Scuola anarchica

Mi piace ricordare un aneddoto di parecchi decenni fa, protagonista un vecchio preside, inattaccabile per dedizione al servizio, onestà, rigore. Una volta gli venne assegnato dalle autorità scolastiche un insegnante di Latino che conosceva la lingua di Cicerone ancor meno dell’attuale papa regnante. Famiglie e alunni erano in subbuglio. Il preside si permise di chiamare l’insegnante nel suo ufficio, lo fece accomodare, gli squadernò davanti l’incipit del “De rerum natura” di Lucrezio (uno dei testi che rientravano nei programmi ministeriali): “Aeneadum genetrix hominum divomque voluptas”. “Legga e traduca!” “Ma lei non me lo può imporre, è comportamento illegale e antisindacale!” “Legga e traduca, le ho detto. Poi mi denunci. Dopo anni di onorato servizio ho le spalle abbastanza larghe”.

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