Altre buone ragioni per abbattere lo Stato

Non ho mai più creduto ai cosiddetti futurologi dopo l’esperienza di aver visto smentite dalla dura “realtà effettuale” tutte le profezie contenute nel saggio “I limiti dello sviluppo”, pubblicato dal Club di Roma nei primi anni Settanta del secolo scorso. A sentire quegli illustri studiosi, nel giro di pochi decenni tutte le principali materie prime si sarebbero esaurite, se non si fosse cambiata la politica economica fondata su una crescita incontrollata. Non è stato così. Il difetto fondamentale di quelle previsioni consisteva nel registrare alcune tendenze calcolandone le conseguenze “ceteris paribus”. Non si teneva conto dei progressi tecnologici, che consentono di reperire materie prime con metodi un tempo impensati. Oggi galleggiamo sul petrolio non solo grazie alla scoperta di nuovi giacimenti , ma anche per aver inventato tecnologie capaci di ricavarlo dalle rocce. Chi l’ avrebbe mai detto?

Il futuro è “in mente Dei” ed è una fortuna non poterlo conoscere. Ci risparmiamo tante angosce e ci riserviamo tante belle sorprese, che tali non sarebbero se le conoscessimo in anticipo. Avete presente il bel film “Fahrenheit 451” di Truffaut, tratto dall’omonimo romanzo di Ray Bradbury? Vi si prefigura un futuro dove è proibito leggere libri ed è eliminata ogni forma di scrittura. Domina la televisione, con i suoi intrattenimenti di infimo livello e i suoi notiziari edulcorati e menzogneri. Niente Internet, niente Facebook, niente telefonia mobile, nulla di nulla della tecnologia in cui oggi siamo immersi: una tecnologia che non ha affatto abolito la scrittura, anzi ne ha più che mai bisogno(magari si scrive male, ma questo è un altro discorso). Cambia magari il supporto, ma la carta stampata,almeno finora, si sta difendendo egregiamente. Il futuro, almeno fino a questo momento, è stato meno brutto di quanto se lo figuravano Bradbury e Truffaut.

In questi giorni è uscito un libro, “Prossimi umani”, edito da Giunti, in cui alcuni illustri scienziati ci parlano dell’imminente futuro. Non è futurologia, perché ci parla di una realtà di cui, magari non del tutto consapevolmente, siamo già partecipi, e i cui sviluppi a breve e medio termine sono prevedibili con buona approssimazione. Avremo fra pochi anni auto con conducente automatico. Ottimo: si risparmierà fatica, si guadagnerà tempo, è presumibile che diminuiranno drasticamente anche gli incidenti stradali. In medicina, grazie a minuscole macchine “intelligenti” si sarà in grado di portare medicinali direttamente alle cellule malate, senza danneggiare le altre.

Fin qui tutto bene. A rendere inquieti sono altre notizie. Si potranno rigenerare tutti gli organi : elisir di lunga vita, dunque, accompagnata da continua giovinezza? Magari! Proprio no, perché le cellule cerebrali non si potranno rigenerare. Avremo schiere di zombie attempati, dal corpo sano e robusto, ma dalla mente del tutto ottenebrata. Qualcuno ci scherza su: ad esempio, Massimiliano Parente in una bella recensione del libro sul “Giornale”. Dice: poco male, faranno causa comune con tanti giovani decerebrati, che in vita loro non hanno mai letto un libro.
Spiritoso, ma a me pare che ci sia poco da ridere. Mi viene in mente il “Dialogo di un fisico e di un metafisico” nelle “Operette morali” di Leopardi. Al fisico, che si vanta di aver escogitato l’elisir di lunga vita, il metafisico consiglia di nascondere sotto terra la sua scoperta, fin quando non avrà trovato il modo di rendere la vita felice. Che vita è una vita decerebrata? Infelice forse no, per mancanza di consapevolezza. Ma neppure umana. Pura esistenza vegetativa.

Contrariamente a quel che pensa Parente, anche se le neuroscienze sembrano aver sgominato psicanalisi, psicologia e filosofia, almeno della filosofia in un mondo come quello che ci viene prospettato ci sarà bisogno più che mai. L’anima, la coscienza morale, il libero arbitrio sono ridotti a ferrivecchi inservibili? La capacità di scegliere tra bene male è un’ illusione utile alla conservazione della specie, che la scienza ha ora svelato mostrandoci l’orrido vero? Allora è più che mai necessario riflettere sul senso della vita umana. E magari cercar di capire se nelle condizioni esistenziali prossime future lo Stato migliorerà o peggiorerà l’infelicità umana. Ci sono buone ragioni di credere che la peggiorerà. E quindi di lottare con tutte le nostre forze per abbatterlo.

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino