feti abortiti vecchi come il cucco, non serve affatto abbondanza di “materia prima” (si coltiva in lab) e quanto al giro di affari e ai crimini che starebbero dietro ad AZ, mi basta vedere il prezzo di circa 3 eur a dose per capire che non ci può stare dentro, neppure con l’aiuto del diavolo.

    Una vera predica da mentecatto-lico.

    Offri un bicchiere di Marzemino all'autore del commento 2
    Rispondi
    • Avatar
      5 Aprile 2021 in 4:49 pm
      Permalink

      Chi ha parlato di cattolicesimo?
      E che c’entra l’aborto commissionato con la trasfusione del sangue?

      Rispondi
  • Giovanni Tenorio
    6 Aprile 2021 in 2:39 pm
    Permalink

    Posto che gli aborti spontanei non sono utilizzabili come adiuvanti per la produzione di vaccini, in quanto provocati quasi sempre da condizioni di malattia del feto, laddove a scopo farmacologico è necessario disporre di tessuti sani, l’esempio dell’amico Max non sta in piedi e va ribaltato in questo modo: ” Che uno sia stato sgozzato un minuto fa o cinquant’anni or sono non fa proprio nessuna differenza. Omicidio l’uno, omicidio l’altro”. Ricordo che la giustificazione degli alti prelati verte proprio sul fatto che, nei vaccini anti Covid (Astrazeneca in particolare), si presume siano stati usati tessuti, già disponibili, da aborti volontari avvenuti in un passato magari anche molto lontano. Non mi risulta che all’Inferno i reati si prescrivano. Ve lo dice uno che all’Inferno è stato mandato per aver sedotto un po’ di donne e aver ucciso un vecchio buffonissimo per legittima difesa. So bene come vanno le cose laggiù. I Gesuiti, che sono miei lontani parenti, perché sono stati loro a inventare il mio predecessore Leonzio, dovrebbero saperlo ancor meglio di me. Ciò detto, io non mi vaccino perché sono una creatura immortale. Se fossi un uomo come gli altri, rifiuterei il vaccino non perché contiene cellule fetali, ma perché contiene merda. E allora, se devo morire, meglio morire di Covid. Lo dico dico a scanso di interpretazioni moralistiche di tutto il mio discorso, per chi non ha ancora capito che questo è un sito di dubbia moralità.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *