Ogni bigottismo ha il suo catechismo.

Cari amici, non so se siete d’accordo: ma a me pare che siamo passati da un bigottismo all’altro. Forse è inevitabile. Non si può vivere senza il Sacro. Ha un bel dimostrare l’illustre genetista Edoardo Boncinelli, in un suo bel saggio, che il Sacro è portatore di pregiudizio e di intolleranza. C’è bisogno di fede, e quando si crede fermamente in qualcosa, si è disposti a difenderlo con le unghie e coi denti. Qualcuno dirà: la nuova Fede è la Scienza, quella che Boncinelli sbandiera. Neanche per idea! Per due motivi. Innanzitutto perché credere nella Scienza vuol dire credere nel dubbio, se mi si permette il gioco di parole. La Scienza ci presenta teorie provvisorie, che possono sempre essere smentite da nuove ricerche. In secondo luogo, anche se siamo circondati da strumenti tecnologici, in noi è persistente una mentalità magica. Pensate a quanti gonzi credono negli oroscopi. Si ha un bel dire che, in un Universo come quello che oggi conosciamo, non è più pensabile di poter mettere al centro la Terra e pretendere che tutti gli altri corpi celesti abbiano qualcosa da dire sul destino dell’Umanità. Fatica sprecata. Maghi stregoni e fattucchiere fanno affari d’oro. C’è gente che ha fiducia illimitata nell’acqua fresca dell’omeopatia. Avete presente la campagna contro i vaccini? Cose da pazzi. Il dottor Dulcamara è più vivo e vegeto che mai.

Ogni bigottismo ha il suo catechismo. Fra i bigottismi più radicati occupa un posto d’onore il Politicamente Corretto. Certo, non è un bigottismo da gente dozzinale. E’ un pensiero di persone d’alto rango. Una volta era considerato riprovevole assumere atteggiamenti irridenti nei confronti della religione. Scherza coi fanti e lascia stare i Santi! Oggi non più. La bestemmia è piuttosto diffusa, e non solo tra la gente triviale. L’importante è non parlar male della religione musulmana: ed ecco una forma di bigottismo politicamente corretto. Guardate che anche il papa regnante si adegua all’andazzo: può dire impunemente che Gesù fa un po’ lo scemo (bestemmia pura!), ma si sente in dovere di dichiarare che nella dottrina di Maometto non c’è traccia di violenza (o non ha letto il Corano o gliene hanno affibbiata una versione ad usum delphini).

Un argomento tabù del nuovo catechismo è l’omosessualità. Intoccabile, sacra, divina. Guai a trattarla con ironia, guai a esprimere qualche dubbio sulle più audaci teorie, secondo cui l’orientamento sessuale non ha nulla di genetico, ma è sempre il risultato di scelte pregiudiziali proprie di un determinato contesto sociale. I sessi non sarebbero neppure due, o tre, o quattro, ma addirittura un’infinità, secondo i gusti di ciascuno. Intendiamoci bene: può anche essere vero, non ho nulla da obiettare in linea di principio; e ogni tipo di censura alla diffusione di tali idee mi vedrebbe schierato in loro difesa. Per quanto riguarda i miei gusti, sapete come la penso. Il catalogo di Leporello è severamente precluso ai maschietti. Altri cataloghi non ne riconosco. Qualche imbecille è arrivato a dire che la mia fame di donne è la conseguenza di una deprivazione della madre, e che sotto sotto anch’ io sono un culattone. Sapete che vi dico? Proprio perché sono anarchico mi batterei fino alla morte anche contro chi volesse censurare una tale scempiaggine, che d’altra parte si confuta da sé.

Non pensate che io stia esagerando. Anche chiedere qual è la percentuale di omosessuali nella specie umana è considerata una bestemmia. Una domanda del genere compariva nei test recentemente somministrati agli studenti che intendevano iscriversi alle Facoltà di Medicina. Fra le tante domande a risposta chiusa, una era formulata proprio così: “Quale delle seguenti percentuali rappresenta la migliore stima del verificarsi dell’omosessualità nell’uomo?” Voi ci trovate qualcosa di offensivo? Io no. Mica si dice che l’omosessualità è una malattia. Se non vado errato, fu nel 1972 che l’American Psychiatric Association decise di eliminare le “aberrazioni” sessuali dal novero delle malattie mentali. Meglio tardi che mai. Presso alcune civiltà non erano considerate tali, anche se erano regolate da norme ben precise. Forse che i Greci contemporanei di Socrate, di Sofocle, di Alcibiade e di Platone erano tutti malati mentali? Eppure se la facevano con giovanissimi maschietti. Pederastia pura. Aveva addirittura una funzione educativa e formativa. Guardate che non sto affatto giustificando la pedofilia di oggi, che è cosa orrida, in quanto frutto di sopraffazione e di violenza.Un medesimo atto, in contesti sociali diversi, acquista significati diversi. Mi sento invece di dire che è stato il bigottissimo Ottocento a demonizzare l’omosessualità. Vero che anche prima alcune legislazioni la punivano addirittura con la morte, ma nel Rinascimento dei papi simoniaci e puttanieri essere culattoni poteva costituire addirittura segno di distinzione. Tale fu Sandro Botticelli. Lo stesso si dica di Leonardo da Vinci. Il soprannome del pittore vercellese Antonio Bazzi, il Sodoma, la dice lunga. Poi purtroppo arrivarono Lutero e Calvino. Grazie alla sua matrice di stampo illuministico, il Codice Napoleonico dell’omosessualità neppur parlava. Gli Stati italiani pre-unitari, forse più per pigrizia che per consenso ideologico, lo mantennero quasi tutti in vigore, con due eccezioni: guarda caso, lo Stato Pontificio e il Regno di Sardegna! Sotto i Savoia, l’art. 425 del Codice Penale puniva l’omosessualità come comportamento scandaloso. Interessante notare che tale codice fu esteso a tutti i territori annessi, ma al momento di renderlo operante anche nell’ex-Regno delle Due Sicilie, l’art. 425, solo per quei territori, fu abrogato. Nel Meridione, evidentemente, persisteva un’antichissima tolleranza per l’omosessualità, risalente alla Magna Grecia, che non si voleva contrastare, aggiungendo altri problemi a quelli, gravissimi, causati dalla conquista del Sud. Il successivo Codice Zanardelli non contemplava più il reato di omosessualità. La bozza del Codice Penale fascista di Alfredo Rocco conteneva anche un articolo che condannava e sanzionava la pratica omosessuale: però, stranamente, venne dimenticato nella stesura definitiva. Il Fascismo, in tema di omosessualità, poteva sembrare così più liberale di tante legislazioni democratiche. Se pensiamo a quel che capitò in Gran Bretagna al povero Alan Turing, come degna ricompensa per l’essenziale contributo che aveva dato alla decrittazione dei messaggi segreti tedeschi, nella Seconda guerra Mondiale…

Non facciamola lunga: chi ha redatto quella domanda forse è all’oscuro di tutti questi dati storici, ma sicuramente sa bene qual è l’orientamento della moderna psichiatria. Ma allora, perché quella domanda? Perché un medico -e non soltanto uno psichiatra- non può ignorare l’omosessualità, con tutti i problemi che ancora si porta dietro. Deve avere la giusta sensibilità per assistere i pazienti che, proprio per le loro pulsioni sentite come anomale, possono presentare difficoltà relazionali d’ogni genere, patire sensi di colpa, subire discriminazioni. Non è una malattia, ma, se vissuta in un certo modo, può provocare gravi turbamenti. Inoltre il rapporto omosessuale può avere anche conseguenze sul piano fisico: malattie veneree, AIDS, e via di seguito. Un medico, quindi, dev’ essere ben informato sull’argomento. Magari per dire, come prima cosa, a chi gli espone con trepidazione i suoi problemi omoerotici:”Guarda che non è una malattia”. Quindi conoscere la consistenza delle tendenze omosessuali nella società in cui si vive e si opera può essere opportuno.

A me sembra un ragionamento tanto logico… E invece no, ne è nato un altro problema nazionale, su denuncia di uno studente attivista di SEL. E’ intervenuta la ministra Fedeli, che ha deplorato la presenza, nei test, di quella domanda, promettendo un’inchiesta, con sanzioni per il responsabile.
Come se i problemi della scuola italiana fossero questi. Non vede, la ministra dalla faccia di carnevale, il degrado del sistema di cui è a capo? Invece di preoccuparsi dei culattoni, si preoccupi degli asinoni diplomati e laureati che escono dagli istituti scolastici e dalle università di quello che un tempo era il “Giardino d’Europa” e faceva scuola al mondo.

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

8 pensieri riguardo “Ogni bigottismo ha il suo catechismo.

  • 22 Novembre 2017 in 7:11 am
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    Per il Ber Goglione, nella dottrina di Moemetto non c’è traccia di violenza. Per i suoi predecessori, il sole girava intorno alla terra. Quindi un pensiero coerente, è sufficiente continuare a riifiutarsi di guardare nel telescopio di Galileo. E’ noto come sia progressista il corano e quindi questo pontefice può essere considerato progressista anche lui. E’ la scienza, non sono le fatwe, la vera nemica del progresso.

  • 22 Novembre 2017 in 12:55 pm
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    Saluto Alessandro Colla che conosco per medesime frequentazioni di altro sito.

    Bergoglio vuole fare il piacione con tutti, ma parte della Chiesa più integralista lo vede come il fumo negli occhi. C’è pure chi ha si è preso la briga di calcolare la somma dei codici ASCII di B+E+R+G+O+G+L+I+O scoprendo che è uguale a 666 ovvero il numero dell’anticristo.

    Nel Corano si può leggere tutto e il contrario di tutto, né più né meno che come nella Bibbia.
    Per i suoi predecessori il sole girava intorno alla terra? Si, ma per tutti i nostri predecessori.
    Il sistema geocentrico ha funzionato benissimo fino al 1600 e funzionerebbe benissimo anche oggi perchè era perfetto. Se poniamo la terra fissa e il resto orbitante cosa cambia? Nulla agli effetti dell’osservatore, esattamente come il passeggero di un treno che vede se stesso immobile e il paesaggio muoversi.

    Un sistema che ci arrivava da Aristotele e non mi pare la Chiesa abbia avuto un ruolo in questo, se non altro per motivi anagrafici. Che la Chiesa lo abbia difeso contro Galileo mi pare più che comprensibile: nel processo spettava a Galileo fornire delle prove inconfutabili su ciò che affermava e non lo ha fatto. La sua intuizione era giusta, ma non ha potuto provarla; lui stesso era molto dubbioso. Del resto anche il monaco cattolico Foscarini era sostenitore dell’eliocentrismo, ma per proporlo come nuovo modello occorreva avere una prova concreta e definitiva, guardare nel telescopio mica bastava.
    Tra un mondo che era sempre andato avanti benissimo per circa 2000 anni con un ottimo sistema, per di più con un libro sacro che interpretato alla lettera sembrava supportarlo e un pisano alla porta (!!!) un po’ bizzarro che affermava cose che non poteva provare cosa si doveva fare? Insomma l’eliocentrismo fu condannato per mancanza di prove, non per partito preso.
    Magari possono dar fastidio i metodi, ma la storia va giudicata serenamente e non col senno di poi e la mentalità di oggi.

    E se uno scienziato qualsiasi oggi si presentasse per rivoluzionare il pensiero corrente non accadrebbe lo stesso (mutatis mutandis ovviamente)? Per fortuna oggi c’è l’Università di Youtube dove tutte le dottrine trovano asilo.

    • Giovanni Tenorio
      23 Novembre 2017 in 10:24 am
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      Secondo Paul K. Feyerabend, il sostenitore dell “anarchismo metodologico”, la Chiesa di Urbano VIII, sul piano della filosofia della Scienza ,sarebbe stata di molte leghe più avanti di Galileo, in quanto, nelle raccomandazioni del cardinal Bellarmino al grande scienziato pisano (un po’ matto, sicuramente, come tutti gli scienziati del suo calibro, Newton ed Einstein in primis) si richiedeva non tanto di abiurare l’eliocentrismo, quanto di presentarlo come una semplice teoria, soggetta quindi a confutazione.
      Sicuramente le prove che Galileo aveva in mano erano ancora piuttosto fragili, ma il geocentrismo aristotelico-tolemaico (già attaccato in epoca ellenistica da Aristarco di Samo) non era affatto un modello preciso come un orologio: tant’è vero che per giustificare le anomalie di alcuni moti astrali, inspiegabili sulla base della teoria pura, si erano dovuti introdurre artifici piuttosto arzigogolati, i cosiddetti “epicicli”. Il sistema era quindi zoppo da tempo; e l’eliocentrismo aveva il merito di spiegare in modo molto più lineare quelle presunte anomalie. Sotto questo aspetto, era migliore della teoria precedente, che si avviava così ad essere falsificata.
      Respingerlo nel nome del testo biblico, formatosi qualche millennio prima in un ambiente di pastori nomadi, era sicuramente un atto di fede, non di razionalità. Niente di moderno e progressivo, quindi, nell’atteggiamento della Chiesa, con buona pace di Feyerabend. Bellarmino, in una lettera a Foscarini, dice esplicitamente che la teoria eliocentrica può essere proposta solo come costruzione matematica, ma va rifiutata come modello della realtà, in quanto contraria alle Scritture: una sorta di bizzarria, quindi, niente di più. Questo è dogmatismo, altro che progressismo epistemologico. Molto più moderno Galileo anche sul piano dell’interpretazione biblica, quando sostiene che il testo sacro parla a uomini incolti con le loro parole, quindi non si può pretendere che si esprima nei termini della Scienza moderna. E’ la posizione della Chiesa d’oggi (il cardinal Ravasi si compiace di far proprie le parole di Stephen Jay Gould, che parla di “non overlapping magisteria”: magisteri -quello della Scienza e quello della Fede, che non si sovrappongono, ma piuttosto si giustappongono, toccando verità diverse in termini diversi). Benissimo. Però non dimentichiamo che il “De revolutionibus orbium coelestium” di Copernico rimase all’Indice fino all’anno 1822. Se questo non è oscurantismo…
      Per l’Umanità essere al centro o alla periferia dell’Universo è la stessa cosa, visto che le apparenze rimangono le stesse? Sul piano esistenziale direi proprio di no. L’angoscia della modernità, quella che troviamo in “Amleto” ( “The world is out of cent”, il mondo è fuor di sesto) comincia di lì. Ben la rappresentano Leopardi (“Il Copernico”, nelle “Operette Morali”), Pirandello (Cap. primo del “Fu Mattia Pascal”) e Bertolt Brecht (“Vita di Galileo”, X*)

      *”Pover’uomo che dall’età remota/obbedisci al Vangelo e a chi governa/ e porgi rassegnato l’altra gota/ per conquistar la ricompensa eterna,/ non obbedire più, diventa saggio:/ è tempo ormai di vivere ciascuno a suo vantaggio” (traduzione di Emilio Castellani). Conseguenze anche in ambito strettamente politico! Non è un caso che il termine “Rivoluzione”, fino a quel momento usato quasi soltanto in ambito astronomico, abbia acquistato in seguito valenza politica. Oggi se si parla di “Rivoluzione” difficilmente il pensiero corre ai moti degli astri, ma piuttosto alla Francia di Robespierre o alla Russia di Lenin…

