Semina OGM e naturismo

L – Il mio padrone, Don Giovanni, ha scoperto l’agricoltura: sono due giorni che zappiamo e seminiamo.
DG – Leporello, ti lamenti?
L – Mi chiedevo il motivo di questo zappare e seminare.
DG – Stiamo facendo come Antigone!
L – Antigone? Non ricordo di aver aggiunto alla lista una contadina con questo nome .
DG – Parlo della ribellione di Antigone. Nell’omonima tragedia di Sofocle, Antigone nega la legittimità della legge, celebrando le esequie del fratello Polinice, trasgredendo il divieto decretato dal re Creonte.
L – Allora questa è una semina politica.
DG – Certamente! Dopo essermi documentato, ho la certezza che il mais che stiamo seminando, non costituisce un pericolo per l’uomo, e neppure per l’ecosistema, purché se ne controlli la crescita e purché la semina avvenga con criterio: eppure la Legge lo vieta, in nome di quel pensiero alla moda che sarà celebrato a Milano per i prossimi sei mesi.
L – Don Giovanni è quindi favorevole all’agricoltura OGM?
DG – Sono solo contrario alle superstizioni e alla pretesa di imporre, per legge, una discutibile ideologia naturista.
L – Per naturismo si intende altro…
DG – Le due cose non sono troppo distanti: rinunciare all’uso di strumenti e tecnologia per migliorare o facilitare il soddisfacimento delle esigenze elementari, come vestirsi o nutrirsi, è lecito, e talvolta ammirevole, quando nasce dalla responsabilità individuale, non certo quando è imposto dalla Legge. Usare con consapevolezza tecnica mais OGM è artificiale quanto vestirsi con tecnologia tessile. Il giorno in cui lo Stato ci imponesse l’uso di mais geneticamente modificato o l’obbligo di indossare una camicia, seminerò mais biologico e passeggerò nudo nei campi!

Mais OGM
Mais OGM (MON810), prima della semina del 7/5/2015, nella mani di Leporello

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