… tanti Gesuiti!

Mi sono preso la briga di sorvolare l’Italia, in questi ultimi giorni, e, rimanendo in incognito, scendere qua e là nelle diverse contrade di questo bellissimo e sciagurato Paese per vedere come si comporta la gente dopo che le misure di confinamento coatto e di mascheramento obbligatorio sono state gradualmente allentate. A sentire gli alti lai dei mezzi d’informazione foraggiati dal regime, torme di incoscienti invaderebbero strade e piazze per far baldoria e recuperare il tempo perduto nei mesi trascorsi agli arresti domiciliari, abbracciandosi, baciandosi, fottendosene del distanziamento sociale, sbronzandosi di birrette e aperitivi, così da rendere più che mai certo il pericolo di un ritorno della pandemia. Ebbene, vi dirò che sarei stato ben lieto di vedere qualcosa di simile, per poter cantare:”Finalmente un po’ d’anarchia, dopo che per mesi gli sbirri si sono dati da fare a perseguire chi da solo passeggiava lungo le rive del mare per respirare un po’ d’aria buona, il prete che celebrava messa davanti a una sparuta adunanza di fedeli, la testa calda che circolava con un megafono a proclamare che ci stavano togliendo la libertà raccontandoci un sacco di balle, il vecchietto che aveva commesso l’orrendo delitto di uscire troppo spesso di casa a comperare prodotti alimentari come il vino, di cui non è provata l’assoluta necessità. Invece, non ho visto nulla di tutto questo. Ho visto invece, soprattutto nel Nord, e in particolar modo in Lombardia – dove le autorità regionali, con la scusa della strage avvenuta nel triangolo Bergamo-Brescia- Milano (di cui sono corresponsabili, anche se la colpa più grave  è del governo nazionale) hanno preteso di imbavagliare la popolazione fino a metà luglio – che almeno otto persone su dieci, senza distinzione d’età, continuano a portare la mascherina. Quel che mi fa più pena è vedere in questo stato di volontaria costrizione (volontaria, perché ormai la mascherina è obbligatoria solo al chiuso) i vecchi e i bambini, cioè coloro che più di ogni altro avrebbero bisogno di respirare aria pura e godere liberamente il bel sole estivo, proprio per non correre il rischio di ammalarsi davvero quando ritornerà la brutta stagione, non importa se di Covid 19 o di qualche altro morbo. Eh sì, amici miei, non so che cosa ne pensate voi, forse mi replicherete che la prudenza non è mai troppa, che il principio di precauzione è sacrosanto. Io penso invece che c’è da mettersi le mani nei capelli. Altro che torme di scapestrati che fanno assembramenti diffondendo i germi come untori. Frotte di decerebrati rimbambiti a tal punto dalla sensazione di panico diffusa nei mesi scorsi attraverso martellamenti quotidiani di immagini e prospettive catastrofiche, che la mascherina per loro è diventata una sorta di amuleto indispensabile per tener lontano il malocchio. Uno di mattina si alza e prima di uscire di casa si imbavaglia, con la stessa naturalezza con cui indossa la camicia o le mutande. Uscire senza mascherina sarebbe peggio che uscire nudi. Con il caldo che fa, a uscire nudi non ci si ammala, anzi magari si prova sollievo; invece a uscire senza mascherina si potrebbe contrarre la Covid (sì, la Covid, al femminile, così ha sentenziato nel frattempo l’Accademia della Crusca, che in questi tempi ha avuto anche lei il suo bel daffare, magari per stabilire come si dice correttamente in buona lingua italiana quello che barbaramente  viene chiamato “lockdown”). Ci scommetto che se domani con un DPCM si obbligasse la gente a camminare a quattro zampe perchè a livello del suolo, secondo il Comitato tecnico-scientifico-, il virus non è aggressivo, otto persone su dieci obbedirebbero senza fiatare. Rimbambimento generale, quindi, provocato ad arte da personaggi che ragionano da rimbambiti, o forse fingono soltanto di farlo, perchè rimbambiti non sono, mentre con tutta probabilità obbediscono a disegni dietro cui si nascondono interessi innominabili. Dopo che Burioni ha deciso di tacere, ritornando all’insegnamento universitario (non invidio i suoi poveri studenti, come non invidio quelli che hanno avuto come maestro l’attuale avvocaticchio al governo) avete notato chi imperversa sulle pagine dei quotidiani? Un personaggio molto più potente di lui, quell’ Anthony Fauci che, a quanto leggo, sarebbe stato il consigliere per la politica sanitaria di una caterva di presidenti USA, da Reagan fino a Trump, che mal lo sopporta. In un’intervista a piena pagina sul “Corriere della sera” di qualche giorno fa riesce ad affastellare un discreto numero di sciocchezze che, se fossero proferite dallo scemo del paese fra gli amici del Bar Sport susciterebbero l’ilarità di tutti gli avventori. Volete sapere la più grossa? Nel Nord Italia l’epidemia di Covid 19 sarebbe stata particolarmente virulenta perché…attenti attenti, drizzate bene le orecchie… lì ci sarebbe un gran numero di lavoratori cinesi! Se anche fosse vero che ci sono tanti cinesi (a Milano c’è una vera e propria “chinatown”, perfettamente integrata nel contesto meneghino), che ci azzecca ? – direbbe quel tale analfabeta di Montenero di Bisaccia. Mica sono arrivati in Italia dopo che in Cina ha cominciato a diffondersi il Coronavirus! Sono qui da anni, alcuni da decenni. Alcuni sono addirittura nati qui, italiani a tutti gli effetti.  Fauci crede forse che basti essere cinese per contrarre il morbo, dovunque si viva e chiunque si frequenti? Neanche un bambino un po’ sveglio  di prima elementare potrebbe pensare una cosa del genere. La dicesse Salvini, subito verrebbe bollato come razzista. Ma il razzismo non c’entra niente, c’entra la coglioneria, vera o finta che sia.Ebbene voi pensate che chi lo intervistava abbia fatto qualche obiezione, magari suggerendo che il morbo ha colpito duramente proprio nell’area più inquinata d’Europa, o che i morti sono in parte dovuti a un errore diagnostico causato dalla proibizione di eseguire autopsie? Neanche per idea. Mica si può contraddire un luminare come Fauci, che ha studiato in un prestigioso collegio di Gesuiti, sa di Greco e di Latino, si diletta di Filosofia e accanto agli studi scientifici ha sempre coltivato anche l’orticello umanistico. Come si può mettere in dubbio  il suo verbo? E’ Verbo che si è fatto carne ed è venuto ad abitare tra noi. Verbo che più avanti, verso la fine dell’intervista, proclama un’altra verità: contro il Coronavirus arriverà un vaccino, che avrà un’efficacia pari al 75%. Anche qui, nessuna obiezione. Ma un ignorantello come me qualche domanda se la pone. Primo: come fa a dire che il vaccino avrà un’efficacia così forte, quando tutti i vaccini sperimentati contro le comuni influenze stagionali sono efficaci, quando va bene, stando a quel che si legge, al 60%, e anche meno? E poi: se il vaccino non esiste ancora, come si fa a darne un giudizio? Infine, e più in generale: con quale metodica si possono provare gli effetti del vaccino? Tutt’al più si può provarne la tossicità, ma quanto all’efficacia, è pressoché impossibile. Un normale farmaco si può sperimentare su soggetti malati, con il sistema del “doppio cieco”; ma il vaccino deve essere iniettato nelle persone sane. Che facciamo? Lo iniettiamo a un gruppo  di volontari e a un altro gruppo altrettanto numeroso iniettiamo un placebo; poi chiamiamo una schiera di infetti e li invitiamo a sputare in faccia a tutti, senza distinzione, e stiamo a vedere che cosa succede? Il mio sarà un ragionamento da coglione, ma ha una sua logica. Quelli di Fauci no.Fauci, in realtà,  non è un coglione, è furbissimo. E’ chiaro dove vuole arrivare. E’ legato a filo doppio a quello stesso universo delle grandi case farmaceutiche in cui hanno investito i loro capitali personaggi come Bill Gates, Soros e altri. Lo stesso che controlla l’OMS, da cui, con qualche buona ragione, Trump vuole prendere le distanze, tagliandone i finanziamenti. Con un pericolo: che il peso di Gates e degli altri finanziatori della sua pasta, amici di Thedros Adhamon Ghebreyesus, amico dei cinesi, del quale Fauci si dichiara grande estimatore, aumenti a dismisura. Se io avessi investito il mio non piccolo gruzzolo nelle azioni delle grandi case farmaceutiche starei con questi signori e sarei culo e camicia, o, se preferite, pappa e ciccia, con Fauci.  Mi darei da fare per ripetere tutte le balle che si stanno diffondendo grazie alla loro propaganda. Per mia fortuna preferisco dilapidare il mio patrimonio per arricchire il già dovizioso catalogo di Leporello. Io continuerò a frequentare le donne, vaccinate o non vaccinate, coprendole di doni, a patto che gettino via la mascherina.Fra tante sciocchezze complottiste che si dicono, permettete di dirne una anche a me. E se fosse tutta una congiura dei Gesuiti? Non sono mai stati così potenti. Uno di loro è addirittura asceso al soglio pontificio, a dispetto della regola che imporrebbe ai membri della consorteria di non  accettare cariche di comando nella gerarchia ecclesiastica. Mario Draghi ha studiato dai Gesuiti, è stato ricevuto in questi giorni dal papa e nominato membro dell’Accademia delle Scienze vaticana (scienziato di che cosa? Perché ha inventato il “whatever it takes” ? Son buoni tutti a stampare denaro). State pur sicuri che, con il beneplacito di Santa Romana Chiesa, ce lo ritroveremo fra poco a capo di un governo tecnico e magari, più avanti, come Presidente della Repubblica. Quanto a Fauci, come dicevamo, anche lui è uscito da un collegio di Gesuiti.Vi ricordate quella battuta del “Gattopardo”? “Eh, principe, che bel Paese sarebbe questo se non ci fossero…  –  tanti Gesuiti!” 

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

2 thoughts on “… tanti Gesuiti!

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    28 Luglio 2020 in 10:59 am
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    Proprio in nome del principio di precauzione bisognerebbe togliersi la maschera per evitare conseguenze spiacevoli causate da cattiva respirazione. Sulla traduzione dei vocaboli angloinsulsi leggo, nel caso specifico, il termine “serrata”. Anche se non è stata sindacalmente volontaria, penso possa essere comunque utilizzato questo termine in luogo delle cialtronate proposte da chi soffre di sindrome più di Lock che di Down. Questi ultimi, oggi riescono a svolgere quasi tutti i mestieri (uno è anche attore) e sarebbero sicuramente più in grado loro di gestire i ministeri rispetto ai titolari attuali. Due cose, però, mi sfuggono: Se Trump il superesperto non lo sopporta, perché non se ne sbarazza? Magari inghiottendolo con le sue stesse… Fauci? Se è stato violato un suo regolamento interno, perché la Compagnia di Gesù non espelle il violatore dalla congregazione?

    • Giovanni Tenorio
      29 Luglio 2020 in 9:18 am
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      Perchè Trump non si sia finora sbarazzato di Fauci non saprei dire: ho l’impressione che abbia poche idee ma… ben confuse! Quanto al fatto che un gesuita possa esser salito al soglio pontificio contravvenendo alla regola del suo ordine, ho chiesto lumi a un mio amico che ha fatto studi di teologia (sì, ho anche amici teologi, tanto caritatevoli da sopportare i miei sberleffi di miscredente). Se ho ben capito, la questione sta in questi termini: un gesuita non può assumere cariche gerarchiche nel sistema di governo ecclesiastico, ma se un membro della gerarchia gli comanda di farlo, è tenuto a derogare alla regola e a obbedire all’istanza superiore: d’altra parte, è la regola stessa a imporre l’obbedienza. Sottigliezze davvero gesuitiche, che mi fanno girare la testa. Mi chiedo come possa il Padreterno tenerle per buone. Non credo si faccia prendere per il naso come il gregge di chi si dice Suo vicario.

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