  • 23 Novembre 2017 in 8:22 am
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    A vedere Bergoglio come il fumo negli occhi non è solo la parte cosiddetta conservatrice della chiesa ma anche quella, estremamente minoritaria, che segue la corrente del cattolicesimo liberale. Per ragioni opposte, ovviamente, a quelle dei conservatori. Quanto a integralismo, l’insistenza sulla dottrina “sociale” e la condanna de facto dell’economia liberale, pongono questo pontificato a vertici integralisti che non abbiamo visto neanche con l’integralista dichiarato Giuseppe Dossetti. L’abilità dei veri integralisti di spacciarsi per progressisti, rischia di portare provvisoriamente questo sito a spostare la sua attenzione da Mozart e Da Donte a Boito in salsa faustiana (Don Giovanni e Leporello non me ne vorranno ma “lo spirito che nega” dei nostri, appunto, negazionisti tempi, sempre fischia, fischia, fischia). Non è vero che nel Corano si trovi di tutto e il contrario di tutto come nella Bibbia. Già la Bibbia è divisa in Antico e Nuovo Testamento. E il nuovo vale per evangeli e lettere apostoliche del cristianesimo (più l’Apocalisse), così come per il Talmùd ebraico. Cristianesimo ed Ebraismo, poi, sono soggette a continua esegesi mentre l’Islam no. Nello stesso Antico Testamento vi sono dei contrasti e questo dimostra la pluralità di quel testo rispetto al monolitismo del Corano, dove non si trova in nessuna Sura il contrario di una precedente o successiva. Si può essere integralisti come Dossetti o come gli Hamish ma il testo islamico è integralista all’origine. Eliocentrismo accettato da tutti i nostri predecessori? Non è esatto. Copernico c’era arrivato un secolo prima. e con delle prove che a Galileo fu impedito di presentare. Non solo lui era convintissimo (frase “eppur si muove” a parte perché non abbiamo la certezza che l’abbia pronunciata) ma i non convinti della propria tesi erano gli ecclesiastici che infatti si rifiutarono di guardare nelle lenti telescopiche. Per timore di dovere ammettere, almeno interiormente, di aver torto. Quindi le prove c’erano e la condanna fu proprio per partito preso. Senza considerare che è l’accusa a dover provare la colpevolezza dell’accusato, non l’accusato le prove della propria innocenza. E anche il diritto romano esisteva prima dell’inquisizione. Troppo spesso cadiamo nell’errore di ritenere storicamente accertati dei presunti fenomeni comuni che in realtà comuni non erano. Così come prima di Lincoln non erano tutti schiavisti, anche nei campi scientifici non c’è stata quasi mai unanimità di consensi a una tesi piuttosto che a un’altra. Per lo meno se il consenso era libero. Platone era schiavista, Aristotele tollerava la schiavitù con i prigionieri di guerra e i debitori, altri pensatori non si schierarono apertamente contro. Ma Gorgia, , Antistene, Democrito, Zenone, Epicuro ed altri sì. Le origini dell’eliocentrismo risalgono a Pitagora e passano per Eudosso, Aristarco e Plutarco. E’ stato Tolomeo, in un’epoca in cui il cristianesimo andava progressivamente affermandosi malgrado (o proprio per) le persecuzioni di qualcuno che il geocentrismo ha finito per prevalere. Non è vero che il geocentrismo abbia funzionato benissimo prima di Galileo. La storia umana, invece di essere una storia di sofferenza continua in ogni campo, avrebbe raggiunto livelli migliori già prima della rivoluzione industriale (e con minori effetti collaterali) se ci fosse stata piena libertà di ricerca. E’ come dire che l’interventismo in economia abbia ben funzionato fino ad ora e se un’epoca liberale dovesse prevalere si tratterebbe solamente di un fatto fisiologico. In realtà l’interventismo provoca miseria e non è una questione legata ai tempi. Se le cose miglioreranno avremo comunque il rimpianto di non aver potuto migliorarle prima a causa degli integralismi ideologici. Prima di Cartesio, la metodologia non andava bene. Prima di Newton, la forza di gravità esisteva lo stesso ma senza adeguati studi oggi saremmo ancora ad una tecnologia artigianale, mancanza di aereoplani compresi. Prima di Einstein, non andavano bene le concezioni errate su spazio e tempo e prima della scoperta del DNA si moriva senza scampo per patologie ereditarie. Quanto a uno scienziato di oggi, può anche accadere lo stesso. Dipende dai contesti politici e geografici. In Israele, lo scienziato non avrebbe problemi se non con i palestinesi che griderebbero a un presunto tentativo di assoggettazione degli arabi attraverso la scienza. Nell’Italia dell’articolo sette della disgustosa costituzione repubblicana, quello scienziato avrebbe sicuramente problemi. E per ragioni concordatarie, i problemi verrebbero proprio da oltre Tevere. Gli scienziati economici hanno da tempo individuato la soluzione dei problemi con l’abolizione del monopolio moinetario da parte degli stati. Sono proprio loro che vengono colpiti dai fulmini di chi si finge progressista perché più disponibile di prima verso gli omosessuali ma resta reazionario, bigotto, conservatore e integralista su ciò che può salvare l’umanità dalla fame. E quando non si è affamati si diventa anche più tolleranti verso il problema delle diversità, quindi c’è anche molta incoerenza con certe solo apparenti aperure. Il “chi si finge” a cui alludo ha un nome e un cognome: Jorge Mario Bergoglio, negazionista in economia e “progressista” solo di facciata. Lo so, Don Giovanni, questa volta sono stato veramente troppo lungo ma il mio difetto è la mancanza di sintesi. Strano, perché in questo nella commediografia me la cavo meglio. Ma non baratterei questa mancanza con l’abbraccio alle Bercrociate verso l’economia libera. Che poi, se non è libera, economia autentica non è.

    • Giovanni Tenorio
      23 Novembre 2017 in 10:25 am
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      Divina lunghezza, come quella di Schubert….Caro Colla, continui pure così!

  • 23 Novembre 2017 in 8:27 am
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    ERRATA CORRIGE. Lo sapevo che avrei sbagliato qualcosa: Da Ponte è diventato Da Donte. Eppure ho riletto mille volte il commento. Colpa dello spirito che nega; deve avermi messo un… “fischio” all’orecchio per deconcentrarmi. E c’è riuscito, come al solito.

  • 24 Novembre 2017 in 6:44 am
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    Una volta ho preso il Corano in biblioteca per leggerlo, ma non ce l’ho fatta, così dopo una trentina di pagine l’ho chiuso e restituito. Quindi non sono un esperto, ma
    quando si attacca l’Islam arriva sempre il solito Imam moderato che cita frasi di ecumenismo e dialogo verso il così chiamato “popolo del libro” (Ebrei e Cristiani). Quando si difende l’islam arriva invece sempre il solito leghista di turno che legge qualche sura incitante allo sterminio e alla guerra santa di tutti gli infedeli.
    Ci saranno due Corani o magari ognuno gli fa dire quel che fa più comodo?

    Le “prove” di Copernico In realtà come “prove” erano un po’ traballanti, anche se certo erano ottimi indizi. Per me le ha semplicemente accantonate applicando il principio-dovere cattolico della prudenza essendo un PRETE.
    Per chi la vede nera le avrà sicuramente nascoste per favorire il GOMBLOTTO cattolico della sua setta notoriamente antiscientifica.

    Posso ricordare qualche nefandezza dei membri di questa setta antiscientifica?
    – il motore a scoppio fu inventato prima di Otto da Bersanti (prete);
    – il parafulmine prima di Franklin fu inventato da Beccaria (prete).
    – il big bang l’ha ipotizzato per primo Lemaitre (prete).
    – la balla della generazione spontanea l’ha ridicolizzata Spallanzani (prete).
    – gli studi sulla genetica (pietre miliari ancora oggi) di Mendel (prete).
    – lo studio dei terremoti del sismologo Mercalli (prete).

    Don Juan, gli epicicli non li risolveva neppure Copernico/Galileo. Le orbite in entrambi i sistemi continuavano a essere circolari.
    All’indice c’era pure la Bibbia e visto l’uso che ne hanno fatto i protestanti mi chiedo se non fosse un bene.
    Sono costretto a ripetermi: la storia si studia e non si giudica, ma se lo si fa lo si faccia serenamente.

    Francamente se l’obiettico è attaccare le Chiesa consiglierei argomenti migliori dei soliti Galilei e Bruno (su quest’ultimo c’è pure la fosca ombra gettata dalla biografia di Ingrid Rowland che ne farebbe una spia al servizio degli inglesi e che fece trucidare parecchi sacerdoti cattolici). Segnalo infine che pure lo spettacolo del marxista Paolini su Galileo (dura oltre due ore: solo 30 minuti sono “potabili”, il resto è noia e perdita di tempo) alla fine si rivela piuttosto deludente: vorrebbe castigare la Chiesa cattivona, ma per me non cava un ragno da un buco.

    Ah – tanto per precisare – io mi ritengo un pessimo cattolico non praticante con forti venature protestanti, ovvero quanto di peggio ci possa essere.

  • 24 Novembre 2017 in 8:15 am
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    Mi consolo dei miei refusi perché non sono l’unico. Il nome dell’inventore del motore a scoppio era Barsanti, non Bersanti. Che poi si rischia di confonderlo con Bersani, il che è peggio. Sullo spettacolo di Paolini non sono in grado di intervenire, mi fido del giudizio sulla noia in quanto per i marxisti annoiare è un dovere etico. Dario Fo non era noioso ma marxista lo è diventato dopo le precedenti esperienze corporativiste in salsa repubblichina. Anche se lui raccontava di essere un infiltrato degli antifascisti. Strano che prima abbia negato l’appartenenza alla Repubblica Sociale e poi abbia tirato fuori la storia dell’infiltrato dopo la pubblicazione delle fotografie che lo ritraevano in divisa littoria. Devo riconoscere che è tutt’altro che noioso il marxista da sempre Bertold Brecht, probabilmente è più consigliabile un allestimento della sua Vita di Galileo, dramma del 1939 e cioè di quando Paolini non era ancora nato. Gli altri “sinistri” divertenti, in realtà non sono marxisti autentici ma stanno a sinistra per opportunismo e perché “dall’altra parte” i deficenti preferiscono non investire in cultura. Quest’utlima, infatti, si mangia solo al tramonto. O al Tremonti, altro refuso. L’elenco dei sacerdoti progrediti è anche incompleto. Non ce ne sono solo in campo strettamente scientifico – tecnologico. Don Giovanni e Leporello aggiungerebbero probabilmente anche Franz Liszt. Io amo aggiungervi Rosmini, Gioberti, Sturzo e Baget Bozzo (Murri un po’ meno). Non vuol dire nulla, nessuno di loro era la chiesa ufficiale intesa come gestione del potere temporale. Quasi tutti hanno avuto problemi con le gerarchie, non possono essere considerati come rappresentanti ufficiali della Santa Sede. Del resto ho iniziato il precedente commento ricordando la minoritaria presenza di cattolici liberali contro la Teologia della Disperazione di questo pontificato pauperistico – terzomondista. Non condivido che si debba studiare la storia senza giudicarne i protagonisti, altrimenti dovremmo studiare la Shoàh senza giudicarne i responsabili. Il fatto che in due sistemi contrapposti le orbite siano comunque circolari, non significa che i due sistemi si equivalgano. La contrapposizione era ed è tra terra che sta ferma con sole che le gira intorno, contro pianeti che invece girano intorno a una stella. In Russia si utilizza ancora il rublo ma non per questo l’economia è rimasta collettivista. Non ci sono due corani e il corano non è interpretabile in quanto scritto in claris. L’imam “ecumenico” smette di essere tale quando gli si rivolgono domande specifiche sul contenuto di alcune sure. I leghisti, se fossero coerenti, dovrebbero ricordare ai loro alleati nazionalisti che il Gran Muftì di Gerusalemme Hamin Al Husseini, nonno (o prozio, non so bene) di Arafat, era alleato di Hitler contro la presenza degli insediamenti ebraici in Palestina. Storia non giudicabile? Non credo, comunque da ricordare.

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