Amuleti e mascherine

Ha fatto tanto ridere e provocato tanti sberleffi la conferenza, tenutasi in una riunione informale presso la Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati, in cui tal Giuseppe Tiani, segretario del sindacato di polizia SIAP, nonché dirigente dell’agenzia pugliese alla quale è demandata la gestione dei grandi appalti, ha promosso l’acquisto, a beneficio innanzitutto delle forze dell’ordine e dei medici impegnati nell’assistenza ai malati di Covid, di un miracoloso pendolino fabbricato in Israele, che avrebbe il potere di tener lontani i batteri nel raggio di un metro. Proprio così, ha detto “batteri”, ignorando che batteri e virus non sono la stessa cosa;  che il Coronavirus, contro cui il magnifico talismano dovrebbe essere impiegato, è, appunto, un virus ; e quindi, se fosse vero che lo strumento tiene lontano soltanto i batteri, allora sarebbe del tutto inefficace nella lotta contro l’imperversante pandemia, come sono inefficaci i comuni antibiotici contro una normale influenza, curabile semmai con farmaci antivirali. Questo però è l’unico appunto che mi sento di fare al signor Tiani. Per il resto, c’è poco da ridere e sbeffeggiare. Non ha presentato il prodotto che voleva promuovere come un cornetto antimalocchio o un qualsiasi amuleto caro alla superstizione popolare, ma come un presidio preventivo fondato su basi scientifiche: genererebbe cationi capaci di tener lontani tutti gli agenti patogeni. Nessuna magia, quindi, Scienza pura. Almeno così traspare dalla sua argomentazione. Che, a ben vedere, appare molto più fondata di quella di coloro che continuano a ripeterci quanto sia importante portare sempre la mascherina. La mascherina ha evitato che il numero dei contagi, in queste settimane, fosse il doppio di quello effettivamente registrato! Così ha detto l’ineffabile avvocaticchio Giuseppe Conte, senza suscitare la minima ilarità. Eppure l’obiezione doveva essere immediata: come fai a dirlo? Possiamo forse ritornare indietro nel tempo, e vedere quel che capiterebbe, ceteris paribus, a non indossare  la mascherina? Impossibile. La teoria non è falsificabile, quindi non ha niente di scientifico. Allo stesso modo io potrei dire che, se non avessimo indossato la mascherina, i contagi sarebbero stati pari a zero. Direte voi: Conte non conta, non conosce, da presunto giurista qual si dichiara, la gerarchia delle fonti normative, figuriamoci se può capire qualcosa di Scienza. Ma anche illustri scienziati, o sedicenti tali, ci ripetono che la mascherina è una difesa imprescindibile. Magari gli stessi che, qualche mese fa, ne dichiaravano l’inutilità. Anche il farmacologo Silvio Garattini (un altro che un tempo stimavo moltissimo, oggi un po’ meno) è arrivato a dire che il vaccino sarà importante, ma il primo vaccino è la mascherina. Io non sono né un leguleio, come Conte, né un farmacologo, come Garattini; sono anche un po’ ignorantello, in generale, e nel campo matematico e scientifico sono sempre stato una frana, tanto che porto ancora i segni delle nerbate che mi son beccato dai miei arcigni precettori. Però un minimo di facoltà raziocinante mi è rimasta. E allora, mi prendo fra le mani la mia testa, e così ragiono: i virus si misurano in nanometri. Un nanometro è un miliardesimo di metro. Ho letto da qualche parte che il Coronavirus misura circa 150 nanometri. Non è visibile attraverso un microscopio ottico. Come si può pensare che venga trattenuto da una mascherina chirurgica? E’ come se con una rete da pesca volessi trattenere non i pesciolini, ma il plancton diffuso nel mare.In questo modo la teoria viene falsificata. Voglio vedere chi può rispondermi che non è così. Deve, a sua volta dimostrarmi o che il Coronavirus è molto più grande di come dico io (ma io non faccio altro che ripetere le informazioni degli scienziati stessi), o che i forellini della mascherina sono più piccoli di 150 nanometri, e ciononostante ci permettono di indossarla senza soffocare. Sono questi sedicenti esperti e scienziati a meritare sberleffi. Eppure, nessuno osa criticarli; e se qualcuno si azzarda a farlo, viene subito bollato come negazionista e no-mask. Ma negare che la mascherina possa trattenere il virus  non significa negare che il virus esista. Come negare che una rete da pesca possa trattenere il plancton non significa negare l’esistenza del plancton. E se la mascherina, in base a un ragionamento semplicissimo, risulta inutile, essere no-mask vuol dire essere coerenti. Non vedo perché devo imbavagliarmi se non serve a nulla; ancor meno, se serve soltanto a farmi inspirare di nuovo l’anidride carbonica che ho espirato. Vengono visti di malocchio quelli che si abbassano la mascherina per fumare una sigaretta. La sigaretta fa male! Forse che fa bene respirare per ore la propria merda grazie alla mascherina? Signori virologi, signori infettivologi, signori farmacologi, attendo da voi una risposta. Mi rivolgo a voi che comparite sempre nelle trasmissioni delle TV di regime o concedete continue interviste ai soliti giornaloni. So benissimo che molti altri studiosi, ugualmente titolati, la pensano in modo opposto, ma le loro voci cadono nel vuoto, e nel peggiore dei casi vengono addirittura censurate nel nome della Scienza.Una Scienza che censura non è una Scienza. Bisogna lasciar parlare anche chi dice che la terra è piatta, o che le stelle sono perline infisse nella cupola del cielo? Sì, anche gli scemi hanno diritto di parlare. Basta ignorarli. Ma se uno scienziato espone idee diverse da quelle di altri scienziati, portando argomentazioni, non deve né essere censurato né essere ignorato, anche se è il solo a pensarla in quel modo. Ai tempi di Galileo la Scienza ufficiale era schierata su posizioni geocentriche; però era Galileo ad aver ragione. Anche se poi sbagliava clamorosamente portando come prova della rotazione terrestre il fenomeno delle maree, che invece è dovuto all’attrazione gravitazionale lunisolare. La Scienza procede così, per prove ed errori, attraverso il confronto di opinioni opposte che solo col tempo arrivano a conclusioni condivise, dove la verità (sempre provvisoria) molto spesso non sta tutta da una parte o tutta dall’altra. Oggi invece, in campo medico – quello che meno di ogni altro può fondarsi su certezze – perché ogni malato è un caso a sé, c’è chi si arroga il potere di dichiarare quel che è vero e quel che è falso, irrogando sanzioni ai dissidenti. Ma in questo modo la Scienza diventa una religione, che come tutte le religioni proclama una verità indiscutibile e mette al bando gli eretici. E, come tutte le religioni, ha i suoi dogmi irrazionali. Si attribuiscono alla mascherina poteri portentosi, come quelli dell’elisir del dottor Dulcamara. Ebbene: se è vero che sarebbe stolto dichiarare miracoloso l’elisir di Dulcamara solo perché, per motivi fortuiti, nel caso di Nemorino ha operato alla grande, è ugualmente stolto sostenere che la mascherina è efficace perché se non la portassimo ci ammaleremmo il doppio.E’ paradossale che la Scienza diventi religione quando la religione s’adegua sempre più alla logica della Scienza. Una volta, quando scoppiavano le epidemie si celebravano grandi riti religiosi, si portavano in processione le statue dei santi, grandi folle si adunavano a pregare. Avete presente la processione  a Milano ai tempi della peste, descritta dal Manzoni? Caspita, che assembramento! – si direbbe oggi. Di lì il contagio si moltiplica in modo esponenziale. Il cardinal Federigo Borromeo non crede alla “prosuntuosa fiducia” del suo devoto greg nel potere taumaturgico del rito, ma alla fine cede, per timore dell’impopolarità. Oggi è tutto il contrario. Se il cardinal Borromeo, sotto sotto, credeva poco, i preti di oggi, a cominciare dal sommo pretre, non credono niente. Appena si diffonde il Coronavirus chiudono il santuario di Lourdes, senza che i fedeli si scandalizzino più di tanto. Ma come? La Madonna guarisce le malattie incurabili e non può preservare da un virus? Sarà perché de minimis non curat praetor…  I preti coltivano il dubbio e i cosiddetti scienziati proclamano la Verità. Non sono le medagliette della Madonna a fare i miracoli, ma le mascherine.  E’ il mondo alla rovescia. E allora mi permetto di ripetere: c’è poco da ridere del signor Tiani e del suo pendolino. 

