Protezionismo surrettizio

“Il Fascismo era una dittatura, però i treni arrivavano in orario.”

Sarebbe meglio dire:

“I treni arrivavano in orario(e dal binario 21 di Milano partivano quelli carichi di ebrei destinati al gas), ma il Fascismo era una dittatura.”

“In URSS non c’era libertà, ma tutti avevano una casa e un lavoro.”

Sarebbe meglio dire:

“Tutti avevano una casa (magari in galera o in manicomio come dissidenti) e un lavoro(magari nei gulag), ma in URSS non c’ era libertà.”

“A Cuba ci sono tanti prigionieri politici, ma la sanità è gratis per tutti”

Sarebbe meglio dire:

“A Cuba la sanità è gratis per tutti (quella per pazienti di Paesi amici anche di alto livello, per gli indigeni un po’ meno), ma ci sono tanti prigioniero politici.”

“Trump è un nazionalista, un suprematista, un protezionista, ma con la sua riforma fiscale ha ridato slancio all’ economia USA.”

Sarà… Intanto continuano le sue malefatte. Non contento di aver posto dazi feroci su lavatrici, pannelli solari e altri prodotti provenienti in prevalenza dalla Cina, ora tenta di mettere al bando cellulari e smartphone della Huawei e della ZTE, anch’essi di produzione cinese. Motivo ufficiale? Attraverso tali marchingegni i servizi di spionaggio del governo cinese potrebbero carpire alle agenzie di sicurezza USA informazioni segretissime, così da mettere in pericolo la difesa nazionale. C’è da rimanere basiti. Fino a ieri i governi USA non si sono mai preoccupati troppo della riservatezza dei dati relativi al traffico telefonico e informatico. Si sono addirittura fatte pressioni sulle società erogatrici del servizio perché violassero la segretezza dei messaggi di alcuni utenti, al fine di poter perseguire con più facilità alcuni crimini(ad esempio, la strage di San Bernardino in California, nel 2015.) Ora il governo Trump si erge a paladino della riservatezza dei suoi concittadini, identificandola con la sicurezza della Nazione perché, come ripetono tutti i somari, ” lo Stato siamo noi”.
Come sempre, dietro giustificazioni nobili ci sono ragioni molto più ignobili. La crociata contro i telefonini cinesi è nient’altro che protezionismo surrettizio. Come quando si dice che certi prodotti di importazione contengono sostanze nocive (il che talora può essere vero, ma generalizzare è disonesto),
o si mette in guardia il consumatore da alimenti provenienti da altri Paesi dove si fa uso di sementi OGM (probabilmente più sane di quelle “naturali”). Ricordate lo scandalo dei motori Diesel Volkswagen “truccati”?Anche quella probabilmente era manovra protezionistIca mascherata. Seguire alla lettera le normative anti-inquinamento è impossibile. Bisogna in qualche modo ricorrere al ” trucco.”: Tutte le case automobilistiche lo fanno.
A Trump brucia che i telefonini cinesi abbiano “invaso”il mercato USA mettendo in difficoltà colossi come Apple. Ne va dell’onore americano. America first! Boicottare la Cina!
Ho messo di proposito il verbo “invadere” tra virgolette. Riferito alla libera circolazione delle merci( e delle persone) è un non – senso. Lo diceva anche Luigi Einaudi. Sono gli eserciti a invadere (senza virgolette). E dietro gli eserciti ci sono gli Stati. Aveva ragione Bastiat: dove passano le merci non passano i cannoni.

Sarebbe meglio dire:

“Trump con la sua riforma fiscale ha (forse) ridato slancio all’economia USA, ma è un nazionalista, un suprematista, un protezionista.”

Vado retro, Satana!

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino