Greta

Pensavo: il discorso (da classica secchiona) di Greta, al netto della ingenua visione politica della ragazza svedese (comunque dignitosa se confrontata con molti quindicenni) o della “maliziosa” influenza di chi la circonda (genitori), potrebbe essere interpretato come se fosse rivolto alla impostazione keynesiana della società?

Greta parlava ai leader democraticamente eletti, quindi tutto sommato non siamo lontani dai rappresentanti di quello schema di pensiero. In questa ottica quel discorso mi piace molto: assume un significato diverso.

Tra l’altro l’approccio Keynesiano all’econonia e alla società ha molto a che vedere con la sostenibilità energetica.

Trovo molto superficiali (e sfigati), i liberali/libertari/liberisti/statominimisti di 40 o 50 anni o anche più anziani, che fanno ironia sulla sedicenne Greta.

10 pensieri riguardo “Greta

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    16 Marzo 2019 in 12:06 am
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    Noto con piacere che è sparita la infamante definizione del suo inglese “decente”, che equivaleva a definire “passabile” la Callas.
    La ragassuola – come del resto tutti i nordici che lo imparano già al kindergarten – ha un’ottima pronuncia brit-english, oserei dire cockney.
    Meglio di così ci sono solo i professional speakers della BBC.

    • Leporello
      16 Marzo 2019 in 9:07 am
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      Hai perfettamente ragione. Nella bozza avevo scritto “decente” perché sottoindevo il confronto con l’inglese “indecente” del quindicenne medio, ma in assoluto Greta si esprime molto bene.

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    16 Marzo 2019 in 12:42 pm
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    Il guaio è che il suo approccio non è antikeynesiano, ammesso che sappia chi Keiynes fu. La sua critica a Trump non è contro il protezionismo, l’isolazionismo, i dazi doganali o i muri messicani ma solo una pappagallesca ripetizione di quanto sostengono gli orfani dell’interventismo sulla presunta pazzia di chi ha vinto senza essere dalla loro parte. Altrimenti darebbe della pazza anche alla guerrafondaia sfidante di Trump. Alcuni sedicenti liberali pseudoironici appartengono sicuramente alla categoria di coloro che invece di risolvere il problema ambientale attraverso il mercato, negano il problema. Come rimproverava loro Rothbard e come tuttora rimprovera loro Pascal Salin. Ma le dichiarazioni della giovane svedese, che afferma di non prendere l’aereo perché inquina, sono peggio del keynesianesimo ( o keynesienismo, come si dice?): appartengono alla categoria del luddismo antitecnologico. Tra l’altro, come è noto, nella Scandinavia l’elettricità per i convogli ferroviari è prodotta attraverso centrali fotovoltaiche! Chi conosce dove sono dislocate, gentilmente me lo comunichi. Sarei curioso di sapere anche se i familiari della studentessa possiedono una o più autovetture alimentate da materia combustibile. E se detta studentessa usufruisce di passaggi su tali autovetture, di proprietà familiare e non. Potrà forse ambire al Nobel per la pace (se tifa per la famiglia Clinton, neanche) ma non a quello per l’economia. O forse sì, se premiano Krugman possono concedere il lauro anche a lei. Ma la giovane non si rivolge a tutti i democraticamente eletti, solo a quelli di area non socialdemocratica. Tanto è vero che molti esponenti di quella parte si sono affrettati a sperticarsi in ipocrite congratulazioni. Per imbrogliarla, certo; quando poi la moda passerà, si cavalcherà un altro tema. Ovviamente sempre modaiolo e mai razionale. Questo sì che è un atteggiamento folle, non a caso approvato anche da chi ha la testa un po’… Mattarella. Testa eletta, si intende.

    • Leporello
      16 Marzo 2019 in 3:43 pm
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      Ma certo, tuttavia anche Calvino sosteneva che una volta che un pensiero viene “scritto” (pronunciato, pubblicato, …) si separa dall’autore e lo supera.

      Del Nobel non so cosa dire, mi sembra una cosa del tutto insignificante.

    • Giovanni Tenorio
      17 Marzo 2019 in 11:04 am
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      Non la conosco abbastanza per poter esprimere un giudizio equanime, ma forse la presa di posizione di Greta ha una sua coerenza, è sincera e merita rispetto. Molto meno rispetto meritano gli studenti italiani (non ho notizie precise su quelli degli altri Paesi) che, secondo un andazzo inaugurato nell’abominevole Sessantotto, hanno approfittato del nuovo pretesto umanitario per marinare la scuola nei giorni prefestivi. Per una volta tanto il ministro Bussetti ha detto bene: venerdì è giorno di lezione. Magari,aggiungo io, per discutere con gli insegnanti del riscaldamento globale e impegnarsi in ricerche da formalizzare in lavori scritti individuali, valutabili all’interno del percorso didattico. Questa sarebbe scuola seria, attenta al presente sulla base di una cultura ereditata dal passato e articolata in discipline diverse (quelle che gli sciocchi chiamano “saperi”) senza perdere la sua unità(quella che viene orridamente definita “interdisciplinarità” o, se oltre a essere coglioni si è sgrammaticati, “interdisciplinarietà”).Ho letto affermazioni da mettere le mani nei capelli; si confondono, come sempre, problemi di ben diversa natura: inquinamento, deforestazione, desertificazione, incremento demografico, tutela del territorio e riscaldamento globale. C’ è chi protesta contro i termovalorizzatori e non dice una parola contro le orride pale eoliche che stanno sconciando qua e là il già disastrato paesaggio italico: il “giardino d’ Europa” ammirato da tutto il mondo quando lo Stato – nazione italiano, che lo sta facendo a pezzi, non esisteva ancora. Il sedicente federalismo porterà l’ opera a compimento.

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    16 Marzo 2019 in 7:32 pm
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    Non saprei, ho difficoltà a vedere il nesso. Anche Croce mi sembra sostenesse che di un autore contano solo le opere. Infatti io separo il giudizio verso Dario Fo autore, che apprezzo, da quello di militante RSI prima e lasciamo perdere poi. Che ovviamente disprezzo. Ma nel caso della giovane svedese dove sarebbe il superamento del pensiero nei confronti dell’autrice?

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    17 Marzo 2019 in 4:37 am
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    Colla ha sempre un approccio granguignolesco alle cose.

    Suvvia è una ragazzina, agisce per quel che crede giusto e ritiene il meglio, le si possono perdonare molte cose. Ma avete mai avuto 16 anni? Tra l’altro la poverina ha pure problemi di salute.

    Vedo che molti VIP come la Pavone o quel baule ambulante della Maglie (sì, proprio quella che mungeva rimborsi stratosferici alla RAI per le sue trasferte) l’hanno insultata gratuitamente e pesantemente.

    Se proprio ci si vuole incazzare, perchè non seguire la nostra squallida Martani, pasionaria ex hostess nazivegana…?

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    18 Marzo 2019 in 7:39 am
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    A diciassette, uno solo più di sedici, ero su un palcoscenico di uno di quei cabarettacci di periferia a rispondere (tra una scena e l’altra) a diversi spettatori che in qualche modo ricalcavano e ricalcano la tradizione dell teatro di rivista. Cercare di essere decisi con la risposta senza arrivare alla volgarità esplicita del pubblico, non era facile ma me la cavai. Quindi sedici e diciassette anni li ho avuti. Dopo ho avuto l’occasione di affrontare vari generi ma mai quello grandguignolesco. E’ possibile tuttavia che il mio approccio agli argomenti sia inconsapevolmente tale. Sarò lieto se mi si vorrà citare un esempio. Proprio perché il ricordo di vita da sedicenne non è completamente sbiadito, rammento le polemiche con i sessantottini che affrontavano tutto emotivamente quando io ero accusato di essere un estremista del razionalismo. Non mi si venga a dire che fossi l’unico di quell’età o uno dei pochi, perché in realtà quella che veniva chiamata maggioranza silenziosa mi confidava in privato di condividere il mio atteggiamento. Non so cosa abbia detto Maria Giovanna Maglie. Rita Pavone, ex candidata di Alleanza Nazionale (non so se ora stia con Futuro e Libertà, con Fratelli d’Italia o qualcos’altro), non la annovero tra i liberali perché le formazioni che ho citato tali non sono. Sembra, comunque, che si sia scusata. La mia critica, diversamente da quella della nota cantante, non è verso l’impressione fisica che una persona può emanare. Ma verso un approccio, che lungi dall’essere antikeynesiano, finisce per mostrarsi semplicemente pauperista. Cosa che può provocare piacere all’attuale biancolatte di oltretevere ma non certo a me. Né, credo, ci si debba per forza astenere dalla critica nei confronti di chi soffre di una determinata patologia. Altrimenti io, essendo psoriasico, avrei il diritto (peraltro noioso) di essere sempre immune da critiche. Potenzialmente tutti, indipendentemente dall’età, agiamo per quel che crediamo e riteniamo per il meglio. Possiamo essere in malafede, anche questo atteggiamento non ha età. La falsità, specialmente se è un’abitudine della famiglia di origine, si apprende e pratica molto presto; come l’arte della demagogia. Nel caso specifico non sono in grado di dire in quale situazione ci si trovi. A tutti, se si ritiene opportuno, si può perdonare ogni cosa. ma ciò non significa condividere il pensiero del perdonato. Tra l’altro, il perdono in luogo della critica, rischia di essere un atteggiamento paternalistico. Credo di rispettarla più io sul piano personale che chi la giudica di scarsa considerazione per via dell’anagrafe o della situazione sanitaria. Gli ipocriti vogliono concedere alla sua età il diritto di voto. Salvo poi, con una brutta e cossighiana abitudine pseudolinguistica, definirli ragazzini. Dopi i tredici io non li chiamo più così, proprio in nome del rispetto che intendo avere per loro. Già a quattordici possono essere processati penalmente. Se le stucchevoli famiglie della nostra penisola hanno creato eterni immaturi, ciò non significa che la Scandinavia abbia automaticamente assimilato le nostre pessime abitudini. Quelle stesse consolidate abitudini che ritengono ecologiche le pale eoliche.

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    20 Marzo 2019 in 3:01 pm
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    Documentandomi bene, vedo che la sindrome di Asperger di Greta non è considerata una malattia, ma un modo di essere: Asperger era pure Mozart !!!
    E molti famosi in tutti i campi: Dylan, Bowie, Hitchcock, Darwin, Jobs, (Van Gogh vabbè…)

    Ci sarebbe da augurarsi di averla tutti, altro che caxxi!

    • Giovanni Tenorio
      20 Marzo 2019 in 4:37 pm
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      Il mio papà Mozart con la sindrome di Asperger? Ma vogliamo scherzare? Solo quei mentecatti di psichiatri possono concepire simili aberrazioni. Basta con quest’idea che i geni siano persone affette da turbe psichiche! Certo, sono persone anormali, in quanto spiriti superiori. La normalità è mediocrità. La psichiatria, che da sempre è al servizio del potere (in URSS i dissidenti erano ricoverati in ospedali psichiatrici, negli USA Ezra Pound fu fatto passare per pazzo perché filo-fascista e rinchiuso per tredici anni in un manicomio giudiziario), esercita un’attività repressiva che va a braccetto con quella degli sbirri, dei censori, dei forcaioli. Oggi un Leopardi nella scuola dell’obbligo finirebbe in mano agli psichiatri dell’ ASL e sottoposto a una bella cura a base di psicofarmaci. Francesco d’Assisi idem. Gesù Cristo non finirebbe in croce, ma in un manicomio probabilmente sì. Socrate si risparmierebbe la cicuta, ma non una buona dose di pillole contro le allucinazioni (sentirsi in petto la voce di un dèmone che ti dice quello che è giusto e quello che è sbagliato è proprio da squilibrati).
      Ogni tanto gli psichiatri inventano qualche nuova sindrome( in compenso, vecchie malattie psichiche sono miracolosamente sparite. Chi parla più di isteria?). A sentir loro, siamo tutti pazzi. Ma loro sono tutti cretini.

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