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

12 pensieri riguardo “Amuleti e mascherine

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    18 Novembre 2020 in 10:44 am
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    Però per forza con Nemorino funzionò: era “Bordeaux, non elisir”…!

    Offri un bicchiere di Marzemino all'autore del commento 1
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    18 Novembre 2020 in 8:47 pm
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    Segnalo che il condolo AirMed è un’inutile cagata pazzesca ionizzante prodotta da magliari terroni per gonzi boccaloni, che sia anticovid lo nega pure chi lo vende; lo sbirro è un povero mentecatto analfabeta di ritorno e di andata, più simile al fu mago di Arcella che ad un parassita statale. E infine “IS” sulla confezione non è Israele, ma Isernia (un luogo, una garanzia, una sicurezza).

    maggiori info:
    radio24.ilsole24ore.com/programmi/uno-nessuno-100milan
    puntata del 16-11, ultimi 15-20 minuti

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    19 Novembre 2020 in 10:01 am
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    Poi per quanto riguarda la seconda parte: ma voi duri e puri NO MASK siete pure NO VAX ?
    No perchè avendo espresso speranza che i vari vaccini in arrivo ci liberino dalla cattività nella prossima stagione autunno-inverno, magari l’ho detto alle persone sbagliate. Tanto per sapere, danke.

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  • Giovanni Tenorio
    19 Novembre 2020 in 10:17 am
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    Anche le mascherine sono un’inutile cagata pazzesca. Le produce, tra gli altri – di pessima qualità, pare che puzzino di petrolio- un certo Lapo Elkann, che ha stabilimenti nel Sud ma non è un terrone; e, grazie alla Covid 19, si è preso lauti finanziamenti dal governo, cioè dai contribuenti, mentre c’è gente che sta andando in fallimento e vede davanti a sé un futuro di miseria. Continuo a preferire il Dulcamara Tiani, la cui virtù preclara e i portenti infiniti son noti all’universo e… e in altri siti. Le macchiette fanno sorridere, il capitalismo parassitario ammanicato allo Stato grida vendetta.

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    19 Novembre 2020 in 12:42 pm
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    A proposito di Conte Giurista che non conosce la Gerarchia delle Fonti Normativa, mi permetto di pensare che in realtà le conosce benissimo perché è la prima cosa che insegnano ai Corsi di Diritto; ma non gli interessa, si può permettere di stravolgere la Gerarchia, tanto nessuno si oppone………..

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    19 Novembre 2020 in 1:05 pm
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    Non so se sono coinvolto tra i duri e puri. La mia personale idea sulle maschere è che siano, come in fondo è giusto, una carnevalata. Un conto è indossarla durante le operazioni chirurgiche per evitare che qualcosa coli dalla bocca o dal naso dei portatori di camice addosso al paziente. Un altro è credere che una nanoparticella si spaventi dei mascherati. Perché è qui che non si è scientifici ma creduloni e quindi superstiziosi, è qui che l’accusa di negazionismo può ritorcersi facilmente contro chi ha avuto l’infelice idea di usarla per primo. I vaccini hanno avuto storicamente un ruolo importante contro il vaiolo, la poliomielite, il colera, la difterite, la malaria e credo anche la lebbra. Ma negare (guarda un po’ come riaffiora questo verbo) che nell’assunzione di un farmaco o di un vaccino vi siano anche effetti collaterali significa ignorare la realtà. Contro quelle patologie, il rischio era troppo alto rispetto ai possibili effetti collaterali. Per cui è stato giusto studiarli come possibili rimedio preventivo, giusto anche rischiare di produrlo e i risultati non sono mancati. Ho qualche perplessità sul loro uso contro quelle malattie infantili che quasi mai provocano la morte o l’invalidità di chi le contrae. Mi è stato detto che una di esse provocherebbe in vecchiaia il fuoco di Sant’Antonio. E’ vero? Quali prove ci sono del collegamento? Lo scetticismo è giusto e speculare a quello che si manifesta nei confronti di quanti sostengono che le pratiche vaccinali creino l’autismo. Anche qui non trovo alcun collegamento. Sulle malattie infantili, tra l’altro, prima dicevano che le conseguenze in vecchiaia le causava il morbillo; successivamente hanno cambiato spartito e hanno detto che era la varicella. Ci si può fidare dei sedicenti esperti? Non credo che provochino autismo ma mi sembra evidente che degli effetti sul sistema immunitario ci possano essere. Con il vaiolo muoio di sicuro, con il vaccino è più difficile. Con la poliomielite ho forti probabilità, anche in caso di sopravvivenza, di rimanere pesantemente invalido a vita. Il rischio del vaccino in questo caso è fortemente minore. Ma se ho un problema di patologie autoimmuni, se sono iperimmune o ipoimmune, è preferibile che rinunci al safari con necessità del vaccino antitifico piuttosto che peggiorare la mia situazione immunitaria. Mi assicuro contro gli incidenti ma non contro i danni da un’eventuale pratica sportiva che non mi vedrà mai partecipe. Nel primo caso sono spesi bene venti euro al mese, nel secondo sono spesi male anche dieci. Dove sono contrario alla pratica vaccinale è sull’intervento contro le influenze stagionali. Gli stessi sostenitori vaccinisti, oltranzisti e intolleranti nei confronti di chi li critica, affermano che la copertura non è garantita. Inoltre i vaccini devono servire a debellare la possibilità di contrarre la patologia contro la quale si combatte una volta per tutte, al massimo può esserci un richiamo ma uno solo. Che senso ha vaccinarsi ogni anno contro la stessa cosa? Ma anche una volta sola contro l’influenza non ha molto senso. I cocchi sono miliardi (spero non si neghi anche questo), contro quale di essi il vaccino dovrebbe infierire? Vaccinarsi contro il raffreddore non so proprio come possa essere considerata una pratica scientifica. Stesso discorso contro la bronchite o la polmonite o contro un virus che muta facilmente per ammissione degli stessi terroristi mediatici imperversanti sul pianeta e che a volte sono perfino rei confessi nelle loro intenzioni di appiattimento totale, come il caso del primo ministro canadese. E avendo citato la polmonite qui viene il punto sulla situazione attuale. Perché le patologie hanno un nome proprio, non il nome del virus che le causa. Ammesso che questa attuale sia veramente una seconda ondata e non di un virus diverso, come personalmente credo vista la diversità di grado dei sintomi e della loro minore durata, pretendere di evitare che si possa contrarre la polmonite grazie al vaccino significa ammantare di verbale scientificità una pratica simile alla stregoneria. Grottesca situazione della religione scientista similare a quella che spaccia la democrazia come antidoto alla possibile perdita della libertà. E lo stiamo vedendo e vivendo proprio in questo infame periodo, dove i governi impongono le loro visioni quotidiane a masse narcotizzate o comunque del tutto prive di capacità logico – reattive. I rischi sul sistema immunitario sono in questo caso maggiori di quelli che si possono contrarre attraverso i contagi di una febbre cinese. Gennaio sta per arrivare, sarà interessante confrontare il numero dei decessi e dei contagiati dell’intero 2020 con l’altrettanto intero 2019. Con le chiusure ci hanno guadagnato gli azionisti Amazon, con gli annunci sui vaccini i possessori di titoli delle case farmaceutiche. E’ possibile che l’industria bellica non stia a guardare, Mike Pompeo è già andato a rassicurare gli indiani che non verrà permesso alla Cina di violare i loro confini. Come al solito non c’è chiarezza e ciò è evidentemente intenzionale. E’ probabile che gli annunci ci liberino dalla clausura ma il virus “scomparirà” perché la politica lo avrà deciso, non perché le persone si saranno vaccinate. Anche qui c’è chi nega e la differenza consiste nel difendere la libertà di parola di chi si ostina a negare la realtà politica attuale anche se tali negatori vorrebbero censurare gli affermazionisti. Ecco il vero nome di noi “duri e puri”. Per arrivarci sono stato come mio solito di una prolissità insopportabile. E’ uno dei motivi per cui siamo destinati a perdere: gli avversari hanno una maggiore bravura sintetica, riescono a imbrogliare la gente con poche parole invece di persuaderla con esempi scientifici autentici e non avariati da falsità e assenza di dati reali.

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    • Giovanni Tenorio
      19 Novembre 2020 in 2:39 pm
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      Caro Colla, il Suo intervento non è affatto prolisso: non una parola in più di quanto si doveva dire. Ben scritto e splendidamente argomentato. Tutte le volte che vorrà mandarci un vero e proprio articolo da pubblicare, saremo ben contenti di accoglierlo e di riservargli tutto lo spazio necessario. La salutiamo cordialmente, con mille ringraziamenti per la Sua assidua frequentazione di Libertino.

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      21 Novembre 2020 in 3:49 pm
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      “Mi è stato detto che una di esse provocherebbe in vecchiaia il fuoco di Sant’Antonio. E’ vero? Quali prove ci sono del collegamento? ”

      Sì, è vero. Mio padre si beccò l’erpes zoster negli anni 90 ed attaccò a me la varicella che non avevo fatto da bambino, lasciandomi tre cicatrici su fronte, naso e testa. Ecco le prove.

      *

      “sarà interessante confrontare il numero dei decessi e dei contagiati dell’intero 2020 con l’altrettanto intero 2019”

      50k morti possono benissimo rientrare nella normalità, magari sarebbero morti di vecchiaia, influenza o altro. Possono persino risultare minori dell’anno precedente, in cui però erano morti a casa loro senza troppo disturbare,
      Allo stato attuale 50k morti significa che +/- 600k sono passati negli ospedali. Se anche non morisse più nessuno, ma si continuassero a riempire gli ospedali il problema resterebbe.

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    20 Novembre 2020 in 7:47 am
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    Merci bien.

    Brevemente dirò questo:
    io di solito non ho mai nulla, con qualche antistaminico e qualche aspirina me la cavo per tutto da sempre.

    Sono stato ricoverato una volta all’ospedale (tonsille) e una volta al pronto soccorso (ferita) sempre con la mamma perchè avevo i pantaloni corti.

    Qualche analisi del sangue ogni 10-15 anni.

    Se sparisse il SSN non me ne potrebbe fregare di meno, praticamente non lo uso (so però bene che può cambiare tutto da domani).

    Se arriva il vaccino però, sono contento se serve a porre fine a questo andazzo di apri e chiudi, anche se io personalmente non credo che lo farò (solo per pigrizia, non per presa di posizione o paura).

    C’est tout.

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    21 Novembre 2020 in 4:19 pm
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    La mia personale teoria è che il covid sia maggiormente deleterio con freddo umido e temperarture intorno ai 5-10° di media.

    Le zone più colpite europee tipo Nord Italia, Francia, Belgio, UK hanno climi umidi e nebbiosi non necessariamente freddissimi.
    Anche la Germania dovrebbe essere nel club, ma è più organizzata, c’è poco da fare. La Spagna resta un mistero. Russia e Scandinavia se la cavano meglio perchè il clima continentale freddo secco le aiuta. Ho conosciuto gente che aveva vissuto a Togliattigrad senza mai avere avuto un raffreddore (e non erano comunisti…)

    Osservando Worldometer poi, si nota noi siamo sempre i peggiori in fatto di decessi. In Scandinavia si muore pochissimo, mentre noi siamo a 700 al giorno. Fatte le dovute proporzioni, per essere come loro dovremmo avere un numero intorno ai 50.

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    22 Novembre 2020 in 7:17 pm
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    Sostenere che l’herpes zoster provochi il contagio della la varicella agli altri è una supposizione personale, basata su un’esperienza individuale, non una prova scientifica. Gli ospedali continuano a riempirsi perché il potere terrorizza la gente con il metodo del procurato allarme. I gestori del potere non saranno mai sanzionati per questo, mentre se io gridassi “al fuoco” in teatro so bene come andrebbe a finire. I filopoteristi (sia concesso anche a me qualche orrendo neologismo) diranno che tanto i i teatri non riapriranno, quindi il problema non si pone. Che l’umidità sia peggiore del freddo secco non è una novità e il fatto che i senza raffreddore non fossero comunisti è una testimonianza che la salute migliore dei russi non era dovuta al sistema collettivista ma appunto al clima. La Spagna non è un mistero, è indubbiamente meno organizzata e anche lì ci sono delle zone più colpite di altre. Dove i i motivi, peraltro, potrebbero essere analoghi ai nostri. Noi abbiamo avuto il bergamasco, guarda caso dove le diagnosi e le terapie erano sbagliate dal momento che le polmoniti non si curano con le ventilazioni. Ma l’ordine era quello di spacciare una cosa per ciò che non era e di non effettuare le autopsie per evitare che tutto ciò divenisse di pubblico dominio. In Italia siamo tutti gli anni peggiori in materia di decessi grazie alle Aziende Sanitarie Locali, al Servizio Sanitario Nazionale e alla corruzione che ci portiamo dietro non so se dal 1861 dopo Cristo o dal 753 avanti Cristo. Non so neanche se nel conto ci siano anche i deceduti per atti criminali comuni che nelle zone scandinave sono sicuramente inferiori a quelli che avvengono nelle zone mediterranee. L’1,1 per mille al giorno della popolazione non è comunque un dato complessivamente sconfortante. Settecento al giorno? Significa meno di duecentocinquantamila morti l’anno su sessanta milioni di abitanti, quindi tra lo 0,3 e lo 0, 4 %. Veramente, in Scandinavia, sarebbero sotto lo 0,1? Qualora fosse così, buon per loro. Vuol dire che la nostra tanto declamata sanità pubblica si conferma peggiore anche in questo. Che dire della loro? Quando venni a sapere che in Svezia il 93% degli studenti frequentava scuola private ho capito qualcosa in più su questa pseudomoderna mitologia norrena del “dalla culla alla tomba”. Giorno verrà, presago il cor mel dice che io non ci sarò, in cui verranno fuori molte verità sui luoghi comuni della sanità nordeuropea come di quella statunitense. Il risveglio per i fideisti dello statalismo sarà psicologicamente amaro ma potranno avere qualche possibilità in più di migliorare la loro salute fisica. E forse anche quella che viene abitualmente chiamata, non so se appropriatamente, spirituale.

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