Aborto, sessualità, Rothbard e Ricossa

Continuo a pensare che il Cristianesimo ha fatto fare, per molti aspetti, un passo avanti alla civiltà, ma per quanto riguarda la morale sessuale abbia avuto fin dalle origini, e continui ad avere, una connotazione regressiva. Colpa di San Paolo, che doveva avere qualche problemino in proposito e ha impostato la sua dottrina sotto il segno di quell’ossessione. Perché identificare sessualità e genitalità? Il Cantico dei Cantici, che un illustre rabbino definì il libro più santo della Bibbia, esalta come fiamma divina l’amore-eros, senza traccia di genitalità. Perfettamente d’accordo! È l’amore come lo intendo anch’io.

L’aver sovrapposto sessualità e genitalità ha necessariamente avuto come conseguenza logica la proibizione delle pratiche anticoncezionali e persino la loro propaganda. Il che ha portato a una crescita delle pratiche abortive, a loro volta bollate come autentici omicidi.
Non sto dicendo che una dichiarata liceità dei mezzi anticoncezionali avrebbe fatto sparire gli aborti. Sicuramente avrebbe reso le persone più consapevoli, e molti concepimenti indesiderati, destinati in parte a risolversi in un aborto, si sarebbero potuti evitare.
In un contesto anarchico l’aborto sarebbe un diritto o un delitto? Un diritto no e forse neppure un delitto. Ci sarebbero alcuni ospedali che lo praticano e altri no. Ci sarebbero medici abortisti e medici antiabortisti. Le Chiese avrebbero tutta la libertà di continuare a indicare l’ aborto come un peccato gravissimo e di organizzare centri per l’assistenza materiale, psicologica e spirituale alle donne che accettano di non rinunciare alla loro creatura(naturalmente finanziati con contributi volontari). Per essere antiabortisti non è necessario essere credenti: si pensi a Bobbio o a Pasolini. E non è detto che un libertario debba essere abortista: Rothbard lo era (per lui il feto era un parassita che la madre poteva eliminare), Ricossa no. I libertari cristiani (ci sono anche loro) ritengono che il Principio di non Aggressione valga anche per i nascituri, non solo per i nati. (E chi ritiene che valga anche per gli animali che posizione deve prendere? Il problema si complica, per ora è meglio lasciar perdere).

Veniamo al concreto, qui e ora. In Italia, dopo lunghe lotte in cui si distinsero i radicali, l’aborto è consentito entro i primi tre mesi di gravidanza in strutture autorizzate. Recentemente è successo che un medico per errore non abbia saputo liberare una donna dal fardello indesiderato. Denunciato, per sentenza della Cassazione è stato condannato a pagare un risarcimento sia alla donna sia al marito. I cattolici insorgono, e con loro alcuni “laici” come Giuliano Ferrara.

Parlano di barbarie, di rinnegamento dei valori che fondano la nostra civiltà. Un essere umano che nasce non è un errore da risarcire! Eppure, sotto l’aspetto giuridico la sentenza non fa una grinza. Chi sbaglia, paga. E quel medico ha sbagliato. Se nel curare un ginocchio avesse reso il paziente ancor più zoppo, sarebbe stato chiamato a risponderne, avrebbe dovuto pagare un risarcimento e nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. Però la sentenza andrebbe integrata. Se la coppia che ha fatto ricorso ritiene che il figlio indesiderato sia un fastidio tale da meritare un risarcimento, con quale spirito alleverà quel figlio? Le si tolga la patria potestà e il bimbo sia dato in adozione. Quante coppie sterili sarebbero liete di accoglierlo tra le loro braccia! La genitalità senza amore vale meno di zero. Su questo dovrebbero essere ďaccordo credenti e non credenti

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino