Cade un ponte? Governo ladro.

Si leggono le più diverse teorie circa le cause del crollo di quella orribile struttura che permetteva il passaggio sopra la SS36, collegando i comuni di Oggiono e di Annone. Se alcune bizzarre teorie posso essere attribuite all’ignoranza e all’emotività di qualche giornalista (un esempio brillante: “sono gli effetti a distanza del terremoto”), non sono riuscito a sorridere (amaramente) leggendo quello che sostiene un tal professor Antonio Occhiuzzi. Tracce dell’illuminante pensiero si possono trovare in una intervista pubblicata su http://www.edilportale.com/.

Quello che sostiene l’Occhiuzzi è che la massa dell’autoarticolato (che lui stima valere 70 tonnellate), essendo superiore al carico massimo di progetto (che lui stesso indica in 60 tonnellate), non era un carico previsto e quindi, pur senza dirlo esplicitamente, la responsabilità deve essere attribuita alla gestione del “trasporto eccezionale”.

Il giorno dell’incidente, mentre Provincia e Anas si esibivano nell’esercizio dello scaricabarile, alcuni dei curiosi presenti commentavano “vuoi vedere che alla fine la colpa la daranno al camion”? Secondo il professore, alla fine, la colpa è veramente del camion.

In un primo momento la mia attenzione si è concentrata sulla superficialità delle parole del professor Occhiuzzi, in particolare nella stima del carico che ha causato il crollo. Il professore infatti non accenna al fatto che, nel dimensionamento di una struttura di quel tipo, sono previsti coefficienti peggiorativi del carico di progetto (che in condizioni “sfavorevoli” comportano una maggiorazione del 25% o anche del 45%, in relazione a come viene classificato un “trasporto eccezionale”) e di altri carichi eventuali (peso della neve, per esempio). Il crollo di un ponte per un (ipotetico) sovraccarico del 12% (senza la presenza di effetti dinamici significativi e di altre condizioni sfavorevoli) non è ammissibile da alcun progetto.

Mi lasciano perplesso anche le considerazioni relative al posizionamento del veicolo, che sarebbe dovuto passare al centro del ponte, ma a differenza del professore, non mi sento di trarre conclusioni basandomi sulle fotografie sgranate dei giornali.

Il titolo di questo articolo fa riferimento a quell’espressione, “Governo ladro”, che potrebbe sembrare prodotto di qualunquismo e di una visione superficiale, ma che in realtà è una verità indiscutibile (se ne parla anche altrove, e meglio, su Libertino.is). La scelta di citare il “Governo ladro” non è stata fatta senza motivo e mi è stata suggerita da un dettaglio.

Il professore accenna a un complimento (“congratulazioni a progettista ed esecutore per la straordinaria performance”) riferendosi al comportamento di un elemento strutturale (tra l’altro in condizioni di carico completamente diverse da quelle che avrebbe in fase di progetto, per cui i complimenti sono fuori luogo anche volendo attribuire un merito tecnico) e leggendo quelle parole mi è sorta la curiosità di conoscere chi fosse questo professore: è stato sufficiente tornare all’introduzione dell’intervista e cercare qualche informazione sui motori di ricerca.

“Antonio Occhiuzzi, Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni all’Università Parthenope di Napoli e Direttore dell’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche”.

Tutto si spiega: a difesa e giustificazione dello Stato (Anas e Provincia), perché la colpa evidentemente e scientificamente è del camion, l’unico privato coinvolto nella vicenda (a meno di non includere tra i responsabili quelli che passavano sotto al ponte), si erge un professore che è, letteralmente (si vedano le indicazioni a margine) sul libro paga dello Stato, attraverso quell’istituto chiamato C.N.R., recentemente accusato di spendere almeno il 70% delle risorse in affitti, amministrazione della sede romana e costo del personale (settimanale “Panorama” del 30 ottobre 2013, articolo “I tagli dimenticati” di Stefano Vespa, pag. 56) e finanziato sulla base delle linee guida nel campo della ricerca indicate dal Governo. Ladro.

http://www.cnr.it/sitocnr/IlCNR/Organizzazione/RiformadelCNR/Decretodiriforma/Decretodiriforma.html
http://www.cnr.it/sitocnr/Iservizi/AmministrazioneTrasparente/Personale/DirIstituti_retrib2016.pdf