Una Repubblica fondata sul lavoro (degli altri)

Fra le tante magnificenze della costituzione più bella del mondo si cita di solito l’articolo primo. A leggerlo, e ancor più a sentirlo recitare (vi ricordate Benigni?) i più si sentono venire le lacrime agli occhi, per la commozione. Anch’io al sentirlo mi metto a piangere, ma non perché mi commuova. E’ perché mi fa sganasciare dalle risa, e anche quando si ride a crepapelle può capitare di sentirsi gli occhi umidi. Il piacere e il dolore sono strettamente uniti, lo dice anche Socrate nel “Fedone” di Platone:” A chi capita uno dei due, subito dopo capita anche l’altro”. E capita proprio anche a me con l’articolo primo: prima rido, e poi mi intristisco.

I costituenti non si sono sentiti ridicoli a fondare una repubblica sul lavoro? Si potrebbe forse fondare una repubblica sull’ozio? Ve l’immaginate una società in cui la gente se ne va in giro a bighellonare dalla mattina alla sera? Non potrebbe reggersi in piedi. Conosco già l’obiezione: fondata sul lavoro perché nessuno può essere privilegiato, come nei tempi in cui c’era chi viveva sfruttando la fatica altrui, magari anche il lavoro degli schiavi. Ma non dovrebbe essere già implicito, tutto questo, nell’aggettivo “democratico”? Se una repubblica è democratica, è chiaro che non ci possono essere né schiavi né sfruttati. Così almeno è, o almeno dovrebbe essere, nelle cosiddette democrazie liberali moderne, dove il “demos”, implicitamente, coincide con tutto il popolo, senza discriminazioni. E poi, diciamolo chiaramente: non tutto il lavoro è nobile, e non tutto l’ozio è ignobile. E’ nobile il lavoro in miniera, nelle fonderie, nelle stive delle navi, dei manovali d’ogni genere, degli operai, degli imprenditori veri e dei loro collaboratori, è nobile il lavoro delle puttane, che – non lo dico io, ma un libertino come me, Thaddeus Russell – hanno contribuito all’emancipazione della donna più delle femministe e delle suffragette; è nobile il lavoro de dei contrabbandieri, veri benefattori dell’umanità, come diceva Adam Smith. E’ ignobile il lavoro dei banchieri centrali, falsari legalizzati, dalla befana Yellen a Draghignazzo; dei membri dell’Agenzia delle Entrate, da chi ne sta al vertice, come la Rossella Orlandi fino all’ultimo impiegato, giù giù fino a chi ne pulisce i cessi; è ignobile il lavoro dei capitalisti che prosperano grazie alle sovvenzioni pubbliche e al principio “i profitti a me, le perdite a Pantalone”, nonché al riparo di esclusive, brevetti e proprietà intellettuale. E anche l’ozio non è sempre ignobile. “Otium” in latino non è termine dispregiativo. Indicava il tempo libero da dedicare alle occupazioni liberali: letteratura, filosofia, oggi aggiungeremmo arte, musica. Io vivo di rendita (i miei beni non li ho rubati, li ho ereditati; senza merito, sia ben chiaro. Dovevo rinunciare? Non mi chiamo Francesco) e mi dedico alle cose belle, non ultima la conquista delle belle donne. Che poi, l’ho già detto altre volte, in realtà è un lasciarmi conquistare: da tutte, vecchie e giovani, belle e brutte. Le oche, quelle no. Una come la Elena Boschi non la troverete mai nel catalogo di Leporello.

La carta più bella del mondo contiene così tante sciocchezze che una più una meno non guasta. Forse è questo il motivo per cui il Cavalier Berlusconi, che più invecchia più rincitrullisce, vorrebbe aggiungerci, non ho capito bene a che punto e con qual nesso con tutto il resto, una dichiarazione in cui si afferma solennemente che gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare sentimenti. Ma lo sappiamo tutti, ed è proprio il caso di scriverlo in una costituzione? Che c’entra? Era Cartesio a credere che gli animali fossero non molto diversi da automi privi di sensibilità. Oggi solo un pazzo potrebbe pensarlo. Certo che sentono, gli animali, e reagiscono! Se tiri la coda a un gatto, quello ti graffia. Se dai un calcio a un cane, quello ti morde ( e fanno benissimo, l’uno e l’altro). I cani provano affetto per i loro padroni e anche i gatti, pur così distaccati e aristocratici, dimostrano qualche sentimento verso chi li accudisce. E le bisce? E i pesci? e le mosche? E le zanzare? Qui il discorso diventa un po’ più complicato; ma pare che anche i vegetali abbiano una qualche forma di sensibilità (concederemo anche a loro l’onore d’esser citati nella costituzione?). Forse il Cavaliere vuole andare ben oltre. Vuol fare di quella italiana la costituzione più bella non solo del mondo, ma di tutto l’Universo, se è vero, com’è probabile, che esistono altri mondi abitati (ma se lì vigesse un sistema anarchico? Se gli abitanti fossero più intelligenti di noi-e ci vorrebbe poco- certo sarebbe così). Alla dichiarazione che gli animali sono esseri senzienti vorrà far seguire la conclusione che, ergo, sono titolari di diritti. Per la prima volta nella Storia dell’Umanità i diritti degli animali sarebbero consacrati in una carta costituzionale! C’è da conquistare una gloria eterna. Altro che la Magna Charta, altro che il Bill of Rights, altro che i Droits de l’Homme e du Citoyen! Se è vero, come si diceva prima, che le puttane hanno più meriti delle suffragette, il Cavaliere avrà più meriti di Tom Regan e di tutti gli altri apostoli dell’emancipazione animale, da Francesco d’Assisi a Leonardo da Vinci ad Adolf Hitler ( sì proprio lui, non è un omonimo: si può essere nazisti e animalisti, il che non vuol dire che tutti gli animalisti sono nazisti, sarebbe un’infamia sostenerlo, ma imbecilli un po’ sì) a Maria Vittoria Brambilla a Francesca Pascale, le due vestali dell’animalismo italico.

Chissà se agli animali si riconosceranno davvero tutti i diritti. Alla salute, alla casa (o alla tana), all’istruzione, e anche alla proprietà, naturalmente con i dovuti limiti per ragioni di pubblica utilità, in vista del bene comune, (sarebbe un po’ troppo accettare che, se un cane delimita con qualche pisciatina il suo territorio, ne acquista la proprietà. L’ homesteading di Locke non può spingersi a questo punto). E il diritto di sciopero, naturalmente “nell’ambito delle leggi che lo regolano”?(Un cane, per protesta, può astenersi dal fare la guardia, ma non in caso di calamità naturali, altrimenti gli sciacalli ne approfitterebbero). E il diritto di voto? Ve li immaginate cani e gatti che vanno a votare? Elettorato solo attivo o anche passivo? Cani e gatti in Parlamento? Chissà che battaglie! E poi: cani lì ce ne sono già troppi. E i polli, e gli agnelli? E i somari?(anche di quelli ce ne sono fin troppi). E i lupi, i cervi? E le bisce? E le zanzare?
Bei problemi davvero! Costituzionalisti, magistrati, legulei ne avranno per decine di anni. Pensate un po’: saranno messi fuorilegge gli insetticidi, perché uccidere una zanzara sarà considerato uno zanzaricidio? Quanti anni di carcere? Non ridete, amici miei. Se cominciamo a distinguere fra animali superiori e animali inferiori, compiamo un atto discriminatorio, quindi veniamo meno al principio dell’eguaglianza di tutti gli esseri senzienti. L’apartheid è una brutta cosa. Vediamo di non ripetere errori che ci sono costati tante lacrime e tanto sangue.

Giovanni Tenorio

Giovanni Tenorio

Libertino

Un pensiero riguardo “Una Repubblica fondata sul lavoro (degli altri)

  • 6 giugno 2017 in 7:02 am
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    Fedone non sapeva che sarei nato io. Quando mi capita un dolore, subito dopo me ne capita un altro. Mai un piacere. L’unica volta in cui è avvenuto, Il Piacere era una copia in regalo del libro di D’Annunzio. Dopo il dolore dell’articolo uno, evito di procurarmene un altro con l’ascolto della “recitazione” dell'”attore” citato all’inizio dell’articolo. Se lui recita, io sono Laurence Olivier redivivo. Democrazia Canina? La sigla ricorda qualcosa. Democrazia Gattara sembra un partito di pensionati. Democrazia Zanzara ce l’abbiamo già: si è messa cinque stelle addosso. Alleanza Serpentina potrebbe trovare ispirazione in Mastella e Alfano (ma se vince il partito dei cani, avremo Angelino…Alano!). Il MUV, Movimento per l’Unità dei Volatili, non potrà invece ispirarsi a Papageno. Gli invertebrati saranno berlusconiani, mentre “Capra! Capra!” non suonerà più offensivo ma incitativo. Democrazia Caprina? No, Democrazia Cagnara. Chiaramente ci saranno lotte tra mammiferi, pesci, molluschi, crostacei, uccelli, rettili, insetti… Lotte di classe. Se gli animali mi lasceranno votare, esprimerò la mia preferenza per Alleanza Lombricaria. Un po’ di humus per la terra non guasta.

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