Numeri farlocchi

Cari amici, il mio fedele Leporello – al quale devo chiedere scusa per averlo troppe volte insolentito a torto – nel suo ultimo intervento ha spiegato molto bene i motivi per cui tutti i numeri  che ci vengono ammanniti dai notiziari di regime durante questa cosiddetta pandemia sono soltanto specchietti per le allodole: servono ad attirare i gonzi nel vortice di un’operazione di terrorismo psicologico, grazie al quale un governo privo di legittimità morale – e forse anche giuridica – guidato da un avvocaticchio senz’arte né parte, ha inchiodato i sudditi agli arresti domiciliari per più di due mesi, calpestando bellamente quella Costituzione che i suoi amici da sempre sbandierano come luminoso presidio di libertà, eguaglianza, solidarietà, bene comune, ecc. ecc. ecc. Ho ascoltato una demenziale intervista a uno di costoro (non mi degno di farne il nome perché il solo nominarlo è più pericoloso del Coronavirus), il quale, quando gli si chiede se le restrizioni alla libertà personale imposte dal governo sono conformi alla Costituzione, liquida in due parole la questione farneticando di un presunto “potere di ordinanza” conferito al Presidente del Consiglio da una legge approvata dal Parlamento. Io sono ignorantissimo in materia, ma una cosa del genere non mi risulta. Non risulta neppure a Sabino Cassese, che non credo sieda nel banco degli asini. Ho letto e riletto la Costituzione più bella del mondo, ma non ho trovato alcun articolo che legittimi lo stato d’emergenza. Anche in tempo di guerra il Parlamento conferisce al governo i poteri “necessari”, non i pieni poteri. Per le limitazioni alla libertà di movimento dovute a ragioni sanitarie si prescrive una riserva di legge assoluta. La Legge è quella approvata dal Parlamento. Quindi anche il Decreto-legge, ammesso per i casi di necessità e urgenza. Non trovo da nessuna parte questi fantomatici “poteri di ordinanza”. Nessuna delega può consentire a un governo di limitare a piacimento, con semplici circolari, quali sono i famigerati DPCM (che dovrebbero essere mere disposizioni regolamentari) le libertà costituzionalmente garantite. Ancor meno può consentirlo ai cosiddetti “governatori” delle regioni (che governatori non sono, come ha di recente ribadito Cassese in un articolo sul domenicale  del “Sole 24 ore” *), e meno che meno ai sindaci, che sono l’ultima ruota del carro. La Costituzione in merito è chiarissima: la profilassi internazionale – in cui rientrano i provvedimenti sanitari relativi a un contagio ufficialmente definito pandemia- spettano allo Stato, cioè al potere centrale. Invece vediamo “governatori” che prescrivono mascherine ai loro sudditi, laddove il governo non le prescrive; altri “governatori” che vorrebbero chiudere i confini delle loro regioni; altri ancora che farneticano di”passaporti sanitari” e altre amenità del genere. E l’avvocaticchio? Zitto, muto e plaudente. Mi chiedo che Diritto abbia mai insegnato ai suoi poveri studenti.Eppure, sempre quell’innominato di cui sopra  lo dipinge come un giurista di prim’ordine. Poi va molto oltre. Dà un’interpretazione della Carta Costituzionale in chiave radicalmente socialista, per non dire comunista, auspicando un intervento dello Stato nel sistema economico da far rabbrividire. Non solo dovrebbe ricostituirsi qualcosa di simile al vecchio IRI (un parto, non dimentichiamolo, del Fascismo), ma si dovrebbe limitare drasticamente la facoltà di licenziamento, per qualsiasi motivo, e lo stesso diritto di proprietà dovrebbe essere ridimensionato intervenendo sull’art 832 del Codice Civile, secondo una proposta di legge presentata in Parlamento dall’on. Fassina. Si salvi chi può! Aveva ragione il compianto Piero Ostellino (quanto se ne sente la mancanza in tempi come questi!). Diceva che è assurdo fondare la Repubblica sul Lavoro, cioè su una merce, anziché sulla Libertà, che è un valore etico-politico. E che la Costituzione, soprattutto nella parte riguardante i rapporti economici, è formulata in modo tale da consentire il passaggio da un sistema di mercato a un sistema collettivistico senza violarne la lettera, in nome di una interpretazione “evolutiva”. Così sarebbe successo  se, nel Dopoguerra, il potere fosse finito nelle mani della sinistra social-comunista (cosa che non è accaduta per merito dei preti , e delle donne, da loro condizionate; che Dio, benedica gli uni una volta tanto, e le altre in saecula saeculorum ). Come in Unione Sovietica, dove la Costituzione proclamava le libertà “borghesi”, che però rimanevano sulla carta. Perché , nella disputa fra Einaudi e Croce su Liberismo e Liberalismo, aveva ragione Einaudi: se si sopprime il mercato, inevitabilmente si sopprime ogni altra libertà.Ma torniamo al nostro discorso iniziale, alle cifre buttate lì a casaccio, e concludiamo. Si parla tanto della curva di contagio, di R0 e Rt. Come di solito, non ci ho capito molto, ma credo di aver colto che R0 indica la propagazione del contagio prima di ogni misura di contenimento, Rt dopo che tali misure sono state messe in atto. Se R0 prima e Rt dopo sono superiori a 1, vuol dire che il contagio si sta moltiplicando in maniera esponenziale. Bisogna quindi ridurre gli indici al di sotto dell’1 e portarli gradualmente allo zero, per poter dire che il contagio si è esaurito. Se non è così, qualcuno mi corregga: scemenze ne dico tante, una più una meno pesano ben poco: sono sempre pronto a ricredermi; sono sempre grato a chi mi corregge, magari dandomi del somaro. Però su una cosa non transigo. Anche qui, non mi basta vedere i numeri. Voglio sapere da che dati si parte, come vengono raccolti, e attraverso quale procedimento si arriva al risultato finale. Non credo che, per rifare i calcoli e controllarli, bisogni avere una laurea in Matematica. Credo che bastino le quattro operazioni, e  lì ci arrivo anch’io. Fin che nessuno mi fornisce queste delucidazioni, mi permetto di essere più che scettico. Sono numeri come quelli che ci forniscono per dimostrare che, grazie all’ora legale, si guadagnano cifre mirabolanti in termini di risparmio d’energia. Qualcuno ha mai trovato la spiegazione dei calcoli che vengono eseguiti per  arrivare a quei risultati? Io no. E fin che non me la forniscono, mi permetto di rispondere con un bel pernacchio napoletano. Anch’io poi mi permetto di gridare le mie parole in libertà: tempo 15 giorni e il virus è morto e sepolto. Ha già un piede dentro la fossa. Una scemenza? Non più ridicola di quelle che ci hanno propinato in queste settimane tanti illustri professori.


