Anarchici (o) forcaioli

Premetto che sono da sempre favorevole agli OGM. Per quel poco che posso capirne, ho l’impressione che il movimento di opposizione alle tecnologie transgeniche si fondi più su pregiudizi ideologici, spesso di stampo religioso, che su obiettivi dati scientifici. Sono però dell’idea che bisogna ascoltare tutte le campane: per questo, quando mi capita sottomano un articolo anti-OGM, lo leggo attentamente, sempre pronto a mutar parere, se, a un’analisi onesta, mi sembrasse che le argomentazioni siano così forti da mettere in dubbio le mie precedenti certezze. Faccio la stessa cosa per gli scritti degli statalisti. Io aborro lo Stato, ma se qualcuno riuscisse a dimostrarmene le virtù, sul piano morale e su quello materiale, mi darei per vinto, per quanto la sconfitta possa dispiacermi. Sta di fatto che nessuno finora è riuscito a convincermi della bontà dello Stato. E neppure della pericolosità degli OGM.

In questi giorni sull’ “Osservatore romano” è comparso un articolo di Carlo Triarico, presidente di Federbio, in cui si cerca di confutare uno studio pubblicato dalla Scuola Superiore di Studi Universitari S. Anna di Pisa del tutto favorevole alle coltivazioni OGM, in quanto considerate non pericolose e vantaggiose sotto molti aspetti. Bisogna avere l’onestà di riconoscere che le argomentazioni sostenute nell’articolo non sono campate per aria, e inducono a qualche riflessione anche chi è da sempre schierato sulla sponda opposta. Io non ho competenza per entrare nel merito, quindi mi astengo dal pronunciare giudizi. Rimango però dalla parte dei Boncinelli, dei Corbellini, delle Cattaneo e di tanti altri scienziati per cui nutro grande stima: tutti pro OGM. Non posso esimermi, d’altra parte, dal dare ragione a Triarico quando tocca, di sfuggita, il tema dei brevetti. E’ vero che le multinazionali produttrici di sementi OGM lucrano enormi profitti grazie alle leggi che tutelano la proprietà intellettuale delle loro produzioni; e che quindi hanno tutto l’interesse a diffondere l’impiego delle loro sementi, sotto la protezione di un sistema monopolistico garantito dallo Stato. Sono obiezioni che ogni anarchico dovrebbe sottoscrivere. Ognuno dovrebbe essere libero di “copiare” i procedimenti OGM senza incorrere nei rigori della legge, allo stesso modo in cui, inventata la ruota da chissà chi, tutti gli altri poterono “copiare” il procedimento per fabbricarne una uguale; o scoperto, sempre da chissà chi, il modo di accendere il fuoco senza aspettare che cadesse qualche fulmine, tutti gli altri poterono imparare gratuitamente il procedimento e ripeterlo per conto proprio e a proprio vantaggio.

Alla fine dell’articolo l’autore esprime i suoi timori per una situazione come l’attuale in cui, a suo parere, venuti meno i fondi pubblici per la ricerca, si corre il pericolo, per avere finanziamenti, di mettersi al servizio di potentati economici che badano soltanto al proprio profitto. Il concetto è espresso in modo fermo, ma garbato, e in termini molto generici. Non si dice che chi ha condotto lo studio pubblicato dalla Scuola S. Anna di Pisa è un venduto in mala fede. Ci si limita a illustrare un pericolo, di cui può essere vittima la ricerca scientifica nel suo complesso.
Si può rilevare qualcosa di diffamatorio in queste ultime prese di posizione? Neanche per idea. Anche se quello di Triarico può essere considerato un timore privo di fondamento, va riconosciuto che nel suo scritto non si accusa nessuno in particolare. Se tutte le volte che noi, nei più svariati campi, esprimendo timori del genere, venissimo costretti a chiudere la bocca dietro minaccia d’essere denunciati per diffamazione, la libertà di pensiero andrebbe a farsi benedire. Proprio l’altro giorno Giorgia Meloni è arrivata a sostenere, in una pubblica dichiarazione, che il Presidente della Repubblica è passibile di processo per alto tradimento, per aver dato man forte al complotto anti-italiano della Merkel e dei suoi sodali europei, opponendosi alla nomina di Paolo Savona come ministro dell’economia. Solo una testa di legno come lei può profondersi in simili dichiarazioni. Questo però non significa che sia giusto processarla per vilipendio al Capo dello Stato (in quanto parlamentare, non le capiterà). Basterebbe invitarla a leggersi bene la Costituzione, di cui anche lei si riempie la bocca senza averla probabilmente mai letta.

Sbaglia la Scuola S. Anna di Pisa, sbagliano gli autori dello studio preso di mira da Triarico a denunciare, come hanno fatto, l’ “Osservatore romano” e l’autore dell’articolo per diffamazione. Rischiano, con altissime probabilità, di rimanere soccombenti nella causa,” perché il fatto non costituisce reato”, con il bel risultato che, agli occhi dell’opinione pubblica, tutto l’articolo di Triarico acquisterà prestigio, anche nelle parti che più si prestano a essere confutate. Non proprio una vittoria per la sacrosanta battaglia a favore degli OGM!
Quel che più fa specie, però, è che molti libertari esprimono non soltanto solidarietà alle istituzioni e agli scienziati presi di mira da Triarico ( e fin qui tutto bene), ma anche apprezzamento per la causa legale da loro intentata. Più coerenza, signori! Vi sciacquate la bocca con Rothbard a ogni piè sospinto, anche con il Rothbard più discutibile, e poi dimenticate che fu proprio lui ad affermare che in un sistema libertario il reato di diffamazione non può aver diritto di cittadinanza. Giusto: se è vero che l’anarchismo è un liberalismo portato alle estreme conseguenze, le cose non possono che stare così. Erano i liberali classici a sostenere che le idee si combattono con le idee.

Per concludere: gloria agli OGM e anatema a chi vuol tappare la bocca, a suon di denunce penali, a coloro che li combattono. Non si può essere anarchici e forcaioli.

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

2 pensieri riguardo “Anarchici (o) forcaioli

  • 3 giugno 2018 in 5:38 am
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    Sugli Ogm sono sostanzialmente agnostico, prendo a prestito alcune parole dell’autore e dico che “non ho competenza per entrare nel merito, quindi mi astengo dal pronunciare giudizi”. Certo però che andando a toccare zone delicate come il dna, ci sono rischi che in futuro ci arrivi qualche bella sorpresa del tipo mucca pazza.

    Sulla Monsanto invece no, sono molto critico e mai darei un mio centesimo a questa industria-canaglia, che ha da sempre taglieggiato e oppresso con cause temerarie gli agricoltori Usa.
    Ci sono documentari in rete che illustrano bene i modi “persuasivi” di questa banda di malnati.
    In europa i picciotti della Monsanto che girano per le fattorie ancora non si sono visti, ma con la fusione con la Bayern credo molto presto avremo il piacere di capire con che razza di mafiosi ci siamo messi. Spero tanto di sbagliare.

    • 5 giugno 2018 in 11:00 am
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      EC ————> Bayer, senza “n” finale

      UNA BUONA NOTIZIA DI IERI: Bayer cancella il marchio Monsanto dopo le nozze da oltre 60 miliardi.

      Come cancellare Ghino di Tacco, chi ne piangerà la scomparsa?

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