(*) S. CASSESE, “Le regioni hanno 50 anni ma il bilancio è magro”  in IL SOLE 24 ORE, domenica 10 maggio 2020, pag.VII. 

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

2 pensieri riguardo “Numeri farlocchi

  • Leporello Servitore
    26 Maggio 2020 in 10:11 am
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    Volendo essere rigorosi, non essendo mai state fatte della analisi statistiche in modo corretto (con campionatura randomizzata) non esiste nessuna base solida per prendere nessuna decisione e per trarre nessuna conclusione. Non si può dimostrare che il lockdown sia stato utile (anche se, confrontando la curva a campana dell’influenza conq uella del virus del raffreddore forte, sorge il dubbio che abbiamo assistito al classico andamento di una qualunque epidemia virale, contenuta o no).
    Gli stessi modelli matematici analitici, una volta che, quasi per decreto o per ragion di Stato, si pone l’inizio dell’epidemia a febbraio invece che a dicembre, diventano algoritmi inutili.

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    26 Maggio 2020 in 10:59 am
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    Perché l’innominato non cita gli estremi della legge che secondo lui conferisce potere d’ordinanza al Primo Ministro? Questo per i politici. Ai sedicenti esperti di medicina: se veramente vi è stato assegnato un titolo in merito, come avete fatto a superare l’esame di statistica sanitaria? Sono sicuro che il virus influenzale girava già a dicembre. Perché non riportano i dati di quel periodo?
    P.S.: Per gli eventuali commenti di Loredana Stefanini posso garantire io la serietà della persona.
    Tra l’altro è laureata in Scienze Politiche ed è anche pianista!

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